Indagati i genitori dell’ex premier

Email, fatture false e soldi incassati illecitamente: le accuse dei pm di Firenze alla famiglia Renzi

di Ivan Cimmarusti

Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo

3' di lettura

Una «fattura da pagare con estrema urgenza» in favore della “Eventi 6” e “Party”: complessivi 160mila euro, più Iva per 39mila 200, finiscono illecitamente agli amministratori delle società, Tiziano Renzi e Laura Bovoli, padre e madre dell’ex premier ed ex segretario del Pd Matteo. Attraverso un presunto giro di fatture false, i Renzi avrebbero agevolato un «sistema» ideato dall’imprenditore Luigi Dagostino, ex dominus della società Tramor, per frodare il fisco. È la tesi dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Firenze, che ha notificato ai tre indagati l’avviso di chiusura delle indagini preliminari.

Le due fatture false emesse dalle società dei Renzi
Stando alle indagini del procuratore aggiunto Luca Turco e del sostituto Christine Von Borries, i Renzi avrebbero emesso due fatture false attraverso le società “Party” ed “Eventi 6”, entrambe riconducibili ai genitori dell’ex premier. La prima fattura «falsa» risale al 16 giugno 2015: viene emessa dalla «Party srl in Rignano sull’Arno, di cui era legale rappresentate Laura Bovoli e amministratore di fatto Tiziano Renzi». Ammonta a «euro 20mila più Iva per euro 4mila 400» ed ha a «oggetto “studio di fattibilità commerciale per collocazione area destinata al food nel vostro insediamento nei pressi di The Mall a Reggello”». Lo studio di fattibilità che, in realtà, non sarebbe mai stato effettuato. La seconda fattura, invece, è del 30 giugno 2015. Viene emessa attraverso la “Eventi6” e ha un valore di 140mila euro più 30mila 800 di Iva. Anche in questo caso l’oggetto è un presunto studio di fattibilità che, secondo i pm, non sarebbe mai stato effettuato.

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Le email dei Renzi con Luigi Dagostino
Stando ai documenti investigativi, Dagostino e Bovoli avrebbero studiato a tavolino il giro di fatture false. Negli atti si legge che Dagostino «si accordava» con Laura Bovoli e Tiziano Renzi «affinché emettessero la falsa fattura». Il particolare non è di poco conto, perché in due successive email, del 29 giugno e del 30 giugno, giunge la stessa identica fattura ma con l’oggetto parzialmente diverso. Per i pm sarebbe una delle prove per dimostrare che le fatture erano false e che a monte c’era stato un accordo illecito con Luigi Dagostino. A ciò si aggiunga il reato di truffa compiuto dallo stesso imprenditore. Il 6 luglio 2015 invia una email a Carmine Rotondaro, procuratore speciale del Gruppo Kering del quale la Tramor faceva parte, al quale scrive: «Buongiorno caro, ti pregherei di mettere in pagamento urgentemente per motivi che ti ho spiegato. Un abbraccio». Così il denaro delle fatture false viene liquidato, «procurando così a Laura Bovoli amministratore di diritto e Tiziano Renzi amministratore di fatto (...) un ingiusto profitto pari all’importo della fattura».

Il procedimento in corso di istruzione alla Procura di Roma
Non si tratta dell’unica grana per il padre dell’ex premier. Tiziano Renzi è indagato anche a Roma con l’accusa di traffico di influenze illecite in favore di Alfredo Romeo, l’imprenditore partenopeo sotto accusa per l’appalto Fm4 di Consip da 2,7 miliardi di euro. La posizione di Tiziano Renzi è al vaglio del procuratore capo Giuseppe Pignatone, dell’aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi, che stanno definendo il procedimento in cui risulta indagato anche il braccio destro di Matteo Renzi, il ministro Luca Lotti, per rivelazione del segreto d’ufficio.

L’avvocato dei Renzi: subito i processi
«Si è verificato quello che auspicavamo: subito i processi». Lo ha detto il difensore di Tiziano Renzi e Laura Bovoli, l’avvocato Federico Bagattini, commentando la notifica della chiusura indagini.

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