L’Europa dopo il voto

GUIDA SEMPLICE ALLE URNE

Elezioni europee, tutto quello che c’è da sapere sul voto di oggi

di Alberto Magnani


Elezioni europee, ecco come si vota

4' di lettura

Il conto alla rovescia è scaduto. Domenica 26 maggio l’Italia va alle urne per le elezioni europee , nel gran finale di una una tornata che si è svolta fra 23 (con Paesi Bassi e Regno Unito), il 24 (Irlanda, Repubblica Ceca), 25 (Lituania, Malta, Slovacchia) e 26 maggio (i restanti 21 paesi, inclusa l’Italia). Il nostro paese può eleggere 73 deputati sui 751 che insedieranno dopo l’esito del voto: quando e se il Regno Unito formalizzerà il suo divorzio dalla Ue, si aggiungeranno gli altri tre rimasti in «panchina» in attesa del processo di Brexit. La mole di informazioni che si sono scaricate sugli elettori potrebbe creare più confusione che certezze su chi va al voto. Ecco qualche domanda per fare ordine.

Come e quando si vota?
Si vota il 26 maggio dalle 7 alle 23. Bisogna apporre una X sul simbolo del partito scelto e, facoltativamente, un massimo di tre preferenze: in quel caso, va scritto nome e cognome del candidato negli spazi a fianco del logo della forza politica. Se si esprime più di una preferenza, è fondamentale che i voti siano divisi fra uomini e donne: ad esempio, dopo due candidati uomini va indicati una candidata donna o viceversa. Per chi non si attiene alla regola, risulteranno nulle la seconda e terza preferenza.

VIDEO/Elezioni, come si esprime il proprio voto

Non è previsto il voto disgiunto, quindi non si può scegliere il partito X ed esprimere la propria preferenza al candidato in corsa per la lista Y.

Sì, ma per cosa si vota esattamente? E cosa fa il Parlamento?
I candidati eletti otterranno un seggio all’Europarlamento, l’unico organo politico votato direttamente dai cittadini europei. L’Italia ha a disposizione 73 seggi sui 751 complessivi dell’Eurocamera, inclusa la poltrona di presidente del Parlamento europeo (quella che oggi occupa Antonio Tajani). Dopo l’addio del Regno Unito il totale salirà a 76: i tre restanti saranno «ripescati» fra i primi degli esclusi dei partiti che hanno ottenuto più voti.

VIDEO/Dall’Europarlamento alla Commissione, come funzionano le istituzioni Ue

I vari eurodeputati confluiranno nel gruppo politico scelto dal proprio partito italiano: ad esempio un voto a Forza Italia equivale a un voto al Partito popolare europeo, così come la preferenza al Pd si traduce in una preferenza per i Socialisti&Democratici. Il Parlamento europeo svolge tre funzioni principali: legislativa (adotta gli atti giuridici della Ue insieme al Consiglio europeo, su proposta della Commissione), di controllo (vigila sulle istituzioni europee, a partire dalla Commissione: elegge il suo presidente e sottopone gli aspiranti commissari a delle selezioni molto rigide) e di bilancio (elabora il budget della Ue insieme al Consiglio Ue e dà il via libera al bilancio di lungo periodo, il cosiddetto «quadro finanziario pluriennale»).

Ma è un’impressione o si è parlato più del solito di queste europee?
In genere le elezioni europee registrano, in Italia, un tasso di affluenza più basso rispetto a quelle nazionali. Gli elettori tendono a ’snobbare’ il voto perché viene percepito come meno essenziale rispetto a quello che può stabilire la maggioranza interna di un paese. Forse le percentuali saranno modeste anche in questo caso, ma di sicuro si tratta di uno dei voti più «sentito» rispetto alla media. Al di là delle frizioni interne al governo italiano, per la prima volta nella storia dell’Eurocamera i due partiti principali (il centrodestra dei Popolari europei e il centrosinistra dei Socialisti&Democratici) perderanno la maggioranza aggregata di seggi, a fronte della crescita di un fronte nazionalista capeggiato dal vicepremier italiano Matteo Salvini. La conseguenza è che Popolari e Socialisti cercheranno l’appoggio di Liberali e Verdi per imbastire una sorta di «fronte europeo», destinato in teoria a guadagnare oltre 450 seggi. L’asse sovranista di Salvini dovrebbe restare intorno ai 100 seggi: non quanto basta per impensierire i Popolari, ma una cifra capace di farsi considerare come interlocutori su determinati temi. Le leggi europee filtrate dal Parlamento sono sempre il frutto di un lungo lavorio di compromessi e accordi interni, quindi un blocco di destra potrebbe influire maggiormente su questioni come migrazioni, revisioni del sistema Schengen e altri dossier cari ai cosiddetti sovranisti.

PER SAPERNE DI PIÙ: “I numeri che dividono l’Europa”

QUIZ INFODATA SU: “Che tipo di elettore sei”

Quando si saprà qualcosa?
In realtà i risultati dei primissimi paesi al voto, come l’Olanda, hanno iniziato a emergere già in questi giorni. L’Europarlamento pubblicherà alle 20:15 del 26 maggio una prima stima aggregata dei seggi nei primi paesi scrutinati, aggiornandola di ora in ora sul suo portale. Lo spoglio effettivo inizierà però solo alle 23 di domenica, orario che coincide con la chiusura delle urne anche in Italia. Per una panoramica che includa almeno 20 paesi bisognerà aspettare circa l’1 di notte del 27 maggio, mentre i risultati definitivi slitteranno alla giornata del 27 maggio. Bisogna considerare che le «europee» sono, di fatto, organizzate come tante elezioni nazionali, lasciando a ciascun paese i margini di organizzazione del voto.

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