ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl voto di Midterm

Elezioni Usa: Repubblicani avanti alla Camera, ma non è onda rossa. Senato in bilico, tre stati verso il ballottaggio. Trump «furioso»

Non si è materializzata l’«onda rossa» repubblicana che si immaginava alla vigilia. Spiccano le performance di DeSantis e Fetterman. Cnn: Donald Trump «livido e urla contro tutto e tutti». Al repubblicano Johnson il Wisconsin

Aggiornato alle 18.30 di mercoledì 9 novembre

Voto Mid-Term Usa: Camera a Repubblicani, Senato in bilico

4' di lettura

A sorpresa «too close to call», ovvero una competizione talmente serrata da non poter ancora dare un esito definitivo: così gli Stati Uniti dopo la notte elettorale di Midterm, in cui comunque non si è sicuramente materializzata quell’onda rossa che, nelle previsioni della vigilia, vedeva al Congresso un netto passaggio di potere a favore dei repubblicani. Invece il cambio di maggioranza sembra probabile soltanto alla Camera, e comunque in maniera assai più modesta di quanto pronosticato. Secondo le ultime proiezioni di Nbc News, pubblicate nel pomeriggio di mercoledì ora italiana, infatti, i Repubblicani avrebbero 219 rappresentanti alla Camera, contro i 216 dei Democratici, uno scarto molto inferiore rispetto ai 40 seggi previsto da molti sondaggi.

Il Senato resta in bilico mentre si consuma un clamoroso testa a testa in Georgia tra il reverendo dem Rafael Warnock e l’ex campione di football Herschel Walker: con entrambi sotto il 50% necessario per essere eletti al primo turno e con una manciata di voti a separarli: si profila quindi un secondo turno per attribuire il seggio, il prossimo 6 dicembre. Sempre per il Senato, mancano poi ancora all’appello anche Arizona e Nevada. In Senato potrebbero quindi volerci settimane prima che il controllo dell’Aula sia deciso.

Loading...

Al repubblicano Johnson il Wisconsin

Nel pomeriggio ora italiana Nbc News ha previsto che il repubblicano Ron Johnson vincerà la corsa per il seggio del Senato del Wisconsin, rendendo le cose un po’ più difficili per i Democratici. Johnson dovrebbe così ottenere il suo terzo mandato, sconfiggendo di poco il suo avversario democratico Mandela Barnes. Johnson era considerato uno dei candidati repubblicani più fragili nelle sfide per il Senato in questa tornata di midterm. Durante la campagna ha attirato su di sé numerose critiche per le sue posizioni controverse sulle violenze del 6 gennaio 2021, aborto e matrimoni gay. Johnson ha anche espresso dubbi sulla legittimità della vittoria di Joe Biden nel 2020 e sull’efficacia dei vaccini anti Covid. Ma evidentemente più di questo ha funzionato la campagna montata dai repubblicani contro le posizioni, bollate come di estrema sinistra, del candidato democratico Mandela Barnes, accusando il 35enne vice governatore afroamericano di passati legami con il movimento per definanziare la polizia e per abolire l’agenzia che detiene gli immigrati.

Il risultato del Wisconsin comporta che i repubblicani devono aggiudicarsi almeno due dei tre seggi attualmente in mano democratica - Arizona, Georgia o Nevada - per ottenere la maggioranza al Senato.

Il dem Fetterman vince in Pennsylvania

I democratici possono festeggiare una vittoria importante in Pennsylvania, con il vice governatore dem John Fetterman che al Senato ha prevalso sul chirurgo Mehmet Oz, quel «dottor Oz» televisivo che Trump aveva fortemente voluto andando contro anche qualche parere nel partito. Fetterman, in via di recupero dopo un ictus che lo ha colpito durante le primarie, consegna così al partito del presidente Joe Biden un risultato cruciale in uno swing state decisivo per le elezioni del 2024.

DeSantis a valanga in Florida

Anche sul fronte repubblicano la notte elettorale ha già incoronato il suo vincitore: l’italo-americano Ron DeSantis, riconfermato a valanga governatore di una Florida sempre meno swing state e sempre più rosso Gop.

Un successo che rafforza le sue ambizioni presidenziali e irrita Donald Trump per la corsa alla Casa Bianca. E infatti il tycoon ha fatto sapere di essere pronto a spiattellare «cose non belle» su DeSantis perché lo conosce «più di chiunque altro, forse più di sua moglie». A Trump è andata bene invece con il finanziere-scrittore JD Vance, autore del libro «Hillbilly Elegy» divenuto poi un film, ma - ancora in Pennsylvania - pesa la sconfitta del suo alleato (negazionista) Doug Mastriano, battuto dal dem Josh Shapiro nella corsa a governatore. I democratici si aggiudicano anche i governatori nei feudi di California (Gavin Newsom) e New York (Kathy Hochul), ma perdono in Georgia, con Stacey Abrams sconfitta per la seconda volta.

Un flop in serie come quello di Beto O’Rourke in Texas per il Senato, terza debacle consecutiva.

I Repubblicani non stravincono, Trump «furioso»

Se qualche elemento di analisi si può già avanzare, quindi, per i repubblicani quella appena trascorsa non è la notte che avrebbero voluto e qualche osservatore già ritiene che nelle private stanze del Grand Old Party di questo si chiederà conto proprio a Trump, «ma mai in pubblico».

L’ex presidente, secondo quanto raccolto dalla Cnn, nonostante l’ottimismo sfoggiato sui social sarebbe furioso per i risultati ottenuti dai suoi candidati. Un consigliere di Donald Trum ha infatti rivelato alla rete all news Usa che da martedì sera il tycoon è «livido ed urla contro tutto e tutti». Detto questo, secondo la fonte, Trump annuncerà comunque la sua candidatura alle presidenziali del 2024 il 15 novembre. «Sarebbe troppo umiliante per lui rinviarla», ha detto.

Alla Casa Bianca invece si tira un sospiro di sollievo per il bagno di sangue scampato. Biden farà dichiarazioni alla stampa e risponderà alle domande dei giornalisti sul risultato delle elezioni di midterm alle 16 ora di Washington, le 22 in Italia.

Hillary Clinton: donne arrabbiate per la repressione del diritto all’aborto

Hillary Clinton, ex candidata alla Casa Bianca, ritiene che le donne arrabbiate per la repressione del diritto all’aborto siano alla base di una tornata elettorale sorprendentemente buona per i Democratici: lo rivela un suo intervento su Twitter.

Gli exit poll di Nbc News mostrano che il 53% delle donne ha dichiarato di aver votato democratico e il 45% ha dichiarato di aver votato repubblicano, con l’aborto un fattore importante che ha influenzato le decisioni di tutti gli elettori.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti