stati uniti

Elezioni di mid term, i Dem cercano la rivincita ma il risultato resta incerto

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


Stati Uniti sotto una tempesta perfetta?

4' di lettura

“Blue wave” o “Red light”, titolano i giornali. Avanzerà l’onda blu democratica o si accenderà di nuovo la luce rossa dei repubblicani al Congresso: a due giorni dalle elezioni di metà mandato i sondaggi indicano che i democratici prenderanno il controllo della Camera, e i repubblicani manterranno la maggioranza al Senato, forse addirittura aumentandola. Ma sono ancora molti i seggi, in tutti gli Stati Uniti, dove la sfida resta ancora aperta con margini ridottissimi tra i candidati dei due schieramenti.

Mid term negli Usa, affluenza in aumento nell'early voting

Martedì, con diversi fusi orari di mezzo, si voterà per rinnovare i 435 seggi della Camera dei deputati, un terzo dei 100 seggi al Senato e 39 governatori in 36 Stati e tre Territori (Guam, Virgin Island e Northern Mariana Island).

VIDEO MORNING CALL / Stati Uniti sotto una tempesta perfetta? (di Rosalba Reggio)

Le elezioni Midterm sono locali, ci si gioca la vittoria distretto per distretto, tra candidati più vicini agli elettori. I repubblicani ora hanno la maggioranza alla Camera con 235 seggi a 193 e al Senato con 51 seggi a 49. L’ultimo poll di RealClearPolitics dà il Senato ai repubblicani (50 seggi a 44) e la Camera ai democratici (203-196). Nella corsa dei governatori vince 21 a 18 il Grand old party.

LA SCELTA DELL’AMERICA
LA SCELTA DELL’AMERICA
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Secondo gli esperti ci sono due ulteriori incognite. La prima riguarda il voto i giovani e minoranze che hanno tassi di affluenza molto bassi alle elezioni di Midterm. Affluenza che questa volta potrebbe aumentare se si materializzerà il movimento anti-Trump spinto dalla Blue wave democratica e dalla campagna elettorale al femminile nata sulla scia del movimento #MeToo. L’altro elemento di incertezza è Donald Trump. La linea ufficiale del suo partito era insistere sui successi economici di questi due anni, contro la strategia democratica che promette l’estensione dei programmi sanitari pubblici. Trump, come nelle presidenziali 2016, ha proseguito per la sua strada, a lanciare messaggi contro.

Voto Usa, Obama: no al vecchio copione di privilegi, cambiamo

Contro i democratici che «vogliono far arrivare qui i peggiori criminali, gli spacciatori, gli stupratori». Contro l’«invasione aliena dei migranti» per cui bisogna chiudere la frontiera con il Messico e inviare 15mila soldati. Contro i giornali e le tv, «i veri Nemici del Popolo». Due mesi girando in lungo e in largo in questo sterminato Paese, in una miriade di comizi nel tentativo di conquistare gli elettori indecisi o quell’America profonda che sogna di ridiventare grande.

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Così le elezioni si sono trasformate in un referendum pro o contro Trump. In un clima sempre più avvelenato. Paradigmatico quanto avvenuto a Pittsburgh: il presidente è voluto andare a rendere omaggio alle 11 vittime dell’attentato in sinagoga. Ma è stato accolto dalle proteste di centinaia di manifestanti che lo accusavano di aizzare gli estremisti di destra più violenti con i suoi discorsi incendiari: «Presidente odiato, lascia il nostro Stato»; «Le parole hanno un significato»; «L’odio non è benvenuto», «Dividere la gente non fa l’America grande ancora», alcuni slogan. I familiari delle vittime si sono rifiutati di incontrarlo.

Una situazione imbarazzante e senza precedenti per un presidente che in queste occasioni rappresenta e unisce la nazione. I sondaggi però potrebbero aver sottostimato l’abilità di Trump di convincere gli elettori all’ultimo. Una rilevazione del Washington Post-Schar School sostiene che nelle aree rurali il divario tra repubblicani e democratici si è ampliato a favore dei primi. I democratici hanno la maggioranza nelle due fasce costiere a Est e a Ovest e nelle metropoli. Ma nelle città fino a 250mila abitanti e nelle aree periferiche ci sono più indecisi.

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