Dopo le dichiarazioni del direttore Rasi

Ema: il governo ricorre alla Corte Ue. Bruxelles: decisione presa dagli Stati


Sala: ho chiamato Gentiloni, oggi parte il ricorso per l'Ema

4' di lettura

Alla luce di quanto sta emergendo sull'assegnazione ad Amsterdam della sede Ema, fonti di Palazzo Chigi hanno fatto sapere che il governo intraprenderà ogni opportuna iniziativa presso la Commissione europea e le istituzioni comunitarie competenti affinché, anche a seguito di quanto dichiarato dal direttore dell'Agenzia, Guido Rasi, venga valutata la possibile riconsiderazione della decisione che vide Milano battuta al sorteggio finale.

Sala: oggi parte ricorso, governo deve alzare la voce con l'Europa
«Ho chiamato Gentiloni - ha dichiarato il sindaco di Milano Beppe Sala - e gli ho detto: è il momento di essere aggressivi, facciamolo, proviamoci, fino in fondo, e da quello che mi ha detto, e senz'altro sarà così, oggi parte il ricorso. Non penso ci vorranno tempi molto lunghi - ha proseguito il sindaco di Milano -. Siamo sinceri, le possibilità di una riassegnazione della sede a Milano non sono altissime, ma dobbiamo provarci». E poi ha aggiunto: «La rabbia non serve a nulla. Serve muoversi. Non sarà facile recuperare questa situazione. Però io chiedo che il nostro governo alzi la voce».

Bruxelles: decisione dei 27, niente da aggiungere
La decisione sulla nuova sede dell'Agenzia europea del farmaco (Ema) dopo la Brexit «è stata dei 27 Stati membri e non abbiamo niente da dire» a questo
proposito, ha dichiarato il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas, dopo la decisione dell'Italia di presentare ricorso. «Abbiamo fatto il nostro lavoro, producendo un'analisi legale di tutte le offerte ricevute in modo trasparente. Non abbiamo fatto shortlist o graduatorie, ma abbiamo fatto la nostra valutazione sulla base dei criteri decisi. E nessuno l'ha messa in dubbio», ha aggiunto.

Tajani: Parlamento Ue tutelerà cittadini europei
«Il Parlamento Europeo in piena autonomia e indipendenza e in qualità di colegislatore esprimerà la propria decisione sul trasferimento e sulla nuova sede
dell’Ema. Sono sicuro che, come sempre, l'Europarlamento tutelerà gli interessi dei cittadini europei» ha detto invece il presidente del Pe, Antonio Tajani, alla luce delle ultime novità sul trasferimento della sede dell'Ema e in vista dell’esame della decisione con cui il Consiglio Europeo di dicembre ha
assegnato ad Amsterdam la sede dell'agenzia.

Palazzo non pronto ad Amsterdam
Il direttore di Ema, in una conferenza stampa congiunta con le autorità olandesi, ha detto che il palazzo di Amsterdam dove sarà trasferita dopo la Brexit l'agenzia del farmaco non è ancora pronto, e la soluzione transitoria proposta dagli olandesi «non è ottimale», perché «dimezza» lo spazio della sede di Londra. Il che aggiunge «strati di complessità» al trasferimento e allungherà i tempi per tornare a funzionare regolarmente. L'Ema dovrà essere operativa ad Amsterdam dal primo giorno della Brexit, cioè il 30 marzo 2019, ma «il palazzo finale non sarà pronto per allora e quindi dovremo andare in una sede temporanea nella città», spiega Rasi. «Questo doppio trasferimento ci costringerà a investire più risorse, e prolungherà il 'piano di continuità, ovvero impiegheremo di più per tornare alle operazioni normali», ha aggiunto. La nuova sede sarà pronta nel 2020.

Nelle ultime settimane l'Ema ha discusso con le autorità olandesi sulla selezione del palazzo temporaneo, bocciando le proposte iniziali. Gli olandesi hanno quindi dovuto cercare un'altra soluzione: «Questo ha richiesto più del previsto, ma sono felice che ora abbiamo la soluzione. Ma non è quella ottimale», chiarisce Rasi. Perché «abbiamo solo metà dello spazio rispetto ai locali di Londra». Dove «almeno» si riuscirà a far svolgere i meeting scientifici, una soluzione «meno dannosa al lavoro». Rasi ha ricordato che il principale problema è la tempistica «stringente» con cui devono misurarsi tutti: il 1 gennaio 2019 «abbiamo bisogno di un palazzo pienamente operativo per spostare il nostro staff gradualmente da Londra ad Amsterdam prima del 30 marzo, il che significa che anche se questi edifici non sono ideali, sono la migliore opzione in base alle attuali costrizioni temporali».

Gozi: su sede Ema aspettiamo decisione Parlamento europeo
«Se il Parlamento europeo dovesse dichiararsi contro la decisione del Consiglio sull'attribuzione della sede dell'Agenzia Ue del farmaco ad Amsterdam si aprirebbe una discussione tra le due istituzioni come sempre capita: il ruolo del Parlamento nel processo in corso è evidente, è un ruolo legislativo e un ruolo politico». Lo ha detto il sottosegretario agli affari europei Sandro Gozi ai giornalisti al termine della riunione dei ministri Affari generali che ha discusso e approvato il mandato negoziale per le trattative Brexit sul periodo di transizione. Gozi ha aggiunto che «in Parlamento è in corso un processo di decisione per modificare i regolamenti sulle agenzie Ue due parlamentari, Toja e Gardini (Pse e Ppe rispettivamente - ndr) hanno formalizzato una interrogazione alla Commissione europea evidenziando considerazioni rilevanti che anche il governo italiano considera tali, vedremo che cosa decidera' il Parlamento europeo».

Boldrini: si riproponga Milano
Sulla vicenda dell’assegnazione a Amsterdam dell’Ema e di un ricorso da parte dell’Italia è intervenuta anche la Presidente della Camera, Laura Boldrini con un tweet: «Amsterdam non è pronta ad ospitare l'agenzia del farmaco. Il governo riproponga la scelta di Milano. È importante fare presto nell'interesse dei cittadini europei».

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