l’alleanza

Fca-Psa: Elkann e Tavares, i due protagonisti delle possibili nozze

Per John Elkann si profilerebbe il ruolo di presidente del nuovo colosso dell’auto (quarto al mondo) mentre il Ceo di Psa, Carlos Tavares ricoprirebbe la stessa carica anche nell’alleanza

di Marco Valsania


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(AFP)

2' di lettura

NEW YORK - Fiat Chrysler Automobiles ha avviato nuovi negoziati per una fusione con la casa francese Psa Group, trattative che se andranno in porto porteranno alla nascita di un colosso globale dell’auto da 50 miliardi di dollari.

Balzo dei due titoli in Borsa
Tra le ipotesi perseguite c’è anzitutto un cosiddetto “merger di eguali”, completato interamente in azioni. La prospettiva di una combinazione ha spinto al rialzo in Borsa entrambi i titoli, con Fca che ha guadagnato oltre il 7% e Psa oltre il 6 per cento.

A rivelare i nuovi colloqui tra le le due società è stato il Wall Street Journal, che solleva il sipario anche sulla potenziale struttura dei vertici di una società combinata. Carlos Tavares, l’attuale chief executive di Peugeot, manterrebbe il medesimo incarico alla guida del nuovo colosso. Il chairman di Fca, John Elkann, diventerebbe presidente della neonata Fca-Psa. Le fonti citate indicano tuttavia che le trattative sono tuttora in divenire.

Per Fca si tratta di una nuova offensiva per dar vita a una fusione capace di assicurare alla casa una miglior posizione concorrenziale in un clima di crescente concorrenza e consolidamento nel settore su scala internazionale.

Nei mesi scorsi aveva abbandonato tentativi di raggiungere un’intesa con l’altro colosso transalpino Renault, davanti alle resistenze sollevate dal partner di Renault, la giapponese Nissan, e dal governo francese , che ha una significativa partecipazione nell'azienda.

In Europa un gruppo che sfida Volkswagen
Peugeot non è un nome nuovo per Fca. Il gruppo francese si era in realtà già fatto avanti, nell’ultima occasione all’inizio dell’anno, proponendo una combinazione che facesse leva sui punti di forza di entrambe le aziende, anzitutto in Europa e negli Stati Uniti. Quelle avance erano finite in un nulla di fatto, secondo indiscrezioni anche a causa di scetticismo su un’eccessiva dipendenza del gruppo dal maturo mercato europeo dell'auto. Assieme Fca e Peugeot sul Vecchio continente venderebbero un numero di vetture simile a quello del leader di mercato Volkswagen, che ha una quota del 24 per cento.

Al “Leone” fa gola il mercato Usa
Fca aveva tuttavia mantenuto aperta la possibilità di riallacciare trattative con Psa, proprio per fare i conti con la necessità di accrescere significativamente le dimensioni globali del business. Peugeot, da parte sua, ha tenuto vivi i suoi propositi, con il ceo Tavares a caccia in particolare di un ritorno dell’azienda sul mercato americano dal quale è assente ormai da trentèanni. Fca, con la sua rete di concessionari Usa per marchi popolari quali Jeep e Ram, potrebbe accelerare simili progetti.

Un nuovo gruppo combinato entrerebbe di sicuro tra i primi leader globali del settore. L’anno scorso le due aziende hanno nel complesso venduto 8,7 milioni di vetture, una performance che garantirebbe loro il quarto posto nelle classifiche mondiali davanti alla General Motors. Possibili, secondo gli analisti, sarebbero anche importanti sinergie e risparmi sui costi.

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