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Elon Musk sconfessa Bitcoin: niente più acquisti di Tesla con la valuta digitale

La divisa digitale userebbe troppa energia, secondo il tycoon che resta un fan delle crypto-currencies. Ed è pronto a riaccettare Bitcoin se diventa «verde»

di Marco Valsania

Bitcoin: che cosa c’è dietro all’affermazione delle cripto-valute?

2' di lettura

Elon Musk sconfessa Bitcoin. Almeno per ora, finché non sarà stato risolto il dilemma del suo per nulla virtuale impatto sull’ambiente. Il deus ex machina di Tesla, ormai seguito fedelmente anche come guru finanziario da schiere di investitori, ha fatto sapere che cesserà di accettare la criptovaluta per l’acquisto dei suoi veicoli elettrici. Perché le attività di mining che generano bitcoin richiedono oggi troppa energia, anzitutto la peggiore, quella da fonti fossili, a scapito dell’ambiente.

Il tweet della retromarcia

Come sua abitudine, Musk ha affidato l’annuncio a un tweet: Tesla «ha sospeso gli acquisti di veicoli attraverso l’uso di bitcoin», a fronte «dell’uso in rapida crescita di fonti fossili per il mining» della valuta. E il Bitcoin subito paga dazio, con un crollo di oltre l’11% e il valore che si attesta attorno a $50.854. L’Ethereum capitola di quasi il 9%, il Ripple del 10% circa, così come la valuta parodia Dogecoin. Proprio Musk aveva fatto la fortuna del Bitcoin quando, qualche mese fa, aveva annunciato che Tesla aveva investito 1,5 miliardi di dollari nella moneta digitale e aveva dichiarato che avrebbe consentito ai potenziali acquirenti delle auto elettriche di effettuare pagamenti in Bitcoin.

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Le criptovalute restano una «buona idea»

Musk ha confermato di rimanere un fan delle cryptocurrency nel lungo periodo. «È una buona idea e crediamo abbia un futuro promettente. Ma non a spese dell’ambiente». Musk ha precisato che non cederà il patrimonio di bitcoin nel quale ha finora investito. E che tornerà ad accettarla per tarnsazioni e acquisti di suoi prodotti non appena sarà stato sciolto il nodo del consumo energetico, «quando ci sarà stata una transizione del mining verso fonti di energia più sostenibili». Nel frattempo, Tesla non abbandona comunque il campo delle valute digitali, anzi considererà altre criptovalute rivali più ecologiche che usino «meno dell’1% dell’energia di Bitcoin per transazione». Musk non ha fatto nomi. Bitoin brucia all’anno l’energia di un intero stato quale la Polonia. Una delle alternative verdi oggi in voga è per esempio Chia, grazie a un concetto definito proof of space a basso consumo e che utilizza dischi rigidi vuoti.

Le critiche a Tesla

Le critiche a Tesla si erano in realtà moltiplicate da quando Musk aveva deciso di promuovere bitocoin e altre criptovalute: al di là del loro carattere speculativo sotto accusa era finito proprio il loro spesso straordinario impatto ambientale. Parso ancora più in contrasto con l’immagine di un’azienda che si vuole leader dei veicoli elettrici. Quella decisione di sposare Bitcoin, in febbraio, era avvenuta con un filing alla Sec nel quale Tesla rivelava d’aver investito 1,5 miliardi di dollari nella divisa. Non solo. Aveva detto di voler considerare ulteriore esposizione alle criptovalute e soprattuto di voler accettare bitcoin per il pagamento dei suoi veicoli. Tesla aveva poi venduto 272 milioni in Bitcoin intascando un profitto di oltre cento milioni riportato nell'ultimo bilancio trimestrale. Musk, «influencer» da milioni di seguaci su Twitter, si è detto anche un tifoso di Dogecoin, divisa meme nata per scherzo. Sulle divise digitali, evideziando la sua influenza, ha scherzato da ospite d’onore sabato scorso della popolare trasmissione satirica Tv americana Saturday Night Live, definendole uno «hustle», di fatto una truffa. Dogecoin durante lo show aveva perso fino al 30 per cento.


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