la scelta della sede per l’agenzia

Ema, Milano supera il primo esame della Commissione europea

di Beda Romano

(Fotogramma)

2' di lettura

BRUXELLES – È un rapporto fattuale e neutro quello che la Commissione europea ha pubblicato stamani in vista della selezione finale delle nuove sedi di due agenzie comunitarie che dovranno traslocare da Londra dopo l’uscita del Regno Unito dall'Unione: l'Autorità bancaria europea (Eba) e l’Agenzia europea dei medicinali (Ema). Come previsto, la relazione non stila alcuna classifica, ma indirettamente si evince che le città ritenute favorite – tra cui Milano – sono quelle che meglio rispondono ai criteri.

I criteri di valutazione delle 19 città candidate all'Ema sono sei: la rapidità con la quale la nuova sede può essere operativa; la sua accessibilità; la presenza di scuole per i figli dei dipendenti; l’accesso al mercato del lavoro e ai servizi medici e sociali per i figli e i partner; l’assicurazione che possa essere garantita la continuità dell'attività; e per ultimo il fattore geografico (in modo da garantire un equilibrio delle presenze delle agenzie comunitarie su tutto il territorio europeo).

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Si conferma che le città comunemente date per favorite per ospitare l’Ema sembrano rispondere meglio di altre ai criteri di selezione: Copenhagen, Vienna, Amsterdam, Barcellona, Milano. «In buona sostanza, le cinque offerte appaiono paragonabili», nota un esponente comunitario. L'unica differenza riguarda forse la capitale olandese, che offre in un primo tempo una sede provvisoria per l’agenzia europea, mentre le altre città mettono a disposizione fin da subito infrastrutture permanenti.

Candidata alla sede dell'Ema è anche la capitale slovacca Bratislava, considerata favorita da alcuni perché è in un paese dell'Est Europa, e potrebbe quindi essere premiata dal desiderio di aiutare i paesi dell'allargamento. La capitale slovacca ha una offerta di collegamenti aerei assai minore delle concorrenti dell'Ovest. Anche l'offerta scolastica è meno generosa. Ma la Slovacchia ricorda nel suo atto di candidatura che la città è vicina a Vienna, e che quest'ultima è una grande capitale europea.

In buona sostanza, il rapporto della Commissione europea offre una analisi neutra: lascia aperte tutte le soluzioni. A Milano – come alle altre città favorite – si notano meriti: dalla continuità dell'attività al servizio personalizzato al momento del trasloco. La scelta sulle prossime sedi di Ema (19 le città candidate) ed Eba (8) è prevista a fine novembre ed avverrà a maggioranza, non all'unanimità dei paesi membri in una riunione ministeriale.

Nel corso della procedura di voto ogni paese avrà diritto a sei voti. Nella prima tornata di votazione, ogni governo darà tre voti alla sua prima scelta, due voti alla seconda, e un voto alla terza. Per essere selezionata, la sede dovrà ottenere tre voti da almeno 14 Paesi su 27. In caso contrario, le tre sedi più votate avranno accesso a una seconda tornata. In questo secondo caso, i paesi avranno un voto ciascuno. Vince chi riceve almeno 14 voti su 27. In fin dei conti, la scelta rischia di essere più politica che tecnica.

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