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Elliott è l’azionista più attivo in Europa

di Monica D'Ascenzo

2' di lettura

Azionisti meno attivi in Europa nella prima metà del 2019. I dati di metà anno di Activistmonitor mostrano un rallentamento delle campagne lanciate dagli shareholder, scese del 14,2% rispetto allo stesso periodo del 2018 a 24. A fare la parte del leone, in un contesto che è influenzato da una minore stabilità geopolitica, è Elliott Management, l’azionista più attivo con 4 nuove campagne nel 2019 che hanno interessato SAP, EDP, Bayer e Saga e un totale di 33 dal 2011 ad oggi. Nel semestre, però, si è distinta anche l’attività di Petrus Advisers, nell’azionariato di Ophir Energy, CA Immobilien, Immofinanz e Wienerberger.

Secondo l’analisi di Activistmonitor a incidere su una minore attività degli azionisti è stata anche una più povera performance dei mercati e al contempo un incremento delle negoziazioni private fra le parti. Più in generale, poi, gli azionisti stanno privilegiando posizioni in società meno “rischiose”, con cui sono più sicuri di non registrare perdite e allo stesso tempo che abbiano ancora spazi di crescita in Borsa.

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Nel dettaglio il comparto protagonista di un attivismo crescente è quello dei consumi e del leisure che vede la richiesta da parte degli azionisti di operazioni di consolidamento. Ne è un esempio la richiesta da parte del fondo americano ValueAct Capital a Merlin Entertainments di procedere con un’operazione straordinaria. Situazione che poi si è sbloccata in luglio con l’annuncio dell’acquisizione del gruppo onglese, che gestisce anche Gardaland, Madame Tussauds, la ruota panoramica London Eye e i parchi divertimenti Legoland, da parte di Kirkbi, holding che detiene la maggioranza del Gruppo Lego. Allo stesso modo, Cat Rock Capital chiese a Just Eat di considerare una fusione con «un competitor ben gestito», e la società poco dopo annunciò la fusione con Takeaway.com.

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Di contro più a rilento l’attivismo nel settore dell’industria (-22%). Anche in questo caso, comunque, le richieste vanno nella direzione di maggiori operazioni di merger & acquisition: Cevian Capital e Artisan Partners hanno incoraggiato la vendita di Panalpina a DSV; J O Hambro ha rilanciato la possibilità di una fusione fra Galliford Try e Bovis Homes.

Fra i temi messi sul tavolo dagli azionisti, oltre alle operazionis traordinarie, ci sono le richieste sull’allocazione del capitale e i cambiamenti di struttura delle società, sui buy-back e sui dividendi. Anche in questo caso, attivo Elliott Management, che ha chiesto alla società energetica portoghese EDP di vendere la propria divisione brasiliana, gli asset spagnoli e una partecipazione di minoranza in una rete iberica. Sono, invece, risultate in calo le domande di cambio di board e management. Forse che non sia tempo per fare sostituzioni al vertice. Meglio stare alla finestra e vedere come si risolveranno alcune situazioni da sciogliere: dal governo italiano a Brexit.


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