guerre industriali

Elliott mette online un sito “anti-Hitachi” per la vicenda Ansaldo Sts

dal nostro corrispondente Stefano Carrer

(ANSA)

2' di lettura

TOKYO – Che sia fatto per una azienda italiana è molto insolito. Ma all'estero, per i fondi attivisti, il ricorso a strumenti di informazione diffusa è abbastanza comune, se si tratta di portare avanti con decisione battaglie per lo più di corporate governance, nel segno della trasparenza e ovviamente al fine di spronare le aziende participate verso iniziative che creino maggior valore per gli azionisti.
Il fondo americano Elliott ha così deciso di lanciare un vero e proprio sito Internet - in lingua inglese e in lingua giapponese - dedicato ad Ansaldo Sts, la società di cui è il principale azionista di minoranza. Da quando Finmeccanica ha ceduto il controllo di Ansaldo Sts - assieme al 100% di AnsaldoBreda - a Hitachi, Elliott è ai ferri corti con il colosso industriale giapponese, che ha una partecipazione del 50,7% e – secondo Elliott – tratta Ansaldo Sts come fosse una filiale interamente controllata e non come una società quotata.

Elliott rende noto di aver messo oggi a disposizione del pubblico un sito internet avente «l'obiettivo di informare meglio gli azionisti di minoranza di Ansaldo Sts riguardo alle azioni – e quelle che Elliott ritiene essere le motivazioni –di Hitachi nel periodo precedente, contestuale e successivo all'offerta pubblica di acquisto promossa su Ansaldo Sts». Il sito internet evidenzierebbe «quella che appare essere la natura collusiva dell'acquisizione di Ansaldo Sts – che Hitachi stessa ha definito un “packaged deal” (ossia un “pacchetto unico”) – strutturata per travasare valore da Ansaldo Sts ad Ansaldo Breda a discapito degli azionisti di minoranza di Ansaldo Sts». In aggiunta, il sito internet intende mettere «in luce diverse criticità relative alla corporate governance di Ansaldo Sts, tra cui l'indipendenza di alcuni membri del consiglio di amministrazione e altre carenze del governo societario>. Sul sito saranno reperibili, continua Elliott «informazioni generali sull'offerta di Hitachi Rail e sulla successiva acquisizione di una quota di maggioranza di Ansaldo Sts; le azioni mosse da Elliott a difesa e protezione degli azionisti di minoranza di Ansaldo Sts; vari contenuti tra cui comunicati stampa, procedimenti legali, comunicazioni ufficiali della società e la corrispondenza di Elliott; l'ordine cronologico degli eventi e le informazioni fattuali in merito ai procedimenti legali, così come ulteriori informazioni in merito».

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In attesa di un nuovo show-down all'assemblea di dopodomani - in cui Hitachi ha messo all'ordine del giorno una azione di responsabilità contro Giuseppe Bivona, consigliere espressione delle minoranze - Elliott sembra voler incalzare anche la prima fila giapponese del management di Hitachi, che pare aver delegato gli affari europei ai loro manager regionali. E non solo con il nuovo sito (anche) in lingua giapponese. Il fondo ha reso noto di aver inviato una lettera il 12 gennaio scorso al presidente di Hitachi , Hiroaki Nakanishi, in cui chiede di chiarire alcune affermazioni contenute in una presentazione al Cda di Hitachi dello scorso 10 dicembre 2014: affermazioni che, secondo gli estensori della missiva, contraddirebbero «esplicitamente le risposte fornite da Hitachi stessa nella corrispondenza intercorsa con il consigliere indipendente di Ansaldo Sts Giuseppe Bivona (pubblicata da Ansaldo Sts il 4 gennaio 2017) riguardo alla natura di “pacchetto unico” dell'operazione Ansaldo Sts / Ansaldo Breda».

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