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Emigranti ma non solo: cinque secoli di italiani che hanno fatto grande la Francia

Le piccole-grandi storie di nostri connazionali che hanno lasciato la patria per cercare fortuna al di là delle Alpi. E in molti casi l’hanno trovata, insieme alla fama

di Massimo Donaddio

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Le piccole-grandi storie di nostri connazionali che hanno lasciato la patria per cercare fortuna al di là delle Alpi. E in molti casi l’hanno trovata, insieme alla fama


3' di lettura

In tempi di rispuntare di sovranismi vari, in un momento in cui il progetto di integrazione europea mostra più che un affanno, scontrandosi con sospetti di lunga data e contraddizioni varie, un libro ci ricorda quanto la vita di molti italiani sia stata caratterizzata dal tentativo di trovare fortuna altrove, dal bisogno di partire alla ricerca di nuove patrie, di nuove terre dove far sbocciare i sogni, o, più semplicemente, altri lidi dove scampare da una esistenza di fame, di stenti o di oppressione politica.

Emigranti italiani hanno popolato i cinque continenti, ma certo vicino il cortile di casa molti si sono fermati, per comodità, per maggiore affinità, perché la nostra prima sorella, la Francia, ha sempre esercitato un fascino speciale, un misto di ammirazione e rivalità, proprio come succede nelle migliori famiglie.

Nella Francia del XXI secolo almeno cinque milioni di persone (probabilmente molte di più) vengono da famiglie legate all'immigrazione italiana. Alberto Toscano, giornalista e corrispondente da Parigi da lunghissimi anni, grande esperto del Paese transalpino, ci rinfranca e ci mostra con orgoglio come i nostri connazionali emigrati al di là delle Alpi non siano stati soltanto manodopera da impiegare per fare ancor più grande quel grande Paese, ma abbiano spesso contribuito in maniera speciale e quasi decisiva alla fama, al successo e alla potenza della Francia, senza per questo venire meno – nella maggior parte dei casi – all'amore e finanche alla devozione appassionata per la propria terra d’origine.

“Gli italiani che hanno fatto la Francia” è il titolo del documentatissimo libro edito da Baldini+Castoldi - La nave di Teseo, traduzione italiana dell'originale uscito in Francia lo scorso anno presso l’editore Armand Colin. Come in un romanzo, ma con un ragguardevole bagaglio storico, Toscano ci conduce per mano alla scoperta di una numerosissima galleria di ritratti e di vicende di italiani che hanno deciso di cercare fortuna in Francia e hanno unito il loro destino – spesso di gloria – indissolubilmente a quello della nazione transalpina.

Il sottotitolo del libro pone come estremi di questo racconto Leonardo da Vinci – la cui Gioconda, esposta al Museo del Louvre, campeggia nella copertina del testo – che lavorò alla corte di Francesco I e morì presso il castello di Amboise, e Pierre Cardin, stilista e imprenditore italiano naturalizzato francese, ancora vivente, quasi a sottolineare come siano state l’arte e la moda (ma in generale proprio il “genio italico”) a farsi strada in Francia per mezzo millennio (senza contare i periodi precedenti, non oggetto della ricostruzione di questo testo). Sono tantissimi gli ambiti in cui i nostri connazionali si sono fatti onore in Francia, ed è bello poter rileggere questa avventura nazionale fuori patria in sequenza: si passa dagli attori e scrittori della commedia dell'arte (ad esempio Goldoni) agli scienziati (la famiglia Cassini), dai musicisti come Rossini e Bellini (ma anche Yves Montand) ai patrioti come i Garibaldi (Giuseppe e discendenti), dagli esploratori come Brazzà, agli scrittori come Zola, dai politici (Gambetta) agli esponenti della resistenza al nazifascismo.

Importante il passaggio de libro in cui si sottolineano le caratteristiche di dignità e umanità dell'esercito italiano occupante in Francia durante la Seconda guerra mondiale e il contributo rilevante dei nostri connazionali alla salvezza di numerose famiglie ebree rifugiatesi nelle zone del Paese sotto sorveglianza di Roma. Numerosissimi i contributi italiani nei campi del cinema, dell'architettura (il Beaubourg di Renzo Piano e il Museo d'Orsey di Gae Aulenti) della pittura (De Nittis e Modigliani) e della moda, fino al calcio con le “Roi” Michel Platini, francese di origini novaresi.

Ma al di là degli esempi più celebri immortalati nei libri di storia, gli “italiani che hanno fatto la Francia” – per usare l'espressione dell'autore – sono in fondo quei milioni di donne e di uomini che hanno sempre pensato al lavoro, perché questo “faceva rima con futuro”, e a cui questo appassionato libro è dedicato con affetto, simpatia e riconoscenza.

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