I nodi

Emergenza rifiuti, corsa contro il tempo per pulire la città entro Natale

di Andrea Marini

 Siglata l’intesa Ama-sindacati per incentivare la produttività

2' di lettura

È corsa contro il tempo per ripulire la città di Roma entro Natale, come promesso il 22 ottobre dal neosindaco Roberto Gualtieri a pochi giorni dalla sua elezione (anche se il 21 novembre questa affermazione ha virato su un più cauto «sono fiducioso che a Natale Roma sarà più pulita di come l’abbiamo trovata»). L’obiettivo è trovare dove collocare 500-600 tonnellate extra al giorno di rifiuti da portare in impianti fuori Roma. Anche perché, data la carenza cronica di impianti di trattamento e smaltimento nel Comune, qualsiasi iniziativa per aumentare la presenza di netturbini e mezzi di raccolta in strada rischia di essere inutile. E più tempo passa, peggio è: i sacchetti buttati da giorni accanto ai cassonetti con la pioggia tendono a sfaldarsi, il che rende la raccolta ancora più difficoltosa.

Il Campidoglio lo sa e per questo si è mosso, anche con il supporto della Regione Lazio, per stringere accordi con altre Regioni dove far confluire parte dei rifiuti di Roma. Mantova Ambiente riceverà 220 tonnellate al giorno, 50 tonnellate andranno a Livorno. Poi, su precise disposizioni del sindaco Gualtieri, 120 tonnellate (che dovrebbero progressivamente salire a 200) andranno nel termovalorizzatore di San Vittore (in provincia di Frosinone, al confine con la Campania) di proprietà di Acea (la multiutility di energia e acqua al 51% del Comune di Roma). «Già con questi numeri ci si potrebbe avvicinare alle 500 tonnellate al giorno extra, necessarie per poter rispettare il piano straordinario di pulizia», spiega il coordinatore Igiene Ambientale della Fit-Cisl del Lazio, Massimiliano Gualandri. Ma ulteriori trattative sono in corso con altre Regioni (sempre anche per tramite della Regione Lazio), come la Campania.

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Anche perché la carenza di impiantistica a Roma rende la situazione precaria, come ha dimostrato a fine ottobre il guasto al Tmb Saf di Frosinone ( Trattamento meccanico biologico) , che tratta 200 tonnellate al giorno di rifiuti della Capitale. Per i rifiuti indifferenziati (il 55% del totale), Ama (la società di igiene urbana al 100% del Comune di Roma) può garantire il trattamento del 15%. Del rimanente 85%, il 40% va nei due impianti Tmb del gruppo Co.la.Ri, a Malagrotta, e il restante 45% va in altri impianti, fuori Roma, all’interno della regione (Latina, Frosinone, Viterbo) o all’esterno (Abruzzo e Toscana).

In parallelo procede anche l’attività per aumentare lo spazzamento e la raccolta. A partire dall’utilizzo di un tritovagliatore mobile (per ridurre volumi e massa dei rifiuti). Verrà ripristinata l’area di trasferenza di Ponte Malnome (Roma Ovest), dove i rifiuti verranno scaricati la mattina e portati via la sera stessa. Ci saranno inoltre 11 viaggi in più al giorno per portare i rifiuti fuori città. Sono state poi dislocate 10 casse ragno (camion con le gru) per raccogliere l’immondizia nelle zone più critiche. Infine sono stati stanziati dal Comune 3 milioni per incentivare i dipendenti Ama a ridurre le assenze (il lavoratore che non fa assenze può arrivare a ricevere un bonus di 360 euro lordi).

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