AVANGUARDIA DELLA CRESCITA

Eme-Italdesign, un’alleanza tra l’utile e il bello

Alla quarta tappa del Roadshow Audi-Confindustria a Pesaro, la presentazione dell’accordo tra la Pmi marchigiana attiva nel segmento dei dispositivi biomedici e la multinazionale tascabile piemontese. L’obiettivo è la crescita all’estero

di Michele Romano


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2' di lettura


La nuova sfida di Eme, produttrice di medical device per la terapia fisica, la riabilitazione e la medicina estetica, si chiama Italdesign Giugiaro, azienda leader al mondo per la fornitura di servizi per lo sviluppo dell’industria automobilistica. «La loro Zerouno è una delle vetture più belle ed iconiche che esistano – spiega Alessandro Pieraccini, ceo dell’azienda pesarese – e insieme al gruppo torinese vogliamo produrre il più bel dispositivo medico per terapia fisica al mondo, che abbia anche prestazioni ai vertici della categoria e resti accessibile al maggior numero di professionisti possibile». L’accordo guarda al prossimo triennio e si completa con l’inserimento di un product manager tedesco, «consulente con una competenza ventennale nel settore e un passato da fisioterapista».

L’ampliamento della gamma
L’obiettivo è evidente: rendere solida un’azienda di nicchia e altamente tecnologica (chiuderà il 2019 con +5,5% di fatturato a 5,5 milioni) attraverso una gamma di prodotti ampia, «continuando a essere 100% made in Italy», attenta al design, «ampliando la visione a tutto il mondo» (oggi l’export vale il 50% del fatturato, con Spagna, Indonesia e Regno Unito che rappresentano i primi tre mercati di sbocco, ndr.), metodiche di lavoro scientificamente dimostrate, innovazione funzionale e attenzione ai servizi al cliente. «Vent’anni fa il nostro mercato era quello domestico – racconta Pieraccini -, dal 2000 il nostro mercato domestico è diventato l’Europa. La nostra prossima sfida è stimolante perché ci obbliga a confrontarci continuamente con competitor molto strutturati e che ci spronano a fare sempre meglio”.

Il piano degli investimenti
A maggio 2020 entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo che disciplinerà i dispositivi medici e cambierà profondamente il mercato, incrementando di molto i requisiti minimi per accedervi e per competere. Il piano di investimenti di Eme ha «un respiro più ampio e si sviluppa in cinque anni»: nei primi due anni, già alle spalle, è stata preparata l’azienda e la sua organizzazione, nei prossimi tre “saranno sviluppati nuovi prodotti e servizi ad essi collegati, come ad esempio il collegamento in cloud per assistenza da remoto».

Un team di ingegneri
Se Italdesign Giugiaro rappresenterà a pieno la bellezza del design dei prodotti, il cuore tecnologico di Eme è interno al sito produttivo di Pesaro, dove tra i 41 addetti lavorano 5 ingegneri, 4 dei quali under 35: a guidarli è Alessandro Del Baldo, con un’esperienza in Ferrari dove si occupava di progettazione e testing dell’elettronica del veicolo. «Stiamo investendo con convinzione sui giovani talenti italiani – dice orgoglioso il ceo -: l’età media è sotto i 40 anni e nell’area commerciale si parlano 8 lingue, tra le quali cinese, giapponese e arabo».

La nuova linea
«A Dusseldorf abbiamo presentato la nuova linea Motus Vitae e un prototipo di macchina che renderà più efficaci le attività di riabilitazione, il recupero funzionale e il contrasto della decadenza psicofisica legata all’avanzare dell’età – conclude Pieraccini -. Accanto agli aspetti tecnologici, vogliamo far sì che i nostri dispositivi siano facilmente fruibili e accessibili da tutti coloro che operano nel comparto della silver age».

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