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Emergenza siccità, l’acqua non è sufficiente per le irrigazioni del riso

Vercellese e Novarese

di Claudio Andrea Klun

Semina. Il 60% dei coltivatori del Vercellese ha optato per la semina a file interrate

2' di lettura

La prolungata siccità degli ultimi mesi rende difficile l’avvio della stagione irrigatoria nelle coltivazioni di riso del Vercellese e Novarese.
Secondo i dati forniti dall’Associazione Irrigazione Ovest Sesia – che gestisce i canali si trovano a occidente del Sesia, con i quali vengono irrigati 80mila ettari di terreni, 65mila dei quali coltivati a riso – attualmente la disponibilità di acqua, che viene derivata dai fiumi Dora Baltea, Elvo, Cervo e Po, è del 70% inferiore rispetto alla media degli altri anni e oggi stiamo prelevando il 20% rispetto alla media.
«La situazione non è compromessa, ma certamente il momento è critico: speriamo possa essere superato da precipitazioni “chirugiche”– sottolinea Stefano Bondesan presidente di Irrigazione Ovest Sesia –. Per ovviare alla scarsità di acqua, i coltivatori di riso stanno facendo le semine in asciutta a file interrate, che consentono di ritardare di 30/40 giorni l’irrigazione. Stimiamo che tra il 50 e il 60% dei coltivatori del Vercellese abbia optato quest’anno per la semina a file interrate, nella speranza che i mesi di aprile e maggio portino precipitazioni che possano un po’ ridurre il deficit idrico». Bondesan evidenzia che il periodo più delicato, «è tra fine maggio e metà luglio: i nostri 170 dipendenti sono al lavoro per dare le stesse possibilità a tutti i territori, anche a quelli che “bevono” più acqua, confidando anche negli apporti della Dora, le cui acque arrivano dallo scioglimento dei ghiacciai».
Simone Perazzo, presidente dell’Associazione risicoltori piemontesi con sede a Vercelli, da parte sua mette in luce che «se non si potrà irrigare a sufficienza le campagne nel periodo successivo ai trattamenti contro le infestanti, la qualità del riso e le sue rese produttive potrebbero risentirne, con una conseguenza riduzione dei margini.
Quest’anno i prezzi del riso sono saliti, ma non abbastanza per compensare i costi dei concimi e del gasolio triplicati. La rete irrigua è ben tenuta ma, se perdurerà la siccità, la situazione si farà preoccupante e a risentirne maggiormente potrebbero essere soprattutto le zone di produzione più marginali. La speranza è che arrivino precipitazioni ad alimentare i bacini a monte».
Nel frattempo, l’assessore regionale Marco Protopapa ha avviato un tavolo sulla crisi idrica per un confronto con i rappresentanti del mondo agricolo sulla gestione delle acque in agricoltura. Solo una pianificazione di interventi a medio e lungo termine, potrà consentire di superare l’emergenza. Per questo la Regione ha annunciato un bando per oltre 2 milioni di euro, a sostegno dei consorzi per interventi sulla rete irrigua del Piemonte per l’adeguamento al cambiamento climatico in atto che tende a modificare le caratteristiche del territorio».

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