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Emergenza Covid, le donazioni in Lombardia a quota 184 milioni

Alla Regione sono arrivati 53 milioni, di cui 25 milioni con l’indicazione di utilizzo per l’ospedale in Fiera (ma verranno destinati ad altro)

di Sara Monaci

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(IMAGOECONOMICA)

Alla Regione sono arrivati 53 milioni, di cui 25 milioni con l’indicazione di utilizzo per l’ospedale in Fiera (ma verranno destinati ad altro)


2' di lettura

Cittadini, imprenditori, associazioni e società pubbliche durante i mesi dell’emergenza Covid hanno donato a Regione Lombardia e strutture ospedaliere circa 184 milioni, a cui si aggiungono i 21 milioni incassati dalla Fondazione Fiera Milano per realizzare il centro dedicato alle terapie intensive, negli ex padiglioni della Fiera.

Una cifra inattesa considerando la crisi economica. A ricevere la cifra più alta è stato l’ospedale Sacco di Milano, in prima linea nei mesi dell’emergenza, con oltre 30 milioni.

La Regione ha aperto un conto presso la tesoreria di Banca Intesa, in cui sono stati versati circa 53 milioni in modo diretto da oltre 33mila cittadini. La parte restante è andata direttamente alle strutture sanitarie, ospedali e Aziende socio sanitarie.

Nelle lettere che accompagnavano le donazioni o nelle delibere di autorizzazione del pagamento indirizzato alla Regione Lombardia si trovava indicata come preferenza l’utilizzo per il nuovo ospedale in Fiera per un totale di 25 milioni di euro. Tuttavia la Lombardia, ritenendo che la Fondazione Fiera abbia già provveduto da sola, attraverso le proprie donazioni, alla costruzione delle 221 postazioni di terapia intensiva, destinerà il denaro ad altro.

Per l’ospedale la Lombardia sta comunque chiedendo al governo 7 milioni aggiuntivi, rispetto ai 21 già utilizzati. L’ospedale della Fiera verrà tenuto aperto ancora per 24 mesi, come stabilito dal piano regionale per l’emergenza Covid (a meno che i lavori non vengano realizzati in tempi più rapidi con una deroga alle leggi sugli appalti, come specificato dalla stessa Regione Lombardia).

Al momento con le donazioni non sono state ancora finanziate «spese direttamente effettuate dalle singole strutture sanitarie», spiega in una nota l’assessorato al Bilancio della Lombardia, in risposta alle domande arrivate dalla consigliera regionale di opposizione Carmela Rozza. Si prevede comunque l’acquisizione di «beni durevoli».

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