La cerimonia al Quirinale

L’Eni premia la ricerca scientifica e l’innovazione: ecco i vincitori degli Eni Award

La cerimonia al Quirinale alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella e dei vertici del gruppo, l’ad Claudio Descalzi e la presidente di Eni Lucia Calvosa

di Celestina Dominelli

Transizione energetica, la strategia di Eni

4' di lettura

Un premio alla ricerca nei campi dell’ambiente e dell’energia e, da quest’anno, attraverso la sua scuola per l’impresa Joule, anche un riconocimento a team, spin off universitari, start up per favorire l’applicazione, la valorizzazione e il trasferimento delle tecnologie nell’ottica dell’innovazione sostenibile. Eni celebra la ricerca scientifica e l’innovazione con la tredicesima edizione degli Eni Award, punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca scientifica e l’innovazione, con la consueta cerimonia al Quirinale alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella e dei vertici del gruppo, la presidente Lucia Calvosa e l’ad Claudio Descalzi. La valutazione dei premi è affidata a una commissione scientifica che include scienziati provenienti da tutto il pianeta e che, negli anni, ha visto la partecipazione di 6 premi Nobel (tra cui figurano attualmente Jean-Marie Lehn, premio Nobel per la Chimica nel 1987, e Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica nel 2021).

Descalzi: in 5 anni investiti 5 miliardi nella ricerca scientifica

Intervenendo alla cerimonia, l’ad di Eni Descalzi ha tracciato un bilancio dell’impegno del gruppo su questo fronte. «Negli ultimi 5 anni abbiamo investito 5 miliardi di euro nella ricerca scientifica». ha spiegato il top manager per poi sottolineare che la ricerca scientifica deve avere un occhio alle nuove tecnologie ma arrivare anche a fare in modo che si arrivi a una transizione giusta. Oggi premiamo i ricercatori che stanno dando qualcosa agli altri, pensando al futuro dell’umanità».

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Calvosa: il premio testimonia storica attenzione a tali ambiti

L’Eni Award, ha evidenziato la presidente Calvosa, «testimonia la storica attenzione della società in questi ambiti. Nato nel 1987 con Eni-Italgas, il premio si è evoluto nel tempo fino ad arrivare alla versione odierna, che attribuisce riconoscimento sia alle tecnologie e ai risultati della ricerca più promettenti nel campo energetico, sia ai giovani che si distinguono in questo settore». L’esperienza di Eni Award, aggiunge, «ha consentito di costruire nel corso degli anni un importante network di scienziati nel campo dell’energia e dell’ambiente, che rappresenta un patrimonio significativo per l’azienda e per il Paese».

Transizione Energetica

Ecco tutti i riconoscimenti. Il premio Transizione Energetica, che valorizza le migliori innovazioni nel settore degli idrocarburi per la decarbonizzazione del sistema energetico, è stato assegnato a David T. Allen dell’Università del Texas che ha affrontato il problema delle emissioni fuggitive di metano nelle fasi di produzione e trasporto del gas naturale, con l’obiettivo di localizzare i punti emissivi e stimarne l’ammontare.

Frontiere dell’Energia

Il premio Frontiere dell’Energia, per ricerche sulle fonti rinnovabili e sullo stoccaggio dell’energia, è stato invece assegnato a Chintamani Nages Ramachandra Rao, dell’ International Centre for Materials Science, Bangalore, per i suoi studi sugli ossidi metallici,nonché sui sistemi bidimensionali, tra cui il grafene, i materiali ibridi carbonio-boro-azoto e solfuro di molibdeno per applicazioni in campo energetico e nella produzione dell’idrogeno verde

Soluzioni ambientali avanzate

Il premio Soluzioni Ambientali Avanzate, dedicato a ricerche sulla tutela di aria, acqua e terra e sulla bonifica di siti industriali, è andato invece a Jürgen Caro e Jörg Kärger, delle Università di Hannover e Lipsia rispettivamente, per i loro studi che hanno portato allo sviluppo di tecniche di microimaging per l’osservazione in situ di flussi diffusivi di molecole in materiali nano-porosi.

Giovani Talenti dall’Africa e Giovane Ricercatore dell’anno

La sezione Giovani Talenti dall’Africa, istituita nel 2017 in occasione del decennale di Eni Award e dedicata ai giovani talenti del Continente, conferisce in questa edizione tre premi, assegnati ad Alaa Abbas e Mohamed Ahmed Ismail Tarek, della American University in Cairo, Egitto, a Djalila Ben Bouchta, della Cairo University. Per il premio Giovane Ricercatore dell’Anno, che premia due ricercatori under 30 che hanno conseguito il dottorato di ricerca in università italiane, i riconoscimenti sono stati assegnati a Matteo Morciano e Francesca De Falco. Il primo, studente del Politecnico di Torino, ha sviluppato tecnologie innovative per la produzione passiva di acqua potabile utilizzando l’energia solare. In particolare, ha messo a punto un sistema economico ed ecologico per dissalare l’acqua, una possibile soluzione alla crisi idrica. De Falco, proveniente dall’Università degli Studi di Napoli – Federico II, ha condotto uno studio su una problematica ambientale di notevole rilevanza quale l’inquinamento da microplastiche, e, in particolare, sull’impatto delle fibre sintetiche utilizzate nei tessuti, individuando i principali meccanismi di rilascio di questi microinquinanti emergenti.

La sezione Riconoscimento all’innovazione

Per la sezione Riconoscimento all’Innovazione Eni, che elegge i progetti più rivoluzionari sviluppati da ricercatori ed esperti tecnici Eni, sono stati infine premiati Roberto Millini, Michela Bellettato e Giuseppe Bellussi per aver brevettato un processo di mineralizzazione della CO2 con fasi minerali naturali e l’impiego dei prodotti ottenuti nella formulazione dei cementi; Giovanna Carpani, Ilaria Pietrini per la soluzione tecnologica E-Limina (Trademark), che collega l’indagine isotopica e microbiologica per l’analisi della biodegradazione per via naturale di siti contaminati (attenuazione naturale); Filomena Castaldo, Orazio Lo Chiano, Alessandro Riva per la soluzione tecnologica della bio-fissazione della CO2 ultra-intensificata, che si basa sulla bio-fissazione della CO2 da parte di microalghe, in foto-bioreattori illuminati con una luce artificiale adatta alla loro fotosintesi.

La menzione speciale

Infine la menzione speciale “Eni Joule Entrepreneurship è stata assegnata a tre team: Bi-rex, startup early stage (TRL 4) che ha sviluppato un processo green per la produzione di biopolimeri (cellulosa tree-free e chitina). Importante esempio di imprenditoria al femminile, è stata fondata da due ricercatrici del Politecnico di Milano ed è in fase di industrializzazione del processo grazie al sostegno di un business angel; ResourSEAs, startup con un livello di maturità intermedio (TRL 6), si occupa di servizi per la valorizzazione circolare di soluzioni saline, con recupero di minerali e produzione di energia. Nata come spin off dell’Università degli Studi di Palermo (UniPa), con un brevetto già depositato è entrata nel percorso di accelerazione Joule e sta effettuando delle sperimentazioni con il supporto di Eni R&D. Il team è composto da professori e ricercatori altamente specializzati in discipline Stem (chimica, fisica, ingegneria); RESET (Renewable Energy Solutions Environmental Technology), con un livello di maturità molto alto (TRL 9) è ormai una PMI con sede a Rieti e si occupa di produzione combinata di energia elettrica e termica attraverso gassificazione delle biomasse. Nata nel 2015 da quattro founder, conta oggi circa 70 dipendenti.

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