Elezioni regionali

Elezioni Molise, vince il centrodestra: delusione M5s. Fi cala ma non c’è sorpasso della Lega

di Redazione online


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Icandidati presidenti alla Regione Molise: Andrea Greco (M5S), Donato Toma (centrodestra) e Carlo Veneziani (PD) - Ansa

5' di lettura

Il Centrodestra ha vinto in Molise. A fine scrutinio, il candidato del centrodestra Donato Toma si è imposto con il 43,5%, staccando di cinque punti il candidato governatore M5s Andrea Greco (38,5%) che ha parlato comunque di «risultato storico a livello regionale». Staccato Carlo Veneziale del centrosinistra (17,1%). Non c’è stato il sorpasso vagheggiato da Matteo Salvini della Lega sull’alleato-nemico Forza Italia. Nella piccola regione considerata l'Ohio d’Italia per la sua forte valenza nazionale, specie nelle settimane decisive per la formazione o meno del governo, l’affluenza definitiva si è fermata al 52,2% (alle Politiche del 4 marzo 2018 ha votato il 71,6% degli aventi diritto ma erano esclusi i residenti all’estero).

Dopo il fallito assalto al Lazio e alla Sicilia, il M5s vede per la terza volta sfumare dunque la possibilità concreta di conquistare la sua prima regione italiana. Alle politiche del 4 marzo il M5S ha raccolto il 44,8%, il centrodestra il 29,8%, il centrosinistra al 18,1%. I Cinquestelle sulla carta erano perciò i grandi favoriti di questa tornata elettorale. Ma ha pesato la flessione che tradizionalmente il Movimento sconta nelle elezioni locali. E il fatto che il centrodestra abbia messo in pista ben nove liste, con 180 candidati complessivi, che hanno portato in dote migliaia di voti. Voti sottratti soprattutto a Forza Italia. Perché mentre la Lega ha in sostanza confermato i voti delle politiche (intorno all’8%), gli azzurri, rimasti primo partito del centrodestra, sono calati dal 16% delle politiche attorno al 10%. A vantaggio di liste locali come “Orgoglio Molise” (8%) e la lista ell'ex governatore azzurro Michele Iorio intorno al 4%. Bene anche i Popolari per l’Italia (oltre il 7%) e i centristi dell'Udc oltre il 5%. Alla fine è che questo insieme di liste ad aver consentito al centrodestra la vittoria.

In termini di votanti assoluti, l’affluenza si è assestata a 173mila votanti contro i 182mila del voto del 4 marzo. In sostanza sembra aver retto il voto nei centri urbani (a Campobasso e Isernia sono andati ai seggi rispettivamente il 62,6 e il 59,6% degli aventi diritto), un po’ meno nei piccoli comuni. All’interno del centrodestra i rapporti di forza si sono modificati ma non stravolti.

PER APPROFONDIRE/1: Lo spoglio in diretta sul sito della regione Molise

PER APPROFONDIRE/2: I dati dell’affluenza definitiva, comune per comune

Le operazioni di voto si sono aperte alle 7 e si sono concluse alle 23. Alle 12, prima rilevazione dell'affluenza alle urne, i votanti sono stati 50.247 pari al 15,17%. Alla stessa ora nelle consultazioni regionali del 2013 aveva votato il 9,71 per cento degli aventi diritto (il 17,88% alle politiche del 4 marzo).

Cinque anni fa però i seggi rimasero aperti domenica e lunedì. I molisani chiamati al voto devono eleggere il successore di Paolo Frattura (Pd). Si confrontano Greco (M5S), Toma (Centrodestra), Veneziale (Centrosinistra), Di Giacomo (Casapound). La gestione dei risultati e dell'affluenza per le regionali in Molise è affidata alla stessa Regione che ha organizzato con un proprio software l'afflusso delle informazioni.

I votanti totali delle regionali del 2013 furono il 61,63% (quando si votò in due giorni) mentre alle scorse elezioni politiche del 4 marzo votarono in 182mila. Il voto molisano, a dispetto del numero limitato di elettori, acquista una valenza politica particolare perché si intreccia con le fortissime fibrillazioni per la nascita del nuovo governo. Non a caso, negli ultimi giorni di campagna elettorale, la regione è stata battuta in lungo e in largo dai principali leader politici nazionali, da Berlusconi a Salvini a Di Maio.

Voto locale, impatto nazionale. Gli elettori molisani eleggono un consiglio composto di venti consiglieri più il candidato presidente che risulterà vincitore. La partita del Molise ha però soprattutto una valenza nazionale. Il leader M5s Luigi Di Maio puntava a un successo per pareggiare il conto con Matteo Salvini, che sente già la vittoria in tasca in Friuli (dove si vota domenica 29 aprile) ma anche per il valore simbolico che avrebbe avuto per il Movimento la conquista della sua prima regione in Italia, dopo aver fallito l'obiettivo nel Lazio e Sicilia.

Al contrario Salvini puntava soprattutto a un clamoroso sorpasso della Lega sull'ormai alleato-nemico Forza Italia. Un esito che, corroborato dal probabile successo del leghista Massimiliano Fedriga in Friuli, sarebbe stato il viatico per consumare lo strappo definitivo con il Cavaliere a livello nazionale. E dar vita al governo M5s-Lega. Alle politiche del 4 marzo, infatti, gli azzurri hanno preso il doppio dei voti del Carroccio: 16,1% contro 8,7% del Carroccio. E il centrodestra, proprio per provare a recuperare il gap di 15 punti percentuali con i Cinque stelle (che alle politiche del 4 marzo hanno incassando il 44,8% dei voti, con il centrodestra fermo al 29,8%), ha messo in campo ben 9 liste. La proliferazione di liste e candidati da un lato ha portato più consensi alla coalizione, dal momento che le elezioni locali un ruolo determinante lo hanno le preferenze e i candidati radicati sul territorio.

Di Maio: in Molise M5s si conferma prima forza
«I partiti che insieme rappresentano il centrodestra a livello nazionale, Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia, insieme superano appena il 22%. Il nostro Andrea Greco, da solo, supera il 38%. Il Movimento 5 Stelle si conferma anche in Molise prima forza politica della Regione». Luigi Di Maio in un post ha commentato così i risultati del Molise ricordando ancora come Donato Toma fosse sostenuto da una coalizione «composta da 9 liste, di queste nemmeno una è riuscita a raggiungere il 10% dei voti».

Forza Italia plaude, «centrodestra unito modello vincente»
Ben diversa la reazione dal fronte premiato nelle urne, soprattutto per Forza Italia che vede nel dato locale una chiave per dare un governo al Paese. «La bellissima vittoria in Molise rappresenta l'ennesima dimostrazione dell'ottimo stato di salute della coalizione di centrodestra. Altro che artifizio elettorale, caro Di Maio, la nostra area politica è forte, competitiva, credibile, e ancora una volta è stata premiata dai cittadini nelle urne» nota Mariastella Gelmini, capogruppo azzurro alla Camera.

Meloni (FdI): vittoria indicazione chiara per il Colle
La lettura è univoca anche da parte di Giorgia Meloni. «La schiacciante vittoria del centrodestra in Molise con il fondamentale contributo di FdI, unico partito che cresce rispetto alle politiche, è un'altra indicazione chiara per il Presidente Mattarella: gli italiani vogliono un governo guidato dal centrodestra e con un programma di centrodestra», scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia.

Rosato (Pd): bruttissimo esito ma ce l'aspettavamo
Ammette la sconfitta e con essa tutte le difficoltà del momento Ettore Rosato, deputato Pd e vicepresidente alla Camera. «Un bruttissimo risultato, un risultato che ci aspettavamo quello molto negativo che sta arrivando in Molise, andrà meglio in Friuli Venezia Giulia».

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