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Emergenze maltempo, dal 2010 si contano 157 morti e 45mila sfollati

di Nicola Barone

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(ANSA)


2' di lettura

Dal 2010 ad oggi sono stati 198 i Comuni italiani colpiti da impatti rilevanti dei cambiamenti climatici con 340 fenomeni meteorologici estremi, 109 casi di danni a infrastrutture da piogge intense e 157 vittime oltre a 45mila sfollati a causa del maltempo. Sono questi i principali dati che emergono dal rapporto “Sos acqua: nubifragi, siccità, ondate di calore. Le città alla sfida del clima”, realizzato da Legambiente in collaborazione con Unipol Gruppo, e riportati nella mappa del rischio climatico cittaclima.it.

L'obiettivo è di raccogliere così i danni provocati in Italia dai fenomeni climatici. il tema di quest'anno al centro del report, presentato oggi a Roma, è l'acqua. Il 2017 è stato l'anno più caldo di sempre dopo il 2016 e segnato da siccità e ondate di calore; quest'ultime, tra il 2005 e il 2016, in 23 città italiane hanno causato 23.880 morti. «Il clima è già cambiato - osserva Legambiente - la messa in sicurezza delle aree urbane deve essere la priorità degli interventi climatici. Servono nuove politiche per le città e un regolamento nazionale per l'adattamento climatico, se vogliamo ridurre i pericoli per le persone e evitare crisi idriche».

Livorno devastata dal nubifragio

Sempre più forte l’impatto dei cambiamenti
Dai nubifragi alla siccità alle ondate di calore sono molti i fenomeni meteo estremi che - si osserva nel report di Legambiente - «stanno causando danni ai territori, alle città indietro nelle politiche di adattamento al clima, e alla salute dei cittadini». Tanto che in 198 Comuni italiani, dal 2010 ad oggi, si sono registrati impatti rilevanti con 340 fenomeni meteorologici estremi, 64 giorni di blackout elettrici dovuti al maltempo e 64 giorni di stop a metropolitane e treni urbani nelle principali città italiane (23 giorni a Roma, 15 a Milano, 11 a Genova, 9 a Napoli, 5 a Torino). Sono poi 109 i casi di danni a infrastrutture causati da piogge intense. C'è poi il caldo record registrato in Italia come quello dell'estate del 2017: lo scorso anno nei quattro principali bacini idrografici italiani (Po, Adige Arno e Tevere) le portate medie annue hanno registrato una riduzione complessiva del 39,6% rispetto alla media del trentennio 1981-2010; il Lago di Bracciano ha registrato un abbassamento di 160 centimetri, e a Roma è caduto l'82% di pioggia in meno. Così come le ondate di calore che, per esempio, nella sola città di Roma, dal 2000, hanno provocato la morte di 7.700. Eppure si continua «a sprecare ancora troppo acqua: nel 2015 è stata dispersa il 38,2% dell'acqua immessa nella rete, con perdite che potrebbero soddisfare le domande annuali di 10 milioni di persone». Per questo Legambiente, che nei giorni scorsi ha lanciato la campagna nazionale “Un mondo di gocce” insieme a Fondazione con il Sud per promuovere un uso sostenibile dell'acqua.

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