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Emergenza Covid, consumi di cibo biologico a quota 3,3 miliardi: è record

La crescita dei consumi domestici di alimenti biologici è stata del 4,4% a giugno 2020. Si conferma la spinta che la grande distribuzione organizzata (GDO) sta imprimendo al mercato biologico, con un incremento delle vendite nei supermercati dell'11% durante il lockdown. Il rapporto “Bio in cifre 2020” è stato presentato dall'Ismea a un incontro organizzato dalla Coldiretti

di Andrea Gagliardi

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La crescita dei consumi domestici di alimenti biologici è stata del 4,4% a giugno 2020. Si conferma la spinta che la grande distribuzione organizzata (GDO) sta imprimendo al mercato biologico, con un incremento delle vendite nei supermercati dell'11% durante il lockdown. Il rapporto “Bio in cifre 2020” è stato presentato dall'Ismea a un incontro organizzato dalla Coldiretti


3' di lettura

È record per i consumi domestici di alimenti biologici, che raggiungono la cifra record di 3,3 miliardi di euro per effetto di una crescita del 4,4% a giugno 2020, sotto la spinta della svolta green degli italiani favorita dall'emergenza Covid. È quanto emerge dal rapporto “Bio in cifre 2020” presentato dall'Ismea all'incontro organizzato dalla Coldiretti in occasione dell’ufficializzazione del rapporto annuale del SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull'agricoltura biologica) che registra i principali numeri del settore in Italia.

Durante il lockdown +11% di vendite nei supermercati

La situazione emergenziale – sottolinea la Coldiretti - ha consolidato una tendenza alla crescita del settore che va avanti da oltre un decennio. Si conferma la spinta che la grande distribuzione organizzata (GDO) sta imprimendo al mercato biologico mostrando, durante il lockdown, un incremento delle vendite nei supermercati dell'11%. Gli italiani tendono a premiare il biologico nel fresco con aumenti del 7,2% per gli ortaggi e in alcune categorie specifiche come le uova che crescono del 9,7% nelle vendite secondo l'Ismea.

Italia leader in Ue per numero aziende, crescono operatori e coltivazioni

Sul piano produttivo l'Italia è nel 2019 il primo Paese europeo per numero di aziende agricole impegnate nel biologico dove sono saliti a ben a 80643 gli operatori coinvolti (+2%) mentre anche le superfici coltivate a biologico sono arrivate a sfiorare i 2 milioni di ettari (+2%). Da sottolineare peraltro l'aumento delle importazioni di prodotti biologici da Paesi extracomunitari con un incremento complessivo del 13,1% delle quantità totali nel 2019 rispetto all'anno precedente, con cereali, colture industriali e frutta fresca e secca in primo piano, con un'incidenza rispettivamente di 30,2%, 19,5% e 17%. I tassi di crescita delle importazioni bio più rilevanti si sono registrati nei settore delle colture industriali (+35,2%), dei cereali (16,9%) e per la categoria che raggruppa caffè, cacao, zuccheri, tè e spezie (+22,8%).

Bellanova: crescita bio in Ue senza abbassare le regole

«Se abbassiamo l'asticella delle regole, se riduciamo il rigore del controllo sul biologico facciamo un favore ai competitor delle nostre aziende e danneggiamo tutto il sistema agroalimentare italiano» ha detto la ministra delle Politiche agricole, alimentari e forestali, intervenuta alla presentazione del volume 'Bio in cifre 2020', riferendosi agli obiettivi posti dalla Commissione di raggiungere in Europa il 25% di superfici a bio entro il 2030. «Siamo ben disposti a lavorare verso una crescita del bio - ha chiarito Bellanova - ma bisogna tener conto delle peculiarità di ciascuno Stato membro e della crescita possibile in ogni realtà. Soprattutto non vogliamo che una crescita indistinta avvenga a discapito delle regole sulla qualità delle produzioni che noi vogliamo siano sempre più rigorose e attente». Secondo la ministra «il biologico italiano è una delle punte di diamante in un'ottica di tutela dell'ambiente e della biodiversità, un patrimonio di qualità che non vogliamo disperdere»

Prandini (Coldiretti): rafforzare controlli su prodotti biologici importati

«L'Italia è uno dei maggiori importatori di alimenti biologici da Paesi extracomunitari da dove nel 2019 ne sono arrivati ben 210 milioni di chili di cui quasi 1/3 dall' Asia» ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel precisare che «occorre dare al più presto seguito alla raccomandazione della Corte dei Conti europea che invita a rafforzare i controlli sui prodotti biologici importati che non rispettano gli stessi standard di sicurezza di quelli Europei».

Borriello (Ismea): promuovere ricorso a materia prima italiana certificata

«L’agricoltura biologica rappresenta un tassello sempre più importante dell'agroalimentare italiano di qualità» ha affermato il Direttore Generale dell'Ismea Raffaele Borriello. Promuovere il ricorso a materia prima italiana certificata riducendo i volumi delle importazioni – ha precisato - potrà inoltre fornire un ulteriore stimolo di crescita al comparto e concorrere al raggiungimento del target del 25% di superficie investita a coltivazioni biologiche, indicato nella strategia Farm to Fork, uno dei pilastri del New Green Deal. Un'occasione – ha concluso Boriello - da non perdere, visto anche il boom di domanda di prodotto 100% italiano a cui abbiamo assistito negli ultimi anni».


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