AGENZIA DEL FARMACO

Ema, la Germania con Milano: «Sede eccellente, ha buone chance»

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3' di lettura

In vista del 20 novembre, quando si riunirà il Consiglio affari generali Ue che deciderà la nuova sede dell'Ema, agenzia europea dei medicinali, e dell’Eba (L’authority bancaria), il ministro degli Affari esteri tedesco, Sigmar Gabriel è personalmente favorevole a scegliere Milano. Gabriel, interpellato al termine di un incontro alla Farnesina con l'omologo italiano Angelino Alfano, ha spiegato che la Germania ha candidato Bonn, e quindi la prima votazione «sarà su Bonn». Ma al secondo round, anche se la Germania non ha preso una decisione definitiva, il ministro Gabriel si dichiara certo che Milano abbia buone carte: «Sono convinto che al secondo giro di votazioni Milano possa avere buone possibilità di essere scelta come sede della nuova Ema».

Gabriel ha specificato alla Farnesina che «la posizione del governo federale tedesco sulla nuova Ema è ancora da definire». Ma da fonti diplomatiche, interpellate da Radiocor Plus, si apprende che si sta delineando una convergenza su Milano. È infatti sempre piu chiaro che non sarebbe realistico per la Germania puntare su una doppia candidatura, quella di Francoforte per l'Eba (European banking authority) e quella di Bonn per l'Ema. E nel Governo si fa strada l'idea di dare più peso politico alla candidatura di Francoforte. In questo contesto, è quindi in via di allineamento nel governo tedesco l'idea di una convergenza su Milano al secondo round di voto. La candidatura di Milano è vista infatti favorevolmente dal momento che la città presenta tutti i requisiti ottimali per diventare la nuova sede dell'Ema. Sotto il profilo della qualità di vita, delle infrastrutture e del tessuto economico.

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Il sistema di voto
Per essere selezionate, le nuove sedi dell'Ema e dell'Eba (l’Autorità bancaria europea) dovranno ottenere tre voti da almeno 14 Paesi su 27. In caso contrario, le tre città più votate avranno accesso a una seconda tornata, quando i Paesi avranno un voto ciascuno. Vince chi riceve almeno 14 voti su 27. La Germania è considerata nettamente favorita per l’assegnazione dell’Eba a Francoforte.

L’attesa
«Incrociamo tutti le dita» in vista della decisione a Bruxelles di lunedì prossimo sull'assegnazione dell'Ema da Londra dopo la Brexit. Lo ha detto Diana Bracco, presidente dell'omonimo Gruppo farmaceutico e prima presidente di Responsible Care (Federchimica) in Italia 25 anni fa, nel corso della presentazione del 23/o rapporto annuale del programma.
«Federchimica - ha spiegato - ci è stata molto vicina e ci ha molto aiutato nello sforzo che abbiamo fatto di compattare tutte le forze del Paese» sull'obiettivo di portare a Milano la sede dell'Agenzia Europea del Farmaco».

I criteri di valutazione delle 19 città candidate all'Ema sono sei: la rapidità con la quale la nuova sede può essere operativa; la sua accessibilità; la presenza di scuole per i figli dei dipendenti; l’accesso al mercato del lavoro e ai servizi medici e sociali per i figli e i partner; l’assicurazione che possa essere garantita la continuità dell'attività; e per ultimo il fattore geografico (in modo da garantire un equilibrio delle presenze delle agenzie comunitarie su tutto il territorio europeo).

Per i bookmaker Milano favorita
«Milano - ha concluso - è in pole position per i bookmaker inglesi, speriamo che questa volta abbiano ragione, visto che sulla Brexit si sono sbagliati». Secondo Diana Bracco «l'Italia si è comportata bene e all'estero hanno notato la nostra compattezza di posizione». A suo avviso «abbiamo fatto il possibile» e ora «ci affidiamo al voto dei 28 Paesi membri, che in una prima votazione esprimeranno 3 punteggi, per passare poi alla votazione secca». Secondo l'imprenditrice «Milano è l'unica candidatura che soddisfa tutti i criteri dell'Ue, ma non basta». Per questo si è mobilitata una diplomazia parallela delle imprese che, insieme al sindaco di Milano Giuseppe Sala «domani vanno a Cipro», dopo essere state e Riga, Tallin, Vilnius, Lisbona e Varsavia. «Stiamo cercando l'appoggio di molti Paesi», ha commentato Bracco, che ritiene «non scontato» il riconoscimento all'Italia fatto dal quotidiano francese Le Monde. Rispetto ad Expo, di cui Bracco è stata presidente, il lavoro preparatorio è stato meno difficile.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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