L’APPELLO DELL’AVIS

Emergenza sangue, #Escosoloperdonare: la buona ragione per lasciare il divano

L’invito sarà al centro della campagna dell’Avis in un momento in cui la paura del Coronavirus ha fatto scendere molto il numero dei donatori

di Patrizia Maciocchi

"Andate a donare", epidemia frena raccolta del sangue

L’invito sarà al centro della campagna dell’Avis in un momento in cui la paura del Coronavirus ha fatto scendere molto il numero dei donatori


3' di lettura

In questi giorni c’è una buona ragione per uscire di casa. Lo ricorda l’Associazione italiana volontari del sangue, che lancia un hashtag da tenere a mente: #Escosoloperdonare. Un invito - che sarà al centro della campagna promossa dall’Avis - che è più che mai importante accogliere in un momento in cui la paura del Coronavirus ha fatto drasticamente scendere il numero dei donatori. Le conseguenze sono pesanti non solo per gli interventi ma soprattutto per chi ha bisogno di trasfusioni a causa di incidenti o di malattie.

Il calo nella raccolta in tutte le Regioni
Un calo che non può essere messo in relazione con lo stop alle donazioni, imposto dallo stesso Governo a chi era stato nelle zone rosse. A lanciare l’allarme è Giampietro Briola, presidente dell’Avis impegnato in prima linea come dirigente medico, responsabile del pronto soccorso dell’ospedale di Manerbio, in provincia di Brescia. «Il nostro sistema sangue è sicuro e le donazioni non devono fermarsi. Chi è in buono stato di salute continui a donare, nel rispetto di quanto disposto dalle istituzioni competenti. La paura del contagio non ci deve condizionare. In questo momento tutte le Regioni stanno segnalando una riduzione nella raccolta - avverte Briola - che viene compensata soprattutto dalla decisione di rinviare gli interventi chirurgici non urgenti. Come Avis - aggiunge Giampietro Briola - stiamo continuamente monitorando la situazione e siamo in stretto contatto con tutte le strutture nazionali e regionali che si occupano del coordinamento del sistema sangue del nostro Paese. Ogni giorno oltre 1.800 pazienti necessitano di trasfusioni di sangue, per questo è importante continuare a dare il proprio contributo programmando, se possibile, le donazioni»

#Escosoloperdonare
L’hashtag coniato dall’Avis serve anche a ricordare che, malgrado le restrizioni imposte ormai in tutta Italia, le uscite per donare sono consentite. Oltre che raccomandate. Il ministero della Salute ha diramato, infatti, una circolare in cui si chiarisce che la donazione di sangue ed emocomponenti può essere inclusa tra le “situazioni di necessità” previste nel Decreto del 9 marzo 2020, dando così via libera agli spostamenti dei donatori verso le unità di raccolta pubbliche e delle associazioni.
Il donatore deve stampare e compilare un’autodichiarazione e allegare, se disponibile, la conferma della prenotazione. È utile portare con sé anche il tesserino associativo. L’Avis nel suo appello sottolinea l’assenza di evidenze scientifiche che dimostrino la trasmissione del coronavirus attraverso le trasfusioni di sangue ed emocomponenti.

La prenotazione delle donazioni
Il Centro Nazionale Sangue - la massima autorità italiana sul sistema sangue del Ministero della salute - sta invitando tutte le unità di raccolta a effettuare la prenotazione delle donazioni, prendendo contatti telefonici con i donatori per conoscere il loro stato di salute e per sapere se hanno mai avuto contatti con persone affette dal virus. La strada preferibile da seguire è quella della programmazione delle donazioni per evitare assembramenti e limitare il contatto con altre persone. È chiaro che, in linea con le misure di prevenzione anti Coronavirus, deve astenersi dal donare il sangue chi ha contratto la malattia anche se poi è guarito o è a rischio per i contatti con persone o per le zone di provenienza.

L’ospedale Bambino Gesù
Un appello a donare sottoscritto anche da Paola Angelucci, vice presidente dell’associazione nazionale volontari dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. «Abbiamo avuto un calo importante delle donazioni di sangue nelle ultime due settimane come effetto Coronavirus - dice Angelucci - voglio sensibilizzare alla donazione chi sta nella zona di Roma e del Lazio che anche in tempi non sospetti soffre di una carenza cronica di sangue. In questo periodo si seguono protocolli precisi che evitano i rischio. Voglio ricordare che il peggior virus è la paura. È anche quella che fa più danni».

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