Sulle rive del lago Vittoria

Emergency apre in Africa un ospedale pediatrico firmato da Renzo Piano

Si chiamano Ramadhan, Topista, Justine, Katongole, Matovu e Jordan i primi pazienti, tra i 3 e gli 11 anni, ricoverati nel nuovo centro

Emergency: ecco l’ospedale pediatrico in Uganda firmato da Renzo Piano

3' di lettura

Si chiamano Ramadhan, Topista, Justine, Katongole, Matovu e Jordan i primi pazienti, tra i 3 e gli 11 anni, ricoverati nel nuovo centro pediatrico firmato da Renzo Piano in Uganda. Sarà punto di riferimento di tutta l’Africa per curare i più piccoli. Un centro che nasce dall’incontro tra Gino Strada, chirurgo e fondatore di Emergency e Renzo Piano, archistar celebre in tutto il mondo. I due hanno condiviso un sogno: quello di costruire un «ospedale scandalosamente bello» nel cuore dell'Africa che potesse unire la chirurgia pediatrica con il più alto livello di architettura per divenire un centro di riferimento per i bambini di tutto il continente africano. Triplica, infatti, la disponibilità di posti letto chirurgici per i bambini in Uganda. Un sogno che è diventato realtà sulle rive del Lago Vittoria, anche grazie al sostegno del ministero della Salute ugandese.

Curerà bambini e ragazzi africani sotto i 18 anni

L’ospedale curerà gratuitamente bambini e ragazzi sotto i 18 anni affetti da malformazioni congenite, problemi urologici e ginecologici, anomalie del tratto gastro-intestinale, patologie del sistema biliare, cheiloschisi. «Il modo migliore per aiutare l'Africa - ha sottolineato Gino Strada - è fare lì quelle stesse cose che vorremmo avere anche qui da noi, in Italia. Siamo andati in Uganda con tutte le competenze, gli equipaggiamenti, le tecnologie necessarie a fare una chirurgia di alto livello e con una struttura straordinaria». In Uganda, la mortalità infantile sotto i cinque anni è altissima, 49 morti su 1.000 nati. E il 30% di questi decessi è causato dalla mancanza di cure chirurgiche adeguate.

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Piano: «Gino mi ha chiesto di disegnare un ospedale “scandalosamente bello”»

L'intero progetto è stato realizzato pro bono dallo studio Renzo Piano Building Workshop, in collaborazione con Tamassociati e la Building division di Emergency. «Mi piace pensare all'Africa come un laboratorio per il futuro e non solo come uno scenario di sofferenza e di guerre dimenticate. Gino mi ha sempre chiesto di disegnare un ospedale “scandalosamente bello”», ha detto Renzo Piano. «Parla dello scandalo della bellezza perché per certe persone è uno scandalo offrire bellezza ed eccellenza a tutti, in particolare ai più svantaggiati ed emarginati. D'altronde è risaputo che in tutte le lingue africane, lo swahili per primo, l'idea di bello è sempre accompagnata all'idea di buono: non c'è bellezza senza bontà». I muri dell'ospedale sono stati edificati in pisè, una tecnica di costruzione tradizionale che utilizza la terra cruda, garantendo un'inerzia termica che mantiene costanti la temperatura e l'umidità nell'edificio. Un'attenzione particolare è stata destinata alla sostenibilità ambientale, con una dotazione di circa 2.500 pannelli solari fotovoltaici in copertura di una parte del fabbisogno energetico del Centro.

Ruth Aceng Ocero: «É un punto di svolta per i bambini dell’Uganda»

«L'apertura dell'ospedale rappresenta un punto di svolta per i bambini dell'Uganda e della regione dell'Est Africa, grazie alla sua offerta di prestazioni di chirurgia pediatrica di alta qualità, senza alcun costo per i pazient – ha detto Ruth Aceng Ocero, ministra della Sanità dell'Uganda - . Questa iniziativa è parte dello sforzo del governo di rafforzare il sistema sanitario nazionale, riducendo i trasferimenti medici all'estero e potenziando i servizi sanitari per i nostri bambini. Il Centro permetterà inoltre all'Uganda di diventare meta di turismo sanitario per quanto concerne le prestazioni pediatriche e una istituzione centrale nella formazione del personale sanitario locale». Il ministero della Sanità ugandese ha partecipato da subito allo sviluppo del progetto, collaborando alla sua definizione, mettendo a disposizione il terreno su cui è stato costruito e finanziando, come previsto per tutti i progetti realizzati dalla rete Anme, il 20% dei lavori e dei costi di gestione.

Formerà anche medici e infermieri

La struttura si estende su 9.700 metri quadri e dispone di 3 sale operatorie, 72 posti letto, di cui sei di terapia intensiva e sedici di terapia sub-intensiva, una sala di osservazione e stabilizzazione, 6 ambulatori, una radiologia, un laboratorio con banca del sangue, una Tac, farmacia, amministrazione, servizi ausiliari, foresteria per i pazienti stranieri, area di accoglienza ed educazione sanitaria e una area gioco esterna. Tra gli obiettivi del Centro, la formazione di medici e infermieri che possano contribuire a migliorare la chirurgia pediatrica in Uganda. A regime, lo staff sarà composto da 385 addetti, di cui 179 di personale sanitario. Chirurghi, pediatri, anestesisti, fisioterapisti, infermieri, farmacisti e tecnici sono per l'80% circa professionisti locali e per il 20% professionisti di provenienza internazionale. Lo staff non medico è costituito da internazionali per il 5% e da nazionali per il 95 per cento.

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