vertice al viminale con minniti

Emergenza abitativa, Raggi chiede di mettere a disposizione le caserme

di Redazione Online

4' di lettura

È durato oltre due ore stamattina al Viminale l’incontro tra la sindaca di Roma Virginia Raggi e il ministro dell’Interno Marco Minniti sull’emergenza abitativa in città. I due, in una nota congiunta, hanno parlato di «clima pienamente costruttivo», convenendo «sull'importanza di una collaborazione interistituzionale, come quella già in corso con la Regione, per affrontare il tema dell’emergenza abitativa, delle politiche migratorie e dell'accoglienza, stabilendo delle priorità nel rispetto dei principi di legalità e di umanità». Temi diventati sempre più d’attualità dopo lo sgombero del palazzo di via Curtatone, occupato da oltre 400 rifugiati eritrei (il palazzo era stato inserito dall’ex commissario straordinario Tronca in una top list di edifici occupati da liberare). A poche centinaia di metri dal Viminale, in piazza dell'Esquilino, è in corso un sit-in dei movimenti per il diritto alla casa.

Raggi: chiesto mettere a disposizione caserme
«Ho presentato tra le altre due proposte: la messa a disposizione delle caserme, quelle che hanno peraltro gli alloggi di servizio e che quindi potrebbero essere riadattate per abbassare le liste di attesa. Ricordiamo che a Roma ci sono oltre 10mila persone che attendono una casa da oltre 10 anni. Un'altra proposta a mio avviso interessante è quella di riattivare il mercato immobiliare» ha detto al termine del vertice la sindaca Virginia Raggi, che ha aggiunto: «A Roma abbiamo oltre 200mila case tra sfitte e invendute, questo consentirebbe da un lato di abbattere le liste di attesa e dall'altro di riattivare un settore economico in grave crisi da parecchi anni». Il ministro Minniti, informa invece la nota congiunta, «ha illustrato le linee guida in via di definizione da parte del ministero, fondate su due pilastri, uno nazionale e uno territoriale a partire dalle Città Metropolitane per affrontare il problema degli sgomberi e il tema delle fragilità sociali».

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La richiesta di assegnare alle amministrazioni locali caserme e forti con «relative risorse per riqualificarli, renderli disponibili» e «darli alle famiglie» in difficoltà era stata anticipata dalla Raggi in un recente post su Facebook nel quale la sindaca aveva chiesto anche al governo di adottare misure per disincentivare il fenomeno degli immobili sfitti o invenduti. Sul tema delle politiche migratorie, Raggi aveva già lamentato l’assenza di «un piano nazionale di inclusione dei migranti successivamente all’uscita dal circuito Sprar che, di fatto, sono abbandonati a carico dei Comuni». La linea del Viminale è stata già decisa:niente più sgomberi in mancanza di sedi alternative dove alloggiare chi ne ha diritto. E dunque evitando, come è successo a via Curtatone, di agire «al buio», con la conseguenza che gli sfollati finiscono per strada.

Nulla di fatto dopo il vertice in prefettura
Due giorni fa si è concluso con un nulla di fatto il vertice in prefettura tra tutte le istituzioni sull'emergenza abitativa a Roma. All’incontro, al quale ha preso parte una delegazione dei movimenti di lotta per la casa, hanno partecipato anche l'assessore regionale alle politiche abitative Fabio Refrigeri e la sindaca Virginia Raggi, che ha ribadito con nettezza la posizione del Comune: «Dobbiamo dare priorità a chi sta aspettando in graduatoria una casa da decenni e alle persone fragili, ossia agli anziani, i disabili e le mamme con bambini». In questo modo le persone sgomberate di recente dagli immobili occupati della Capitale, «rimangono tutti per strada», hanno tuonato dai movimenti annunciando che i presidi in corso in via dei Fori Imperiali, dove si sono accampati alcuni dei migranti sgomberati dal palazzo di via Curtatone, e davanti alla chiesa dei Santissimi Apostoli, proseguono.

Le contestazioni
Un gruppo di donne dei movimenti di lotta per la casa, al termine del vertice a Palazzo Valentini, ha aspettato la sindaca di rientro in Campidoglio con cori di protesta: «Siamo tutti fragili, non abbiamo niente, i poveri sono tutti fragili. Vergogna». «Nessuna corsia preferenziale per chi occupa abusivamente - ha rincarato Raggi -. L'aiuto ai più fragili è stato ripetutamente proposto e continuerà ad essere avanzato a tutte le persone che ne hanno diritto. Per quanto riguarda l'emergenza abitativa proseguiremo nel solco della legalità». I rappresentanti regionali hanno ribadito l’opportunità offerta alla Capitale dalla delibera regionale che, stipulata la convenzione tra i due enti, potrà mette subito a disposizione del Campidoglio 40 milioni di euro, per avviare un programma di contrasto all’emergenza abitativa.

La perquisizione a via Curtatone
Proseguono nel frattempo gli accertamenti della Digos all'interno dell'edificio di via Curtatone. Gli investigatori sono alla ricerca di elementi utili per fare luce sul presunto racket dei posti letto ed anche dell'utilizzo di timbri con sigilli dello Stato italiano. Sono stati sequestrati computer e documenti, tra cui ricevute di pernottamento. Sul posto anche la polizia scientifica per documentare lo stato dei luoghi. L'attività della Digos dovrebbe terminare oggi. Quindi ci sarà una relazione al procuratore aggiunto Francesco Caporale, che sulla vicenda di via Curtatone procede per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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