ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa grande sete del Nord

Emergenza siccità, le Regioni chiedono l’acqua delle centrali idroelettriche

Il fronte più urgente riguarda l’irrigazione, con molte colture che stanno arrivando a maturazione e che hanno bisogno di una grande quantità di acqua

Siccità, allo studio un 'piano acqua'

3' di lettura

Dichiarare lo stato d’emergenza, chiedere l’aiuto della protezione civile e siglare un’intesa con i produttori di energia idroelettrica per un forte rallentamento dell’uso dell’acqua, se non uno stop, a favore dell’uso umano e agricolo.

Prosegue, nel Nord Italia, la grande sete, con il cambiamento climatico che sta presentando il conto. A muoversi sono le Regioni che hanno incontrato i rappresentanti del Governo e vedranno il capo della protezione civile Fabrizio Curcio per decidere come muoversi.

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Acqua per i campi agli sgoccioli

I fronti sui quali concentrare l’attenzione sono molti: il più urgente riguarda l’irrigazione, con molte colture che stanno arrivando a maturazione e che hanno bisogno di una grande quantità di acqua. L’autorità di bacino del Po ha già deciso un taglio del 20% dei prelievi ma la misura, se non arriveranno alla svelta delle piogge consistenti, potrebbe non essere sufficiente. In Lombardia il rappresentante di Enel, Giovanni Rocchi, ha lanciato l’allarme: «L’acqua per il comparto agricolo è agli sgoccioli, tutta la disponibilità è stata impiegata per coprire la necessità nei prossimi 10 giorni».

Timori ci sono anche per la disponibilità dell’acqua potabile, uno scenario che, se non cambieranno le cose potrebbe presentarsi in molte zone e al quale bisognerà arrivare preparati. La questione è un problema a macchia di leopardo, che dipende anche dalla salute delle reti e dai sistemi di approvvigionamento. Al momento i problemi principali sono in Piemonte, nella Bergamasca, nell’Appennino parmense e anche nella zona del Delta del Po, dove si aggiunge il problema dell’acqua salata che risale il fiume a causa della sua debolissima portata.

La protezione civile, già al lavoro assieme a ministeri, enti locali e autorità di bacino, definirà nei prossimi giorni le modalità d’intervento.

Il problema energetico

C’è poi il problema energetico, che va a inserirsi in un quadro già reso piuttosto complicato dalla situazione internazionale: a Piacenza, Enel Green Power ha deciso di spegnere la centrale idroelettrica di Isola Serafini di San Nazzaro (Monticelli) che si trova proprio in mezzo al Po i cui livelli calano di giorno in giorno.

Una delle cose che le Regioni chiederanno alla protezione civile è di siglare intese con i produttori di energia per abbassare ulteriormente la produzione in favore dell’utilizzo umano e agricolo. Poi i razionamenti, per evitare un’immediata chiusura di parchi acquatici, piscine e fontane monumentali. «Il flusso d’acqua per l’idroelettrico è cruciale - ha detto Roberto Cingolani, ministro della transizione ecologica - anche per il raffreddamento delle centrali. Speriamo che sia una cosa contingente. Stiamo valutando tutte le azioni da fare».

Il risparmio idrico

In attesa delle piogge, l’unica cosa da fare è utilizzare in maniera più oculata possibile l’acqua rimasta e non sprecarne nemmeno una goccia. La Regione Emilia-Romagna ha invitato tutti i Comuni a emettere delle ordinanze per il risparmio idrico, vietando gli usi non indispensabili, come, solo per fare un esempio, il lavaggio delle auto. Ordinanze già in vigore in molti comuni del Piemonte, la regione più colpita dalla crisi idrica. Si tiene un occhio preoccupato e allo stesso tempo speranzoso alle previsioni meteo che però non sono particolarmente incoraggianti: anzi, nei prossimi giorni è previsto un caldo record con bollino rosso di massima allerta in diverse città (mercoledì Bolzano e Bologna, giovedì anche Ancona, Firenze e Perugia).

In Lombardia sono previsti temporali, con allerta gialla su Milano: se dovesse trattarsi, però, come avvenuto in alcuni casi nelle ultime settimane, di precipitazioni anche intense ma molto localizzate e di breve durata il Po non se ne accorgerebbe nemmeno. Non resta, quindi, che sperare e invocare la “Madonna della Bassa”, come farà l’arcivescovo di Milano in un “pellegrinaggio” sabato tra le campagne aride.

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