Il MANIFESTO DEI LONGENNIALS

Emergenza Covid: si riparte con gli anziani del Terzo Millennio

di Gianfranco Ursino

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(Seventyfour - stock.adobe.com)


3' di lettura

Per i governi l’invecchiamento della popolazione in genere è una sfida da affrontare principalmente su due fronti: in primo luogo comporta un aumento dei costi sanitari per fornire adeguato sostegno alle persone anziane e, in secondo luogo, comporta l’aumento della spesa pensionistica. Due voci di spesa che vanno a incidere sui debiti pubblici che oggi, ancora di più, sono sotto pressione per le iniziative che i vari Stati stanno mettendo in atto per superare l'emergenza Covid-19 e favorire la ripartenza dell'economia.


Per gli operatori finanziari, invece, la crescita degli over 70 è un bel trend da cavalcare. Per le banche sono un bacino di potenziali clienti che detengono una parte rilevante dei risparmi nazionali, per le compagnie di assicurazione rappresentano un'opportunità in più per offrire polizze Long Term Care, per le società di gestione la cosiddetta silver economy è invece un'occasione di investimento da proporre ai sottoscrittori di fondi comuni anche se mancano i prodotti realmente a loro dedicati.

Ma la longevità è una risorsa che va ben oltre l’impatto economico sui bilanci statali e degli operatori finanziari. Solo rimanendo in un ambito prettamente economico va innanzitutto ricordato che le generazioni meno giovani, soprattutto nel contesto emergenziale attuale e nello scenario post-Covid che abbiamo alle porte, dovranno sempre di più intervenire per supportare finanziariamente figli e nipoti. Tuttavia occorre andare oltre e allargare ulteriormente gli orizzonti per avere una visione più ampia delle risorse che la popolazione anziana può mettere a disposizione della società in cui viviamo.
A sollevare il tema ci ha pensato la società di consulenza Active Longevity Institute (ALI) che in occasione della ripartenza della Fase 2, lancia il “Manifesto dei Longennials”, i longevi del Terzo Millennio. Si tratta di un documento, primo e unico del suo genere, che fissa in 10 punti i princìpi e i criteri per dare rappresentanza a una fascia generazionale che merita più attenzione e considerazione. Princìpi che istituzioni e forze sociali dovranno considerare perché non si può prescindere da un patrimonio di competenze e risorse che proprio nell’età matura si consolidano. «La cultura della longevità non viene assolutamente scalfita da questa crisi, che ha toccato e sta toccando tutti – spiega Francesco Priore, amministratore delegato di Active Longevity Institute -. I dati della pandemia, che sembra aver colpito soprattutto la parte più anziana della popolazione, non devono comunque trarre in inganno: i guariti e i pazienti in via di guarigione si trovano in tutte le fasce di età. Il ritorno alle attività coinvolge tutti i cittadini. Riaprono imprese, esercizi commerciali, ristoranti, alberghi. Molti dei titolari e dei collaboratori di queste realtà sono over 60. È anche grazie a loro che il motore dell’economia può riaccendersi. Con consapevolezza abbiamo meditato un Manifesto della Longevità, dedicato all’aspettativa di lunga vita che la nostra società continua a garantire e che difenderemo».
In Italia secondo l’Istat esistono oltre 17 milioni di persone che hanno più di 60 anni e questo numero, è destinato a crescere nel corso dei prossimi anni (secondo alcune stime demografiche potrebbero salire a 23 milioni nel 2040). Oltre 7 milioni sono ultra 75enni. «Questa parte della popolazione, pari a quasi a un terzo – spiega Priore -, detiene la maggior parte delle risorse conoscitive oltre che quelle finanziarie del Paese, ma ha scarsa o nulla visibilità. Eppure la gran parte degli italiani over 60 vive in una casa di proprietà, i mezzi e il tempo di cui dispone consente loro di aiutare economicamente i familiari (30% dei casi), di avere una vita sociale più ricca frequentando più spesso gli amici, di fare sport (il 14,4% tra i 65 e i 74 anni) e di andare in vacanza. Sono tipicamente spenditori netti, in condizione di rivedere i propri investimenti immobiliari e di liquidare le attività finanziarie, così sostenendo la domanda di beni e servizi. I consumi restano infatti più alti della media per casa, salute e alimentari. Risultano in crescita anche le attività di volontariato. I Longennials costituiscono la terza economia del mondo, dopo USA e Cina, già da oggi e per i prossimi 25 anni».
Rispetto a 10 anni fa, gli anziani spendono di più per internet (utilizzato da quasi il 30% dei 64‐74enni), per attività culturali (teatro, cinema e musei) e per la pratica sportiva. E anche le piccole e medie imprese, nota ossatura dell’azienda Italia, si caratterizzano per una importante presenza di esponenti e manager agée. Gli imprenditori over 60 sono il 53%, percentuale che supera l’80% nelle imprese familiari con fatturato superiore a 50 milioni di euro.

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