ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùVerso il 25 settembre

Elezioni, a Roma la sfida diretta Bonino-Calenda. A Monza duello Berlusconi-Renzi

Il leader di Azione e la senatrice di +Europa da ex alleati ad avversari nel collegio del Senato che comprende il centro storico della Capitale

Terzo Polo, Calenda: con Renzi accordo totale faremo gruppi unici

3' di lettura

Fino a pochi giorni fa alleati, ora entrambi candidati come avversari nello stesso collegio a Roma. È quanto accade a Emma Bonino e Carlo Calenda, una delle sfide dirette più interessanti che si profilano man mano che la geografia delle candidature in vista del 25 settembre prende forma (il termine per la presentazione è fissato per lunedì 22). Si incroceranno anche Silvio Berlusconi e Matteo Renzi: l’ex premier si presenterà al Senato nel collegio uninominale di Monza, dove il leader di Italia Viva sarà presente ma come capolista nel proporzionale. Un’altra gara elettorale sulla quale potrebbero concentrarsi le attenzioni potrebbe essere quella in Lombardia tra Carlo Cottarelli e Giulio Tremonti: il primo è candidato per il Pd in Lombardia come capolista del Senato e all’uninominale a Cremona, il secondo dovrebbe correre nella stessa regione per Fratelli d’Italia, anche se la candidatura non è stata ancora ufficilizzata (potrebbe correre alla Camera).

A Roma confronto diretto Bonino-Calenda

A fine luglio il leader di Azione Calenda e la senatrice di +Europa Bonino si erano presentati alla Stampa estera per la presentazione del loro «Patto repubblicano». A inizio agosto era partita la trattativa con il Partito Democratico che aveva portato a un patto durato pochi giorni: Calenda ha infatti deciso di rompere e aggregarsi con Matteo Renzi per correre come Terzo Polo. «Mai avevo visto un voltafaccia così repentino, immotivato e anche truffaldino», è stato il commento di Bonino. «Alla volgarità non si risponde mai con la volgarità, sennò non si va da nessuna parte», si è limitato a replicare Calenda a quella che sarà la sua avversaria diretta. Entrambi saranno candidati per il Senato al collegio uninominale Roma 1 che comprende la parte più centrale della Capitale, considerato favorevole per il centrosinistra. Qui nell’ultima legislatura (anche se stavolta in virtù della riduzione del numero dei parlamentari i confini sono un po’ più ampi) si è votato ben tre volte con un 3-0 per il centrosinistra: prima con Paolo Gentiloni, poi con Roberto Gualtieri quando Gentiloni è diventato commissiario europeo, infine con Cecilia D’Elia quando roberto Gualtieri è stato eletto sindaco di Roma. Per avere l’esatta percezione della sfida, però, sarà fondamentale attendere le decisioni del centrodestra che potrebbe schierare un candidato forte per provare a inserirsi nel duello fra ex alleati e cercare il colpaccio.

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Berlusconi-Renzi, incrocio tra ex premier

«È molto divertente e utile per i cittadini: nella circoscrizione di Milano centro Berlusconi guiderà la lista di Forza Italia, io guiderò la lista di Italia Viva e Azione così che ciascuno possa riflettere su qual è la strada più giusta per il futuro, sulle tasse, sul posizionamento internazionale, sull’energia rinnovabile e non»: a dirlo è stato Matteo Renzi. Non ci sarà però una sfida diretta all’uninominale (dove o si vince o si è fuori) tra ex presidente del Consiglio e autori del «patto del Nazareno» perché entrambi saranno nelle liste nel plurinominale e quindi entrambi hanno possibilità di elezione: il presidente di Forza Italia sarà candidato al Senato nel collegio uninominale di Monza, oltre alle candidature come capolista, in cinque regioni. Renzi sarà invece capolista al Senato nel proporzionale a Milano e probabilmente a Monza.

A inizio agosto Berlusconi e Renzi si erano scambiati battute a distanza. «Ho già definito Renzi un intelligente giocatore di scacchi nei palazzi della politica, ma nel Paese non rappresenta nulla. Se volesse costruire davvero il centro, lo farebbe con noi», aveva detto il leader azzurro. «Non partecipiamo al centrodestra - aveva replicato l’ex segretario del Pd - perché c’è chi ha sempre votato contro Mario Draghi. Siamo stati e saremo dalla parte di Draghi».

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