le manovre dopo la missione ad amsterdam

Ema, il voto dell’Europarlamento sulla nuova sede potrebbe slittare

di Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi

(EPA)

3' di lettura

Non è più sicuro che il 14 marzo la Commissione europea, riunita in plenaria, voti sulla modifica di regolamento che assegna ad Amsterdam la nuova sede dell'Agenzia europea del farmaco.

Oggi il relatore della commissione Ambiente (Envi), Giovanni La Via, ha incontrato i relatori-ombra degli altri gruppi parlamentari europei per analizzare i risultati della missione ad Amsterdam giovedì 22 febbraio.
Il gruppo si è dato tempo fino a martedì prossimo, 6 marzo, guarda caso dopo le elezioni politiche in Italia, quando sarà più facile ragionare senza le attuali interferenze o disattenzioni da campagna elettorale.

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Oggi il gruppo si è confrontato essenzialmente sugli aspetti istituzionali, soffermandosi ancora una volta sul conflitto tra Parlamento e Consiglio sul ruolo partitario di co-legislazione che finora è stato disatteso. All'incontro era presente anche l'ufficio legislativo e legale del Parlamento oltre ad un rappresentante dell'Ema che però è rimasto in silenzio. Diversi gruppi politici (Verdi e Liberali tra gli indiziati) avrebbero rilevato l'anomalo comportamento degli olandesi e avrebbero evidenziato l'insoddisfazione per il ruolo svolto dalla Commissione europea.

Da domani a martedì prossimo tutti i gruppi faranno i “compiti a casa” e si rivedranno portando ciascuno la posizione definitiva.

Se in Commissione Envi ci fosse una chiara e precisa maggioranza, e tutti i gruppi concordi, la stessa Commissione potrebbe avviare il trilogo (procedura co-decisionale tra Consiglio, Parlamento e Commissione) senza passare in commissione plenaria, attualmente prevista il 14 marzo.

Ieri la relatrice della Commissione Affari costituzionali, Mercedes Bresso (S&D) ha puntato il dito contro l'eurogruppo del Ppe, affermando che ha votato contro l'emendamento orale predisposto con il collega tedesco, capogruppo del Ppe, Ermal Brok.

Chi ha parlato con Brok oggi avrebbe avuto una spiegazione diversa. Il gruppo Ppe ha votato a favore dell'emendamento che riguardava strettamente la competenza della Commissione Affari costituzionali (il ruolo di co-legislatore del Parlamento europeo) ma non avrebbe mai concordato di votare a favore di un emendamento che interveniva sulla localizzazione dell'Ema. Questo non rientrerebbe nei compiti della Commissione affari costituzionali.

Domani (28 febbraio) si riunirà intanto a Lisbona il board straordinario dell'Ema per fare il bilancio della missione ad Amsterdam, dove pure erano presenti con il direttore Guido Rasi.

Anche sul trasferimento a Parigi dell'Autorità bancaria europea fioccano le critiche. Oggi alcuni parlamentari europei hanno definito la mancanza di coinvolgimento del Parlamento europeo nel processo «non trasparente». L'Eba passerà a Parigi dopo la Brexit, dopo il voto dei 27 Paesi membri nella sua nuova posizione.

«Sono molto dispiaciuto per come è stata presa la decisione con il Consiglio e la Commissione. Quando si tratta dell'Eba, abbiamo lo stesso diritto di determinare la sede come il Consiglio», ha affermato Burkhard Balz, membro tedesco del Partito popolare europeo.

«Abbiamo ragione a protestare. Se può essere fatto qui, lo si può fare anche in altri casi », ha detto Pervenche Berès, membro francese dei socialisti e dei democratici.

I deputati non contesterebbero la nuova sede dell'Eba ma piuttosto la necessità di una futura convergenza co-legislativa tra Parlamento e Consiglio. «Questa è una delle pagine peggiori in cui l'Europa abbia affrontato un problema serio», ha dichiarato Roberto Gualtieri, membro italiano di S&D.

«Sono d'accordo sul processo assolutamente non trasparente in cui si è verificata questa decisione», ha aggiunto Brian Hayes, un membro Epp irlandese.

r.galullo@ilsole24ore.com

a.mincuzzi@ilsole24ore.com

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