USA

Elezioni Usa, ultimi aggiornamenti: Biden vince in Georgia, Trump in North Carolina. Conte: rafforzare relazioni con l’Italia

● La Cina si congratula con Biden per la vittoria
● Se la sconfitta sarà certificata, Trump annuncerà la corsa per il 2024
● Biden vince anche l’Arizona
● La vedova di John McCain nel transition team di Biden
● Trump fa causa alla Pennsylvania e il ministro della giustizia Barr autorizza indagine su “ipotesi frode”
● Silurato il capo del Pentagono, Mark Esper
● Melania Trump chiede trasparenza, «contare i voti legali»
● Bush: Biden unificherà gli Stati Uniti, ma Trump ha diritto a chiedere il riconteggio dei voti
● Kushner cerca di convincere Trump ad accettare la vittoria di Biden
● Trump non riconosce il risultato, parte l’offensiva legale: «Io legittimo vincitore»
● Biden: «Sarò un presidente per tutti gli americani, che voi abbiate votato per me o meno»
● Biden conquista la Pennsylvania ed è presidente
● Tutti i dati

Joe Biden (Afp)
  • Trump: il tempo dirà chi entrerà in carica a gennaio

    «Il tempo dirà chi entrerà in carica a gennaio»: lo ha detto Donald Trump in una conferenza stampa alla Casa Bianca, riferendosi alla controversia sull'esito delle presidenziali.

  • Biden a Conte, rafforzare relazioni con Italia

    Nella telefonata col premier italiano Giuseppe Conte, il presidente eletto Joe Biden lo ha ringraziato per le sue congratulazioni e gli ha espresso il suo “impegno a rafforzare le relazioni con l'Italia e a rivitalizzare la relazione transatlantica, anche attraverso la Nato e la Ue”. Lo rende noto il team dello stesso Biden.

  • Colloquio Conte-Biden, forte volontà di collaborare

    Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha avuto questa sera una conversazione telefonica con il presidente eletto degli Stati Uniti d'America, Joseph Biden. Lo rende noto Palazzo Chigi. Nel corso del colloquio, nel quale il presidente Conte ha ribadito le sue congratulazioni a Biden e alla vice presidente eletta Kamala Harris, sono stati sottolineati i tradizionali, profondi legami di amicizia ed alleanza fra i due Paesi. È stata inoltre riaffermata la forte volontà di collaborare di fronte alle grandi sfide globali, in merito alle quali Italia e Stati Uniti condividono le medesime priorità.

  • Biden vince in Georgia, Trump in North Carolina

    Joe Biden ha vinto in Georgia secondo le proiezioni della Cnn, che assegnano invece la North Carolina a Donald Trump.

  • Conferenza stampa Trump su operazione vaccini alle 22

    Donald Trump, quasi assente da ogni evento pubblico dopo le elezioni, di cui continua a contestare l'esito, uscira' dall'ombra oggi con una conferenza stampa alla Casa Bianca alle 16 (le 22 in Italia) in cui dara' un aggiornamento sull'operazione 'Warp Speed', che coordina la strategia del governo sui vaccini anti covid. Prevista anche la presenza di Anthony Fauci, da tempo ai ferri corti col presidente.

  • Trump: potrei unirmi alla protesta dei miei sostenitori

    Donald Trump potrebbe unirsi domani ai suoi sostenitori che manifesteranno a Washington. Lo ha annunciato lo stesso presidente americano uscente su Twitter.

  • Campagna Trump ritira causa in Arizona

    Gli avvocati della campagna di Donald Trump hanno ritirato l'azione legale volta al riconteggio dei voti in Arizona. La decisione e' stata motivata dal fatto che ricontare i voti non potrebbe cambiare il risultato a favore di Joe Biden in quello stato.

  • Portavoce Casa Bianca, ci sarà un secondo mandato Trump

    «Penso che il presidente Trump il 20 gennaio parteciperà al suo Inauguration Day»: così la portavoce della Casa Bianca, Kayleigh McEnany, ha risposto su Fox Business a chi le chiedeva se Donald Trump parteciperà alla cerimonia del giuramento di Joe Biden. «Il presidente Trump crede che sarà ancora il presidente Trump e che inizierà un secondo mandato», ha aggiunto McEnany.

  • Biden al lavoro sui nomi dei suoi ministri

    Quando ancora Trump non riconosce la vittoria, Biden lavora ai nomi del suo governo, dice un membro della transizione Psaki il quale sottolinea che in questa settimana Biden ha discusso con i suoi consiglieri sui nomi della prossima Amministrazione Usa, segno che la vittoria per lui non è più in discussione.

  • Altri licenziamenti di Trump, dimissioni a ministero Interni

    Non si fermano le epurazioni di Donald Trump nell'amministrazione contro chiunque sia sospettato di slealtà verso il presidente. La Casa Bianca, scrive il Washington Post, ha costretto alle dimissioni due alti dirigenti del dipartimento per la Sicurezza interna: Valery Boyd, responsabile per gli affari internazionali, e Bryan Ware, consigliere politico all'agenzia per la cyber-sicurezza e la sicurezza delle infrastrutture. E' la stessa agenzia che ha certificato l'assenza di brogli nelle elezioni. Nella sua lettera di addio, Boyd ha scritto al segretario ad interim per la Homeland security Chad Wolf di sperare che i dirigenti governativi agiscano “con onore” durante la transizione dei poteri.

  • Consigliere Trump, lavoriamo verso secondo mandato

    L'amministrazione Trump sta operando come se si avviasse verso un secondo mandato: lo ha detto Peter Navarro, il consigliere di Donald Trump per le politiche commerciali. “Ci stiamo muovendo presupponendo che ci sarà un secondo mandato”, ha affermato Navarro in un'intervista a Fox Business, riecheggiando le parole del segretario di Stato Mike Pompeo e ribadendo quindi il rifiuto della Casa Bianca di riconoscere la vittoria di Joe Biden.

  • Brasile, vice di Bolsonaro riconosce la vittoria di Biden

    Il vicepresidente brasiliano Hamilton Mourao ha riconosciuto oggi la vittoria del candidato democratico Joe Biden alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, contrariamente al capo dello Stato, Jair Bolsonaro, che continua a sperare nel successo del suo alleato politico, Donald Trump, assegnato per via legale. “Personalmente lo riconosco, non rispondo per il governo, ritengo che la vittoria di Biden sia sempre più irreversibile”, ha detto Mourao. L'insistenza nel non accettare la sconfitta di Trump sta isolando Bolsonaro anche all'interno della sua stessa maggioranza. Secondo la stampa locale, il generale in pensione ed ex ministro di Bolsonaro, Carlos Alberto dos Santos Cruz, ha chiesto al presidente di porre fine al suo “show” e di smetterla di comportarsi come uno “spaccone”.

  • Pompeo in Israele e gli interrogativi su un attacco all'Iran

    L'arrivo del segretario di Stato Usa Mike Pompeo in Israele la prossima settimana sta suscitando parecchi interrogativi tra gli analisti del paese. Uno di quelli più evocati è un possibile attacco all'Iran - compiuto direttamente dagli Usa o da Israele o congiunto - prima che il presidente Trump lasci la Casa Bianca a gennaio. Pompeo tra l'altro - come annunciato da varie fonti ma per adesso senza conferme ufficiali - rompendo un tabù durato fino ad oggi avrebbe intenzione di visitare, primo nella sua posizione, un insediamento ebraico in Cisgiordania (l'azienda vinicola di Psagot, vicino Gerusalemme, che gli ha dedicato un'etichetta) e anche le Alture del Golan, su cui il presidente Donald Trump ha riconosciuto unilateralmente la sovranità israeliana. L'analista militare del Jerusalem Post Yacoov Katz ad esempio ha ricordato - oltre alla prossima visita di Pompeo - che la settimana scorsa è stato in Israele Elliott Abrams, l'inviato di Trump sull'Iran, per incontrare il premier Benyamin Netanyahu. Inoltre giovedì scorso il capo di stato maggiore israeliano Aviv Kochavi ha avuto un colloquio video con la sua controparte statunitense Mark Milley. A suscitare il dubbio - ha ricordato ancora Katz - è stato proprio Herbert Raymond McMaster, ex consigliere della sicurezza nazionale del presidente Usa, che a Fox News ha evocato la possibilità che sia Israele, timoroso delle future politiche di Biden sull'Iran, ad attaccare prima che ci sia il cambio alla Casa Bianca. Tuttavia Katz - dopo aver sottolineato il rincorrersi delle stesse voci già nel 2008 e nel 2012 - ha ammonito che “se tutto è possibile, specialmente con Trump, non sembra esserci proprio l'urgenza di un attacco ora”. L'altrettanto autorevole analista di Haaretz Amos Harel si è chiesto cosa venga a fare Pompeo adesso in Israele quando si è ad un passo dal cambio della guardia. E il dubbio, a suo dire, autorizza la congettura. “Trump - ha scritto - è il presidente Usa meno prevedibile di sempre e c'è un certo nervosismo in Israele nel cercare di cogliere le sue intenzioni sull'Iran nel periodo di transizione”. Per Harel tuttavia appare “irragionevole” che Netanyahu cerchi di imporre ai suoi alleati di governo, guidati da Benny Gantz, e all'alto comando delle forze di difesa israeliane (che ha delle riserve) “una mossa unilaterale israeliana in Iran. Ma è difficile escludere completamente - ha concluso - un'operazione americana”.

  • Ondata di contagi tra gli agenti del Secret Service

    Ondata di contagi nel Secret Service, l'agenzia federale statunitense che si occupa della sicurezza del presidente, della sua famiglia e delle più alte cariche dello Stato. Oltre 130 agenti sono risultati positivi o sono in quarantena dopo il tour de force dell'ultima fase della campagna elettorale di Donald Trump, quando quest'ultimo è arrivato a tenere fino a cinque affollati comizi al giorno. Si sta anche tentando di capire - scrive il Washington Post - se una parte dei contagi sia invece legato alla situazione interna alla Casa Bianca, divenuta nelle scorse settimane un focolaio con diversi funzionari e membri dello staff contagiati.(

  • Pentagono, si dimette un altro dirigente

    Continuano le 'purghe' di Donald Trump al Pentagono: dopo il siluramento del ministro della difesa Mark Esper si e' dimesso anche il vice capo di gabinetto Alexis Ross, seguendo cosi' il chief of staff Jen Stewart ed altri due dirigenti che supervisionavano l'area politica e dell'intelligence.

  • Oss. Romano, dopo forti polarizzazioni serve unità

    Ampio spazio sull'Osservatore Romano di oggi, il quotidiano della Santa Sede, alla cronaca sugli sviluppi del voto negli Stati Uniti, con l'evidenziazione nel titolo “Usa 2020: nessun broglio” e nell'occhiello, la telefonata intercorsa tra il presidente eletto Joe Biden e Papa Francesco. Alla cronaca si aggiunge un commento firmato da Alessandro Gisotti, vice direttore editoriale dei media vaticani, che indica le direttrici per la nuova presidenza individuando anche un parallelismo con alcuni recenti discorsi del Pontefice. “'Una casa divisa contro se stessa non può reggersi in piedi'. Il 16 giugno del 1858, Abraham Lincoln, all'epoca candidato al Senato, pronunciava questa frase, ispirata dal Vangelo di Marco, in un discorso volto a sottolineare come la giovane democrazia americana non avrebbe potuto reggersi in piedi con metà degli Stati che permettevano la schiavitù - si legge sull'Osservatore -. Quel discorso del futuro presidente degli Stati Uniti, citato innumerevoli volte nell'ultimo secolo e mezzo, resta un monito sempre attuale per il popolo americano che fin dal suo stemma, scelto dai Padri Fondatori, si richiama al principio dell'unità: 'E pluribus unum'”. “Proprio l'unità - prosegue l'articolo -, che 'è superiore al conflitto' per dirla con Evangelii Gaudium, viene fortemente evocata in questo momento dopo le elezioni presidenziali americane più divisive e polarizzanti della storia recente del Paese. 'Ora è il momento per i nostri leader di ritrovarsi in uno spirito di unità”, ha affermato il presidente dei vescovi Usa, l'arcivescovo di Los Angeles José H. Gomez, in un messaggio di congratulazioni al presidente eletto Joe Biden e alla vice-presidente eletta Kamala Harris'”. “Del resto - prosegue il commento dell'Osservatore -, in modo pressoché unanime, i media americani pongono il tema della riconciliazione nazionale come la sfida più urgente (assieme al covid-19 e alla conseguente crisi economica) che, dal 20 gennaio prossimo, dovrà affrontare l'inquilino della Casa Bianca. Significativamente, il 30 giugno scorso, Papa Francesco si soffermava proprio sulla questione dell'unità in un messaggio alla Catholic Press Association, l'associazione dei media cattolici nordamericani. 'E pluribus unum, l'ideale dell'unità in mezzo alla diversità, nel motto degli Stati Uniti' osservava il Pontefice, 'deve ispirare anche il servizio che offrite al bene comune. Questo bisogno è ancora più urgente oggi, in un'epoca caratterizzata da conflitti e polarizzazioni da cui non sembra essere immune neppure la comunità cattolica. Abbiamo bisogno di media capaci di costruire ponti, difendere la vita e abbattere i muri, visibili e invisibili, che impediscono il dialogo sincero e la vera comunicazione tra le persone e le comunità'. Parole - si sottolinea - dedicate ai mezzi di comunicazione, ma estendibili anche ad altri ambiti della società americana”.

  • Nipote di Trump, «non si ricandiderà, teme nuova sconfitta»

    Il 2024 non è un'ipotesi per Donald Trump. Lo sostiene la nipote Mary Trump, in rotta con lo zio e con la famiglia anche per una questione di eredita'. Intervistata dalla Cnn, la psicologa e scrittrice ha spiegato che lo zio non si ricandiderà per una semplice ragione: non vuole trovarsi in una posizione in cui può perdere di nuovo. A suo avviso, se il presidente ha speculato con il suo entourage su una possibile ricandidatura è solo per una questione di ego. “Trump dovrebbe svolgere un ruolo secondario nei prossimi quattro anni e non è qualcosa che è incline a fare”, ha osservato. Infine ha ricordato che nei prossimi anni si potrebbero profilare fattori come la salute, l'età e questioni giudiziarie come impedimento ad una ricandidatura.

  • Wp, Biden sta pensando a Hillary Clinton per l'Onu

    Il team per la transizione di Joe Biden starebbe valutando il nome di Hillary Clinton per il ruolo di ambasciatrice americana all'Onu. Lo rivela il Washington Post citando fonti informate, secondo cui l'ex candidata democratica alle presidenziali è “in discussione” perché si pensa che la sua scelta aumenterebbe l'immagine e il prestigio degli Stati Uniti nell'organizzazione internazionale dopo il mandato di Donald Trump. “Sarebbe un modo per sottolineare l'importanza di quella posizione nella sua amministrazione, e aumenterebbe il prestigio delle stesse Nazioni Unite”, ha spiegato la fonte. La mossa, tuttavia, potrebbe trasformarsi in un boomerang per Biden, in primis visto che la Clinton non è amata da una parte degli elettori democratici (come hanno dimostrato le elezioni del 2016), e poi perché il modo in cui ha gestito l'attacco del 2011 al consolato Usa a Bengasi, in Libia, è rimasto un punto debole che la espone a facili critiche. In lizza per il ruolo di ambasciatore all'Onu c'è anche l'ex candidato alle primarie Pete Buttigieg.

  • Quotidiano filo-Trump, «ammetta la sconfitta»

    Quattro anni fa il Las Vegas Review Journal fu il primo giornale importante a dare il suo endorsement all'allora candidato presidenziale Donald Trump, ribadendolo nella campagna del 2020. Ora però il maggior quotidiano del Nevada, di proprietà del magnate dei casinò Sheldon Adelson, uno dei suoi maggiori sostenitori e donatori, lo invita ad ammettere la sconfitta in un editoriale dal titolo 'Il presidente Trump cerca di ritardare l'inevitabile'. “Calza a pennello che la presidenza Trump si concluda in una babele di spacconate e spavalderie”, si legge nell'articolo, che rappresenta il punto di vista della proprietà. “Ma il presidente fa un disservizio ai suoi rabbiosi supporter insistendo che, senza i brogli, ha vinto le elezioni. Questo è semplicemente falso”, prosegue l'editoriale. Secondo il giornale non c'è “alcuna prova” che i brogli siano costate le elezioni a Trump, “a prescindere da quanto il presidente twitti il contrario e i suoi sostenitori lo desiderino”. “Un sistema elettorale con la partecipazione di 150 milioni di americani - si legge ancora - avrà la sua parte di problemi ma è un insulto alla ragione e alla logica argomentare che isolate irregolarità costituiscano prova di una grande cospirazione nazionale” per rubare i voti a Trump, come dimostra il fatto che i democratici non hanno raggiunto i loro obiettivi alla Camera e che il Senato potrebbe restare sotto il controllo repubblicano. Trump “ha perso queste elezioni perché alla fine non ha attratto abbastanza voti e non è riuscito a vincere un pugno di Stati che conquistò nel 2016”, conclude l'articolo, sostenendo che “non ha nulla da perdere” a cooperare con il transition team di Biden e che il candidato dem “merita la stessa considerazione” offerta a Trump nel 2016 dall'allora presidente Barack Obama.

  • Fauci non consiglia Biden, non vede ragioni di abbandonare Trump adesso

    Anthony Fauci, il più importante immunologo americano, ha detto che non ha alcun contatto con il presidente eletto Joe Biden e con il suo team di transizione sulla pandemia. «sto al mio posto, riporta Reuters, non sono un politico. Mi occupo di sanità pubblica». Da gennaio Fauci fa parte del team Trump da gennaio.

  • Vignetta Faz coi due Papi, “Trump può restare...”

    Donald Trump stenta ad elaborare la sconfitta e non vuole andar via? La tedesca Frankfurter Allgemeine Zeitung, con una vignetta in apertura di giornale, ironizza oggi sull'inedita situazione politica americana e propone una “soluzione divina”, mostrando un dialogo fra Papa Francesco e il predecessore Benedetto XVI. “Suvvia! Lasciamo che il signor Trump resti alla Casa bianca - dice Bergoglio -. Del resto anche noi siamo in due...”. La trovata satirica è firmata dal duo Achim Greser e Heribert Lenz, che disegnano regolarmente per il quotidiano di Francoforte vicino ai conservatori.

  • Bolsonaro ironizza, «Ma le elezioni sono finite?»

    Il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha chiesto in tono apparentemente ironico se si fossero concluse le elezioni negli Stati Uniti, dove è stata annunciata la vittoria del democratico Joe Biden, che finora non è stato riconosciuto dal governo brasiliano come presidente eletto degli Usa. Parlando con un sostenitore che lo attendeva all'esterno del Palacio da Alvorada, sua residenza ufficiale a Brasilia, e che diceva di essere “triste” per la sconfitta del repubblicano Donald Trump, il capo dello Stato ha domandato: “Ma le elezioni sono finite?”, per poi abbozzare un sorriso. Bolsonaro è un fedele alleato di Trump, di cui ha auspicato la rielezione, mentre ha espresso divergenze con Biden, soprattutto per quanto riguarda le critiche ricevute sulla politica brasiliana in Amazzonia.

  • Trump blocca investimenti in 31 imprese cinesi, Pechino protesta

    Il presidente Usa uscente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone alle imprese Usa e agli investitori privati statunitensi di disinvestire da una lista di 31 aziende cinesi. La decisione ha suscitato una reazione ufficiale di Pechino. L'ordine esecutivo sarà in vigore dal prossimo 11 gennaio, nove giorni prima del previsto cambio della guardia alla Casa Bianca con Joe Biden, e impedisce ad aziende americane e privati di detenere azioni direttamente o indirettamente tramite fondi, in 31 imprese cinesi accusate di lavorare alla modernizzazione dell'esercito cinese e allo sviluppo delle attività di intellingence e di sicurezza del Paese. Il decreto di Trump prevede che eventuali partecipazioni in queste aziende cinesi, che si occupano di aerospazio, costruzioni di navi, tecnologia, siano cedute entro novembre 2021. Pechino stamani ha accusato Washington “di abuso di autorità” secondo le parole del portavoce del ministero degli esteri Wang Wenbin. “E' una misura che nuoce non soltanto ai diritti e agli interessi legittimi delle imprese cinesi ma anche a quelli degli investitori internazionali, ivi compresi quelli statunitensi”. Tra le 31 aziende cinesi coinvolte ci sono anche China Mobile Communications e China Telecommunications che hanno azioni o depositary receipt scambiate al Nyse.

  • Obama, accuse di frodi delegittimano la democrazia

    Le accuse di frodi elettorali negli Usa rappresentano «un ulteriore passo nella delegittimazione non solo della prossima amministrazione Biden, ma della democrazia in generale, e questa è una strada pericolosa». Lo dice l’ex presidente Barack Obama in una intervista a Cbs che andrà in onda domenica, ripresa dalla Bbc online. Obama aggiunge che le accuse provenienti da Donald Trump sono motivate dal semplice fatto che «al presidente non piace perdere. Ma sono più preoccupato - aggiunge l’ex inquilino della Casa Bianca - del fatto che altri esponenti repubblicani, che chiaramente sono a conoscenza della realtà, lo appoggiano».

  • La Cina si congratula con Biden per la vittoria

    La Cina si congratula con il presidente eletto degli Usa Joe Biden per la vittoria alle elezioni presidenziali del 3 novembre: lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Wan Wenbin che, in conferenza stampa, ha aggiunto anche che «la Cina rispetta la scelta del popolo americano. Esprimiamo le nostre congratulazioni a Biden e alla vice Kamala Harris». Pechino era tra i pochi Paesi che non si erano ancora complimentati con Biden: il 9 novembre, sempre Wang, aveva detto che «abbiamo notato che Joe Biden ha dichiarato la sua vittoria elettorale. La nostra comprensione è che il risultato delle elezioni sarà determinato in conformità con le leggi e le procedure statunitensi».

  • Zuckerberg: elezioni oneste, Biden ha vinto

    Mark Zuckerberg ha detto in un incontro con i suoi dipendenti che «l’esito delle elezioni è ora chiaro e che Joe Biden sarà il nostro prossimo presidente. È importante che la gente abbia fiducia che le elezioni sono state fondamentalmente oneste e questo vale anche per le decine di milioni di persone che hanno votato per Trump», ha osservato il ceo di Facebook, secondo quanto riportato da BuzzFeed News e confermato da un portavoce Fb. Sono i primi commenti di Zuckerberg a riconoscere la vittoria di Biden, mentre Trump continua a denunciare elezioni fraudolente.

  • Se la sconfitta sarà certificata, Trump annuncerà la corsa per il 2024

    Con i suoi ricorsi legali sul voto Donald Trump «sta semplicemente tentando di sopravvivere da un notiziario a un altro, osservando quanto lontano può spingere la sua offensiva contro la sconfitta e assicurarsi il supporto permanente della sua base repubblicana». Lo scrive il New York Times, secondo cui però «come prossimo passo, Trump sta parlando seriamente di annunciare che intende correre nuovamente nel 2024, consapevole che, lo faccia o meno, congelerà un campo già affollato di possibili candidati repubblicani». Secondo i repubblicani, prosegue il Nyt, in questo modo Trump «manterrà il largo sostegno che ha mostrato anche nella sconfitta e potrebbe garantirsi un redditizio contratto per un libro o onorari per conferenze». Il presidente, sempre secondo il quotidiano, ha detto ad alcuni consiglieri che se la corsa sarà certificata a favore di Joe Biden annuncerà la campagna per il 2024 poco dopo.

  • Le autorità elettorali: nessuna prova di brogli

    Diverse autorità elettorali americane statali e locali hanno affermato in un comunicato congiunto di non aver trovato, a oltre una settimana dalle elezioni presidenziali, «alcuna prova» di schede perse o modificate o di sistemi di voto violati. «L’elezione del 3 novembre è stata la più sicura della storia degli Stati Uniti», garantiscono, contraddicendo le accuse di elezioni fraudolente da parte di Donald Trump e del suo entourage.

  • Biden vince anche l’Arizona

    Joe Biden ha vinto l’Arizona e i suoi 11 grandi elettori per circa 11mila voti (40,40% a 40,06%). L’ultimo candidato presidenziale democratico a trionfare qui fu Bill Clinton nel 1996. La notizia arriva dalla Cnn. Nella notte delle elezioni Ap e Fox avevano già proiettato il successo di Biden, ma la sua assegnazione era rimasta controversa. Prima di Bill Clinton, l’ultimo democratico che era stato votato in questo stato come presidente fu Harry S. Truman nel 1948. Donald Trump aveva trionfato qui nel 2016 con un vantaggio del 3,5% su Hillary Clinton. L’Arizona à lo «home stat» del defunto senatore repubblicano John McCain, fiero avversario del presidente. La vedova si è schierata con Biden ed è entrata nel suo transition team.

  • Usa, l’alto funzionario a capo della cybersicurezza: verrò licenziato

    Christopher Krebs, l’alto funzionario Usa che ha lavorato per proteggere le elezioni dai cyber-attacchi, ha detto ai suoi collaboratori che si aspetta di essere licenziato dalla Casa Bianca. Lo scrive l’agenzia Reuters, citando fonti familiari con la situazione.
    Krebs, oggi a capo della Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (Cisa) del Dipartimento di Homeland Security, non ha risposto a richieste di commento.

  • Pennsylvania, escluse le schede degli elettori che si sono identificati oltre i termini (con proroga)

    La Pennsylvania non includerà nel suo conteggio finale le schede degli elettori che avevano approfittato di una proroga per identificarsi al seggio. Il motivo? Il funzionario che ha concesso la dilazione non aveva le autorità per farlo. È quanto ha stabilito la giudice della Corte del Commonwealth Mary Hannah Leavit, dichiarando che il il segretario di Statp della Pennsylvania Kathy Boockvar «non aveva l'autorità» di prorogare la scadenza originale del 9 novembre di 3 giorni.

  • WSJ: Trump vieta investimenti in 31 aziende cinesi

    Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che vieta agli americani di investire in 31 società cinesi che secondo gli Stati Uniti aiutano l'esercito della Cina. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando che l'ordine entrerà in vigore l'11 gennaio e prevede la vendita delle azioni o partecipazioni in queste aziende entro il novembre 2021.

  • Altri senatori Gop chiedono briefing 007 per Biden

    Cresce il numero dei senatori repubblicani che, pur non riconoscendo ancora pubblicamente la vittoria di Joe Biden, affermano che dovrebbe iniziare a ricevere i briefing di intelligence. “Credo che dovrebbe riceverli”, ha detto alla Cnn Lindsa y Graham, uno dei principali alleati di Donald Trump al Senato. Prima di lui altri due senatori, Rob Portman e James Lankford, avevano già spezzato una lancia a favore del democratico. Favorevoli anche Lisa Murkowski e Susan Collins, le due senatrici moderate che sono state le uniche, insieme a Mitt Romney ed un altro senatore, a riconoscere la vittoria di Biden.

  • Biden, col Papa lavoreremo su poveri, clima e immigrati

    Joe Biden ha parlato oggi con Papa Francesco e lo ha ringraziato per aver ricevuto la sua «benedizione» e le sue «congratulazioni», sottolineando il suo apprezzamento per la «leadership del pontefice nella promozione della pace, della riconciliazione e dei comuni legami di umanità nel mondo». Lo rende noto lo staff dello stesso Biden.

    Nel suo colloquio con papa Francesco, il presidente eletto Joe Biden “ha espresso il suo desiderio di lavorare insieme sulla base della comune fede nella dignità ed eguaglianza di tutti gli esseri umani su questioni come le persone emarginate e povere, la crisi del climate change, dare il benvenuto e integrare gli immigrati e i rifugiati nelle nostre comunità”. Lo rende noto lo staff di Joe Biden.

  • Schumer, i repubblicani avvelenano la democrazia

    Il leader dem al Senato Chuck Schumer ha accusato i colleghi repubblicani di «avvelenare» la democrazia del Paese continuando a rifiutare di riconoscere la vittoria di Joe Biden alle elezioni. «Abbiamo avuto un'elezione presidenziale divisiva e molto combattuta ma invece di lavorare per riunificare il Paese in modo da poter combattere il nostro nemico comune, il Covid 19, i repubblicani al Congresso stanno diffondendo teorie cospirative, negando la realta' e avvelenando il bene della nostra democrazia», ha accusato.

  • Trump, Fox ha dimenticato gallina dalle uova d'oro

    «I rating giornalieri di Fox News sono completamente crollati. Nel weekend sono addirittura peggio. Molto triste veder succedere questo ma hanno dimenticato ciò che li ha resi di successo, ciò che li ha fatti arrivare lì. Hanno dimenticato la gallina dalle uova d'oro. La più grande differenza tra le elezioni 2016 e del 2020 è stata Fox news»: lo twitta Donald Trump, rilanciando le accuse alla tv di averlo tradito.

  • Trump rilancia la sua offensiva contro la Fox

    Donald Trump è tornato a twittare in modo compulsivo, continuando la sua crociata contro la Fox. Nelle ultime raffiche di cinguetti ha ritwittato le critiche di molti suoi supporter contro la tv di Murdoch, da cui si sente tradito, e il sostegno ad altre tv conservatrici considerate una valida alternativa, come NewsMax e One America News Network (Oann). Newsmax è un sito di notizie e opinioni americano conservatore fondato da Christopher Ruddy nel 1998 e gestito da Newsmax Media: appoggia chiaramente il presidente. Oaan è invece un canale via cavo di estrema destra pro Trump, fondato da Robert Herring Sr. e di proprietà di Herring Networks, lanciato nel 2013.

  • Pelosi: la transizione andrà bene

    La speaker della Camera, Nancy Pelosi, si è mostrata fiduciosa sull’esito della transizione presidenziale e ha detto che il presidente eletto Joe Biden «andrà bene» nel processo. «Conosce il territorio. Quindi andrà bene nella transizione» ha dichiarato.

  • Obama: Bush fece il possibile per facilitare la transizione

    «Se per rispetto dell'istituzione, per le lezioni di suo padre, per brutti ricordi della sua transizione, o semplicemente per fondamentale decenza, il presidente George W. Bush fece tutto il possibile per rendere le 11 settimane tra la mia elezione e la sua partenza della Casa Bianca più semplici possibili», scrive l'ex presidente Barack Obama nel suo nuovo libro di memorie: «Mi ripromisi allora che avrei fatto lo stesso col mio successore», afferma Obama in 'A Promised Land', in uscita negli Usa il 17 novembre. Nel libro, di cui la Cnn ha ottenuto una anticipazione, Obama ricorda che le gemelle Bush, Barbara e Jenna, «cambiarono i loro programmi» per dare un tour della loro nuova casa alle sue figlie, Sasha e Malia.

  • Politico: Trump pronto a firmare una raffica di decreti

    Donald Trump intende firmare nelle sue ultime dieci settimane una raffica di provvedimenti esecutivi su immigrazione, commercio, sanità, Cina e scuola. Un segnale che continua a governare ma anche un'implicita ammissione di sconfitta perché i presidenti uscenti di entrambi i partiti hanno sempre usato il periodo in cui diventano 'un'anatra zoppa' (lame duck) per cementare la loro agenda e creare problemi all'amministrazione successiva. Lo scrive Politico.

    Lunedì il chief of staff Mark Meadow ha chiesto ai consiglieri di individuare una serie di obiettivi raggiungibili entro l'insediamento di Joe Biden e per ora è stata messa a punto una lista di 15 mosse. Tra queste la finalizzazione della stretta sui visti H-1B, che consentono ai datori di lavoro di assumere temporaneamente personale straniero specializzato.

    Ma anche l'assegnazione di fondi Covid ai genitori di alunni le cui scuole sono state chiuse per la pandemia, da utilizzare per mandare i figli in scuole private o parrocchiali. Possibili azioni anche contro Pechino, dalle app cinesi a nuove sanzioni. Nel 2008, quando il presidente George W. Bush stava arrivando a fine mandato, la sua amministrazione concluse 105 provvedimenti. Nel 2016, il governo Obama ne portò a termine 127

  • Usa 2020: senatore repubblicano, briefing 007 anche a Biden

    James Lankford, senatore repubblicano dell'Oklahoma, spezza una lancia a favore di Joe Biden, annunciando che è pronto ad intervenire se entro la fine della settimana l'amministrazione Trump non darà al democratico accesso al briefing quotidiano dell'intelligence per il presidente, uno dei primi diritti di un candidato dopo aver vinto le elezioni. “E' necessario, in modo tale che, a prescindere dall'esito delle elezioni, chi vince sia pronto per questo compito”, ha spiegato Lankford, che siede nella commissione di vigilanza. Per ora il governo Trump ha bloccato il processo di transizione insistendo sulle accuse di brogli elettorali.

  • Ron Klain a capo dello staff di Biden

    Joe Biden ha scelto: Ron Klain sarà il suo capo dello staff. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti. Klain è la prima scelta di Biden, che dimostra così di privilegiare l'esperienza e la competenza. Klain stato consigliere di presidenti e vicepresidenti democratici. E' stato consigliere di Biden negli anni 1980, quando il presidente-eletto era a capo della commissione Giustizia della Camera.

  • Mosca: non ci aspettiamo politica diversa da Biden

    La Russia non si aspetta cambiamenti rivoluzionari nei suoi confronti dalla nuova amministrazione degli Stati Uniti. Lo ha detto il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, citato da Interfax. La politica proposta da Joe Biden ricorda quella di Barack Obama, ha sottolineato Lavrov.

  • Cina rivendica sovranità su isole in mar Cinese orientale

    La Cina ha rivendicato la sua sovranità sulle isole contese Diaoyu, nel Mare cinese orientale, chiamate Senkaku dai giapponesi, definendole suo “territorio intrinseco”, esortando Usa e Giappone a “non mettere in pericolo la pace e la stabilità nella regione e a non danneggiare gli interessi di terzi”. Il portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin, in conferenza stampa, ha criticato il trattato di sicurezza tra Washington e Tokyo, definito un “prodotto della Guerra Fredda”. Le osservazioni di Wang sulle isole contese sono maturate a seguito della prima telefonata intercorsa oggi tra il presidente eletto Usa, Joe Biden, e il premier giapponese, Yoshihide Suga, in cui gli Usa hanno riaffermato l'impegno a difendere le Senkaku in forza del trattato bilaterale sulla sicurezza firmato nel 1960. Gli isolotti disabitati sono amministrati dal Giappone, ma sono rivendicati con sempre maggiore insistenza dalla Cina che ha inviato con frequenza quotidiana sue unità navali, in prevalenza della guardia costiera, a presidio delle acque limitrofe.

  • Bernie Sanders a Cnn: pronto a fare ministro Lavoro

    “Se avessi un portafoglio che mi permettesse di lottare per i diritti delle famiglie che lavorano lo accetterei? Sì, lo farei”, ha dichiarato alla Cnn il senatore del Vermont Bernie Sanders, anima della sinistra progressista dei democratici e in odore di incarico nella futura amministrazione Biden. Alla domanda se sia vero che stia pensando al dicastero al Lavoro, Sanders ha risposto: “Quello che è vero è che voglio fare tutto quello che posso per proteggere le famiglie lavoratrici di questo Paese, che al momento stanno soffrendo in modo tremendo”, aggiungendo di accettare volentieri un incarico che glielo consenta: “Che sia al senato o nella futura amministrazione Biden, chi lo sa?”. L'Independent, invece, afferma che nel Partito democratico sta facendosi strada l'idea di escludere i principali rappresentanti della sinistra, Sanders ed Elizabeth Warren, da qualunque incarico di governo, nel timore di perdere ancora nelle lezioni di medio termine dopo che il partito dell'asinello si è già visto decurtare la maggioranza alla Camera dei rappresentanti di sei deputati ed è in bilico al Senato. Portavoce delle preoccupazioni dei centristi Dem al quotidiano britannico è il deputato della Virginia Gerry Connolly: “L'amministrazione Biden deve essere più sensibile sulla provenienza delle persone se si guardano ai numeri al Congresso. Non possiamo permetterci di mettere in pericolo i nostri seggi”, dice il parlamentare. Di tono opposto, alcuni giorni fa, era stato il monito della giovane deputata Alexandria Ocasio-Cortez, anche lei rappresentante dell'anima di sinistra, secondo la quale è stato invece proprio l'atteggiamento conservatore della campagna Biden ad aver fatto perdere voti ai dem.

  • Il premier giapponese Suga parla a telefono con Biden

    Il rafforzamento dell’alleanza bilaterale tra Giappone e Stati Uniti, la cooperazione nella battaglia per sconfiggere la pandemia del coronavirus e gli sforzi comuni contro il cambiamento climatico. Sono stati questi i temi al centro della prima conversazione telefonica intercorsa tra il premier nipponico Yoshihide Suga e il presidente americano eletto Joe Biden, dopo le congratulazioni di rito. Parlando ai cronisti, Suga ha spiegato che l’alleanza tra i due paesi si inserisce in un momento di crescente instabilità per la regione dell’Asia pacifica e la sua esistenza servirà a garantire il mantenimento della pace e della prosperità per la comunità internazionale. Il premier giapponese ha aggiunto che ha anche discusso con Biden circa la possibilità di un incontro di persona «appena le contingenze lo permetteranno». Una visita a Washington che - secondo fonti del governo citate dai media nipponici - potrebbe concretizzarsi subito dopo l’inizio del mandato di Biden, il prossimo 20 gennaio.

  • Il Dipartimento di Stato non consente a Biden di accedere ai messaggi dei leader stranieri

    Il Dipartimento di Stato americano non sta consentendo a Joe Biden di accedere ai messaggi dei leader stranieri giunti al ministero. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali per tradizione il Dipartimento di Stato facilita le comunicazioni con il presidente-eletto. Ma il fatto che il presidente in carica Donald Trump non abbia ancora accettato la vittoria di Biden fa sì che i messaggi non siano stati ricevuti dal presidente-eletto.

  • Wsj: Trump punta a impedire la certificazione dei risultati negli stati in cui ha vinto Biden

    La campagna di Donald Trump punta a prevenire che gli stati in cui ha vinto Joe Biden possano certificare i risultati delle elezioni. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il blocco della certificazione è l’obiettivo delle azioni legali avviate in vari stati dal presidente Usa. Lo staff di Trump punta a ottenere dai tribunali ordini in grado di ritardare la certificazione negli stati chiave, così da aprire per i governi statali repubblicani la possibilità di spostare i grandi elettori a favore del presidente.

  • Nbc: Trump potrebbe non concedere mai la vittoria

    “Non c'è da aspettarsi” che Donald Trump “conceda” la vittoria: “potrebbe dire qualcosa del tipo: non credo ai risultati ma non li contesto”. Lo affermano, riporta Nbc, alcuni consiglieri del presidente, secondo i quali Trump potrebbe non concedere mai ufficialmente la vittoria a Joe Biden. E questa incertezza, aggiungono, alimenta una crescente frustrazione all'interno della Casa Bianca con una parte dello staff che ritiene la situazione “insostenibile”.

  • La Georgia riconterà manualmente tutti i voti

    La Georgia inizierà un riconteggio manuale, contea per contea, di tutti i voti espressi nell’election day del 3 novembre, L’operazione sarà conclusa il 20 novembre. Lo ha comunicato il segretario di Stato, Brad Raffensperger, dopo che sono state rilevate alcune irregolarità negli scrutini. Il ricalcolo non modificherebbe comunque l’esito del voto, perché Biden ha superato la soglia dei 270 grandi elettori con la vittoria in Pennsylvania.

  • Covid: positivo il direttore affari politici Casa Bianca

    Un altro contagio alla Casa Bianca: il direttore degli affari politici Brian Jack e' risultato positivo al test del Covid-19. Lo riferisce la Cnn. Jack aveva partecipato una settimana fa alla notte elettorale di Donald Trump alla Casa Bianca.

  • Bolton: il tempo sta per scadere per Trump e i repubblicani

    “Il tempo sta per scadere per Donald Trump e per i repubblicani che lo viziano”: lo scrive oggi sul Washington Post l'ex consigliere per la Sicurezza Nazionale John Bolton. Secondo Bolton, “il partito repubblicano non ha ancora sofferto danni irreparabili alla sua integrità e alla sua reputazione” malgrado le “furie” post-elettorali del presidente uscente, ma “questo non durerà molto a lungo”.

    Nell'op-ed sul quotidiano della capitale, Bolton indica “la fredda realtà politica”: Trump sta “rafforzando il suo brand (almeno nella sua testa), mentre danneggia il brand del Gop. Il partito ha bisogno di una lunga conversazione interna sull'era post-Trump, ma prima bisogna arrivarci onorevolmente”. Bolton è stato consigliere per la Sicurezza Nazionale tra aprile 2018 e settembre 2019 e ha lasciato (molti dicono che sia stato messo alla porta) dopo una serie di profondi dissapori con Trump.

  • Biden prepara il suo Governo, mai così tante donne

    Joe Biden ha promesso il governo più variegato della storia ed è al lavoro a tempo pieno per centrare l'obiettivo. Fra audizioni e interviste via Zoom, il presidente-eletto e il suo transition team limano la squadra cercando un equilibrio fra le varie anime del Partito democratico all'interno del quale, dopo la vittoria, la tregua sembra essere finita. Consapevoli di aver giocato un ruolo chiave nelle elezioni, i progressisti hanno già presentato a Biden il loro Dream Team che si articola intorno a due figure chiave: Bernie Sanders al ministero del Lavoro ed Elizabeth Warren, la paladina anti-Wall Street che vuole lo spezzatino di Big Tech, al Tesoro.

    Ma se un ruolo per Sanders appare probabile, per Warren il Tesoro probabilmente resterà solo un sogno. E questo anche perché la maggioranza al Senato potrebbe restare nelle mani dei repubblicani, rendendo così improbabile la conferma di progressisti in ruoli chiave come il Tesoro in un momento in cui l'economia sta subendo la crisi peggiore dalla Grande Depressione. In corsa per il dopo Steven Mnuchin ci sarebbe quindi la governatrice della Fed Lael Brainard, ex dell'amministrazione Obama e al momento la favorita. Ma la concorrenza è spietata: nella rosa dei papabili figurano l'ex presidente della Fed Janet Yellen e il presidente della Fed di Atlanta Raphael Bostic, il primo afroamericano e il primo apertamente gay alla Fed.

    Per rilanciare l'America sul palcoscenico internazionale Biden sarebbe poi orientato a consegnare le chiavi del Dipartimento di Stato a Susan Rice, ex ambasciatrice all'Onu. Anthony Blinken è il favorito per la nomina a consigliere alla Sicurezza nazionale, mentre l'ex candidato alle presidenziali Pete Buttigieg potrebbe diventare o ambasciatore al Palazzo di Vetro o numero uno del dipartimento per i Veterani.

    Sanders come detto sembra essere proiettato al ministero del Lavoro mentre per il dipartimento di Giustizia, quello che dovrà decidere se procedere o meno contro Donald Trump, la rosa dei candidati include il governatore di New York Andrew Cuomo e Sally Yates, l'ex ministro della Giustizia ad interim licenziato da Trump per insubordinazione. Per la Sanità in tempi di pandemia si contendono il ruolo di ministro l'ex dell'amministrazione Obama Mandy Cohen e il governatore del New Mexico, Michelle Grisham.

    Al dipartimento dell'Energia è in pole position Jay Inslee, il governatore dello Stato di Washington su cui scommettono gli ambientalisti. A Inslee potrebbe essere affiancato l'alleato di vecchia data di Biden, John Kerry. Per l'Istruzione, ministero che sta a cuore alla First Lady insegnante Jill Biden, sono in corsa altre due donne, Lily Eskelsen Garcia e Randi Weingarten, mentre all'ex candidata Amy Klobuchar potrebbe essere proposto il dipartimento dell'Agricoltura. In pole per la Cia ci sarebbe Tom Donilon mentre alla Difesa aspirano Tammy Duckworth, l'ex colonnello che ha perso tutte e due le gambe in Iraq, o Michele Flournoy. Insomma, dopo la nomina di Kamala Harris l'amministrazione Biden sembrerebbe voler entrare nella storia anche con il governo più rosa di sempre.

  • La Georgia annuncia il riconteggio manuale dei voti

    Il segretario di Stato della Georgia, Brad Raffensperger, ha annunciato oggi che lo Stato inizierà un controllo manuale delle schede dei voti espressi per le elezioni presidenziali che sarà completato entro il 20 novembre, termine ultimo per la proclamazione del vincitore. La decisione arriva mentre il presidente eletto Joe Biden è dato attualmente in testa in Georgia (dove hanno votato circa 5 milioni di elettori) con un sottile margine di circa 14mila voti.

    Sempre oggi, lo staff della campagna elettorale del presidente Donald Trump ha spiegato ai giornalisti di aver riscontrato diffuse irregolarità di voto ma ha citato poche prove. In precedenza, lo staff aveva pubblicato un elenco di quattro persone decedute i cui nomi sarebbero presenti nelle schede elettorali.

  • Stati contesi: Trump avanti in North Carolina, Biden in Georgia eArizona

    Donald Trump continua la sua battaglia legale sull'esito del voto in sei Stati, anche se persino i suoi consiglieri più stretti hanno riconosciuto in privato che la vittoria di Joe Biden è più una questione di 'quando' che di 'se'. Oggi il presidente si è visto attribuire - come previsto - la vittoria in Alaska, aumentando di 3 il numero dei grandi elettori: 217, lontano dalla soglia dei 270 già superata dal suo rivale. Biden ora ha 290 voti, se si include l'Arizona (11 voti), che tuttavia gli è stata assegnata solo da Ap e Fox (con lo scrutinio del 98% dei voti è in vantaggio 49,43% contro 49,04%, pari a circa 13mila voti).

    In ogni caso grazie alla Pennsylvania ha già vinto. L'esito è ancora pendente in North Carolina, dove con il 98% dello spoglio il presidente guida con il 50% contro il 48,7% (24mila voti circa), e in Georgia, dove Biden è avanti: 49,52% contro 49,23% (14mila preferenze circa) mentre resta da scrutinare il 2% delle schede.

    Si tratta di due veri e propri testa a testa. Trump ha presentato ricorsi in Arizona, Georgia, Nevada, Pennsylvania, Michigan e Wisconsin ma per restare alla Casa Bianca dovrebbe vincere, oltre che in Arizona, in North Carolina e in Georgia e ribaltare i risultati in uno o più Stati già nella colonna di Biden. Si prevedono riconteggi in alcuni di questi Stati, come quello ordinato oggi in Georgia, ma sembra difficile se non impossibile che il presidente riesca a fare un poker o che la Corte suprema gli dia ragione su tutto. Tra l'altro già tra alcuni giorni scadono i termini per la certificazione dei voti in alcuni Stati.

    In ogni caso esiste una scadenza entro la quale tutte le dispute legali dovranno essere decise: l'8 dicembre. Questo per permettere la settimana dopo, il 14 dicembre, l'elezione formale del presidente da parte dei grandi elettori. Ma se la situazione di stallo dovesse perdurare sarà alla fine la Camera a decidere chi è il vincitore.

  • Biden ai veterani: sarò un commander in chief che vi onora

    «Sarò un commander in chief che rispetta il vostro sacrificio, capisce il vostro servizio e non tradirà mai i valori per cui combattete così coraggiosamente. Non tratterò mai voi e le vostre famiglie con nient'altro che l'onore che meritate»: è il messaggio di Joe Biden ai veterani per il Veteran day, con una apparente critica indiretta a Donald Trump, il quale aveva chiamato “perdenti” e “idioti” i soldati americani sconfitti in una battaglia della prima guerra mondiale.

  • Nyt, per dirigenti elettorali statali Usa nessuna frode

    Non ci sono prove che frodi o altre irregolarità abbiano giocato un ruolo nell'esito delle elezioni presidenziali americane. Lo sostengono i dirigenti elettorali degli Stati americani di entrambi i partiti che il New York Times ha contattato direttamente all'indomani del voto. Gli unici a non rispondere sono stati quelli del Texas, ma un portavoce della contea di Harris, la più grande del Lone Star State, ha riferito che ci sono state solo alcune questioni minori. Posizioni che confutano quindi la narrativa di elezioni fraudolenti alimentata dal presidente Donald Trump.

  • Usa: i repubblicani si aggiudicano 50 seggi al Senato

    Dan Sullivan si aggiudica la sua rielezione in Senato per l'Alaska battendo Al Gross, un indipendente appoggiato dai democratici. La vittoria di Sullivan è importante per il Partito repubblicano che si assicura così 50 seggi in Senato in attesa dell'esito dei due ballottaggi in Georgia che decideranno chi, fra democratici e repubblicani, conquisterà la maggioranza. Al momento quindi i conservatori hanno 50 seggi e i democratici 48: se i liberal dovessero vincere i due ballottaggi in Georgia arriverebbero a 50 seggi, ma potrebbero contare sul voto decisivo della vicepresidente Kamala Harris.

  • Cnn: purghe al Pentagono, via altri tre dirigenti

    Purghe al Pentagono dopo il siluramento via Twitter del ministro Mark Esper, sostituito con Christopher Miller, il capo del centro nazionale antiterrorismo. Secondo la Cnn, altri tre alti dirigenti della Difesa sono stati licenziati o si sono dimessi nel giro di 24 ore e rimpiazzati con figure controverse ma leali al presidente. Tra queste il generale Anthony Tata, che ha preso il posto di James Anderson. In passato aveva fatto dichiarazioni islamofobiche, promosso teorie cospirative e definito Barack Obama un «leader terrorista».

  • Trump a cimitero Arlington, Biden incontra transition team

    Donald Trump farà visita nelle prossime ore al cimitero nazionale di Arlington per deporre una corona alla tomba del milite ignoto nell'anniversario del Veteran day. Sarà la sua prima apparizione pubblica, dopo le due uscite a golf, dall'infuriata conferenza stampa alla Casa Bianca di giovedì scorso sui risultati elettorali. Joe Biden invece ha in programma solo di incontrare il suo transition team.

  • Usa 2020: Ap, dem riconquistano controllo della Camera

    I democratici hanno riconquistato per altri due anni la maggioranza della Camera, assicurandosi il controllo di almeno 218 seggi, secondo l'Ap, che conferma cosi' le proiezioni dei vari media Usa all'indomani delle elezioni. In questo modo avranno il controllo della House per quattro anni consecutivi per la seconda volta dal 1995, quando i repubblicani misero fine a 40 anni di dominio democratico. Il partito dovrebbe vincere altri seggi, ma difficilmente raggiungera' la soglia degli attuali 232 seggi dopo una inattesa rimonta repubblicana che potrebbe strappare almeno una decina di scranni

  • Trump fa causa anche al Michigan

    La campagna del presidente Donald Trump ha intentato un'altra causa nel Michigan contestando i risultati delle elezioni. La causa federale, che la campagna ha dichiarato di aver presentato martedì, cerca di impedire allo stato di certificare i risultati che mostrano il democratico Joe Biden in testa con quasi 146.000 voti.
    La campagna ha chiesto a un giudice di impedire al Michigan di certificare le schede elettorali fraudolente, quelle ricevute dopo il giorno delle elezioni, quelle elaborate quando gli osservatori non erano presenti e quelle conteggiate con macchine di tabulazione o software difettosi. Almeno due precedenti cause per contestare i risultati delle elezioni statali sono già state respinte dai giudici del Michigan.
    Trump ha detto che non accetta i risultati che dimostrano che Biden ha vinto e la sua campagna e i sostenitori repubblicani hanno fatto causa in almeno quattro stati. Esperti legali affermano che le cause non cambieranno sostanzialmente il conteggio dei voti o forniranno voti sufficienti per dare a Trump una vittoria nel collegio elettorale.
    La campagna di Trump non ha fornito prove di una diffusa frode degli elettori.
    Trump ha citato in giudizio lunedì anche la Pennsylvania

  • La Russia non ha ancora pianificato contatti con Biden

    Un alto diplomatico russo ha detto che il suo paese non ha ancora preso contatto con la squadra del presidente eletto Joe Biden e non ha intenzione di farlo, rafforzando l'approccio poco entusiasta del Cremlino al nuovo leader americano.
    Il viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov ha detto che Mosca è stata scoraggiata dall'esperienza nel 2016, quando l'ambasciatore russo negli Stati Uniti è stato oggetto di una tempesta di critiche per il suo contatto con l'imminente amministrazione di Donald Trump. Ryabkov ha detto che finora non ci sono stati progressi nell'estensione del nuovo trattato Start, l'ultimo importante accordo nucleare tra Russia e Stati Uniti. L'amministrazione Trump ha respinto un'offerta russa di prolungare l'accordo, che scade a febbraio, di 12 mesi. Biden ha indicato che è disposto a prorogarlo per 5 anni come consentito dal trattato, che è stato firmato nel 2010.
    Il presidente Vladimir Putin non si congratulerà con Biden fino a quando tutte le sfide legali di Trump non saranno state esaurite e il democratico non sarà ufficialmente dichiarato vincitore, ha detto il Cremlino all'inizio di questa settimana.

  • Trump: «La gente non accetterà queste elezioni truccate». Biden valuta di fargli causa

    «La gente non accetterà queste elezioni truccate», twitta Donald Trump, pubblicando una serie di post sui presunti brogli nei diversi Stati Usa, di fatto confermando la sua volontà di non voler concedere la vittoria a Joe Biden. Il presidente eletto non esclude di intraprendere azioni legali contro l’amministrazione Trump accusandola di ostacolare in maniera illegale l’avvio del processo di transizione. Intanto alla Corte suprema si apre la sfida sull’Obamacare che Biden difende accusando i repubblicani di voler «ideologizzare» la sanità. E mentre Trump ribadisce che «le elezioni non sono finite», Biden parla con Macron, Angela Merkel e Boris Johnson. Poi twitta: «Ho detto loro che siamo di nuovo in gioco». Al via negoziati con il Giappone sulle basi militari Usa.

  • Ai Repubblicani il seggio del Senato in North Carolina

    Il senatore repubblicano della North Carolina, Thom Tillis, sarà rieletto per un secondo mandato dopo che il democratico Cal Cunningham ha ammesso la sconfitta.
    La corsa serrata è stata punteggiata nelle ultime settimane dalla rivelazione di uno scandalo di sms che ha coinvolto Cunningham, un ex senatore dello stato, e da una diagnosi positiva di Covid-19 per Tillis. Cunningham ha annunciato su Twitter di aver chiamato Tillis per congratularsi con il repubblicano.
    L'equilibrio di potere in Senato dipende dalla Georgia, dove gli elettori sceglieranno i due senatori dello Stato in ballottaggio separato il 5 gennaio. I democratici hanno bisogno di un guadagno netto di tre seggi per ottenere il controllo del Senato. Attualmente i Repubblicani hanno 49 seggi al Senato contro i 48 dei Democratici.

  • Biden: rifiuto Trump di concedere la vittoria è imbarazzante

    “Il rifiuto di Donald Trump di concedere la vittoria e' imbarazzante, un imbarazzo peer l'intero Paese”: lo ha detto Joe Biden. Tuttavia, ha aggiunto, «non ha molte conseguenze. Sulla strada della transizione possiamo andare avanti senza fondi e senza briefing. Non vedo la necessita' di azioni legali per assicurare la transizione. Stiamo iniziando la transizione, è gia in corso. Nulla ci può fermare».

  • Biden allunga in Georgia

    Si consolida il vantaggio di Joe Biden in Georgia. Con il 99% dei voti scrutinati il candidato democratico e presidente eletto è infatti al 49,5%, mentre Trump scivola dal 49,3 al 49, 2 per cento. Lo scarto, sempre minimo, è ora di quasi 13mila voti.

  • Wp: Trump può rivelare informazioni riservate

    Crescono i timori sulla possibilità che Donald Trump, come ex presidente, possa rivelare informazioni riservate in grado di mettere in pericolo la sicurezza nazionale. Tutti i presidenti lasciano la Casa Bianca in possesso di informazioni altamente classificate, dalle procedure per il lancio di armi nucleari alle capacità dell'intelligence. La paura degli esperti, riporta il Washington Post, è che un Trump indebitato e arrabbiato possa diffondere i 'segreti' americani, mettendo a rischio la sicurezza nazionale

  • Merkel telefona a Biden: relazioni transatlantiche

    Anche Angela Merkel ha avuto un colloquio telefonico con Joe Biden. La cancelliera, secdono quanto riferisce il suo portavoce, ha auspicato una relazione stretta e di reciproca fiducia. Merkel e Biden hanno concordato sull’mportanza delle relazioni transatlantiche nell’affrontare le sfide di oggi.

  • Johnson: rafforzeremo legami con Usa

    “Ho appena parlato con Joe Biden per congratularmi con lui per la sua elezione”. Lo scrive su Twitter il premier britannico Boris Johnson. “Non vedo l'ora di rafforzare il partenariato tra i nostri Paesi e di lavorare con lui sulle nostre priorità condivise: dalla lotta al cambiamento climatico, alla promozione della democrazia e alla ricostruzione migliore dopo la pandemia”, aggiunge.

    Downing Street ha riferito che Johnson ha chiamato oggi il presidente eletto americano per felicitarsi anche a voce del risultato delle presidenziali. Il primo ministro conservatore britannico è stato uno dei primi a fare questa mossa, che arriva peraltro dopo la gaffe del messaggio di congratulazioni di sabato scorso: messaggio tempestivo, ma sotto il quale i media hanno scoperto essere rimaste celate (e non cancellate) le parole di un augurio alternativo preparato in caso di vittoria di Donald Trump - che di Johnson e della Brexit si è sempre detto sostenitore - e tenuto di riserva evidentemente fino a poco prima del riconoscimento del successo del candidato democratico. La gaffe diplomatica di Downing Street è stata svelata dapprima da un sito di giornalismo investigativo e poi ripresa fra gli altri dal Guardian. Sullo sfondo del tweet di congratulazioni indirizzato sabato da Johnson a Biden è stato ripescato chiaramente l'analogo messaggio destinato a Donald Trump per un suo eventuale secondo mandato alla Casa Bianca, sul quale l'ufficio stampa di Downing Street si era limitato a sovrascrivere il nuovo testo. Un pasticcio grafico dai risvolti farseschi, ma a rischio di conseguenze - secondo il Guardian - anche sulle relazioni già piuttosto fredde in partenza sul piano personale e politico fra Boris e Joe, a dispetto della tradizionale special relationship dell'alleanza fra i rispettivi Paesi. Un pasticcio cui la telefonata immediata fata oggi da Johnson all'ex vice di Barack Obama sembra voler porre riparo. Stizzita, comunque, la reazione dell'opposizione laburista interna al premier Tory, che per bocca del ministro ombra della Giustizia, David Lammy, deputato britannico di origini caraibiche come in parte la neovicepresidente eletta degli Usa, Kamala Harris, ha polemizzato contro il richiamo fatto da BoJo a Biden sul comune impegno a “promuovere la democrazia nel mondo”. Per essere credibile, ha sentenziato Lammy, Johnson dovrebbe prima “condannare, meglio tardi che mai, il suo vecchio compare Donald Trump”.

  • Macron chiama Biden: pronto a lavorare con lui

    Emmanuel Macron ha telefonato al presidente eletto Joe Biden questo pomeriggio dicendosi pronto a lavorare con lui su clima, salute e nella lotta al terrorismo.

  • Positivo al Covid-19 David Bossie, adviser dei ricorsi di Trump

    Il consigliere incaricato di guidare le sfide legali post-elettorali del presidente Donald Trump, David Bossie, è risultato positivo al Covid-19. Bossie, un importante attivista conservatore che guida il gruppo di difesa Citizens United, è risultato positivo domenica, unendosi al capo del personale della Casa Bianca Mark Meadows e al segretario per gli alloggi Ben Carson come vittime dell'ultimo focolaio di coronavirus che ha toccato la Casa Bianca. Bossie è stato scelto per guidare le sfide legali alla perdita elettorale di Trump.