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Elezioni, la scheda elettorale spiegata in cinque domande e risposte

Nonostante il taglio del numero dei parlamentari (400 per la Camera e 200 per il Senato), verrà impiegato lo stesso sistema elettorale del 2013 (il cosiddetto Rosatellum) con una novità importante: per la prima volta il Senato sarà eletto anche dai diciottenni

di Andrea Gagliardi

Elezioni 25 settembre, ecco come si vota: guida per non sbagliare

2' di lettura

Il prossimo 25 settembre dalle 7.00 alle 23.00 gli elettori si recheranno alle urne per eleggere i rappresentanti del Parlamento della XIX legislatura. Nonostante il taglio del numero dei parlamentari (400 per la Camera e 200 per il Senato), verrà impiegato lo stesso sistema elettorale del 2013 (il cosiddetto Rosatellum) con una novità importante: per la prima volta il Senato sarà eletto anche dai diciottenni.

Quante schede riceverà l’elettore?

Per l’esercizio del voto, chi si recherà alle urne disporrà di due schede elettorali, una per la Camera (rosa) e una per il Senato (gialla), sulle quali dovrà esprimere per ciascuna un unico voto.

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Cosa troverà l’elettore su ciascuna scheda?

La scheda contiene il nome del candidato nel collegio uninominale (voto maggioritario, vince il seggio il candidato che prende più voti) e per il collegio plurinominale (voto proporzionale), il contrassegno della lista o delle liste coalizzate e i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale (listino bloccato, non è possibile il voto di preferenza).

Quali sono le modalità per esprimere il voto?

L’elettore potrà decidere se contrassegnare solo il nome del candidato nel collegio uninominale. In questo caso il voto si estenderà anche alla lista collegata. In presenza di più liste collegate in coalizione, il voto è ripartito tra le liste della coalizione, in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna lista in tutte le sezioni del collegio uninominale.

Oppure?

L'elettore potrà contrassegnare il simbolo della lista o i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. In questo caso il voto si estenderà anche al relativo candidato nel collegio uninominale.

In quale caso è possibile un secondo contrassegno?

La legge prevede che il voto sulla scheda sia unico. Ciononostante, sono previste alcune
eccezioni che permettono l’apposizione di un secondo segno. Nel caso in cui sia barrato,
contemporaneamente, il nominativo del candidato del collegio uninominale e il rettangolo
contenente il contrassegno di una lista collegata, il voto è considerato valido a favore sia della lista sia del candidato uninominale.

È previsto il voto disgiunto?

La legge prevede anche il divieto di voto disgiunto. L’elettore che tracciasse un segno sul
rettangolo contenente il nominativo del candidato uninominale e sul rettangolo contenente il contrassegno di una lista non collegata al candidato, vedrebbe annullato il proprio voto.

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