ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùsfida pd-lega

Regionali, boom di affluenza in Emilia-Romagna: 67,67%. Sale di poco in Calabria

Si vota per decidere i presidenti e le assemblee legislative di due Regioni. Ma all’esito delle urne emiliane è appeso il destino del governo

di Nicola Barone e Celestina Dominelli

Elezioni regionali, affluenza in Emilia Romagna: 30% in più

Si vota per decidere i presidenti e le assemblee legislative di due Regioni. Ma all’esito delle urne emiliane è appeso il destino del governo


4' di lettura

Si conferma il boom di affluenza in Emilia-Romagna. Alle ore 23 è stata del 67,67%, 30 punti in più rispetto al 37,76% della precedente consultazione di riferimento del 2014. In Calabria il dato alle 23 è del 44,32%, pressoché stabile rispetto al 44,16% della precedente consultazione di riferimento.

Alle 23 è iniziato spoglio per conoscere l’esito della consultazione. Due regioni al voto, Emilia-Romagna e Calabria, 5,5 milioni di italiani chiamati alle urne per designare i presidenti di Giunta e i componenti delle assemblee legislative. Ma nelle urne c’è molto di più che la scelta del nuovo governatore. Il destino della legislatura, infatti, nonostante le rassicurazioni della maggioranza (dal premier Giuseppe Conte al leader del Pd Nicola Zingaretti fino ai Cinquestelle), sembrerebbe appeso all’esito del voto locale, soprattutto nella «rossa» Emilia dove a sfidarsi ci sono il presidente uscente Stefano Bonaccini, sostenuto dal centrosinistra, e Lucia Borgonzoni, candidata della Lega.

SPECIALE ELEZIONI / TUTTI I RISULTATI IN EMILIA-ROMAGNA

Scatto in avanti degli elettori in Emilia-Romagna
La scorsa volta in Emilia-Romagna - era il 23 novembre 2014 - venne segnato un record negativo con una bassissima presenza alle urne: al termine delle votazioni, appena il 37,67%. Le elezioni tuttavia si erano svolte in un clima di polemiche che videro al centro di una controversa vicenda giudiziaria la precedente giunta regionale. Lunghe code si sono formate oggi fuori dai seggi in Emilia Romagna. «Segno di democrazia, fa sempre piacere. Era un po' di tempo che non facevo la fila per poter votare, non so i dati ma mi sembra buono», ha commentato l'ex premier Romano Prodi, uscendo dal seggio elettorale nel liceo Galvani di Bologna. Guardando alle maggiori città, molto alta è stata l'affluenza a Bologna, dove ha votato alle 19 il 60,82% contro il 33,04% del 2014 e a Ferrara dove ha votato il 59,24% contro il 32,44% dell'ultima tornata elettorale. L'affluenza più alta è stata a Modena con il 61,33% degli elettori alle urne, contro il 33,02 del 2014; la più bassa a Rimini con il 55%. Buona l'affluenza anche a Reggio Calabria, dove ha votato il 38,99 (era stato il 36,23 alle precedenti consultazioni) e a Cosenza dove è andato alle urne il 45,75 contro il 40,26 del passato. A Crotone l'affluenza più bassa: è andato alle urne solo il 36,84.

Salvini viola il silenzio elettorale: «Andate a votare»
Tornando al significato del voto, il centrodestra spera di strappare la roccaforte del Pd e ha continuato a ripetere in queste settimane che una eventuale sconfitta di Bonaccini dovrebbe portare alle dimissioni del governo Conte 2. Un messaggio che il numero uno della Lega, Matteo Salvini , ha ripetuto anche sabato 25 gennaio con nuovi tweet e rilanciandone di vecchi, rompendo così lo stop alla propaganda elettorale nelle 48 ore precedenti la chiusura dei seggi. «Prima li mandiamo a casa, poi andiamo a dare lo sfratto al governo tasse, sbarchi e manette», ha scritto sui social l’ex ministro dell’Interno. E anche domenica 26 gennaio, a seggi aperti, con una diretta Facebook, il leader leghista ha violato di nuovo il silenzio elettorale invitando gli elettori delle due Regioni ad andare a votare. «Voi che potete votate in nome del popolo italiano», ha detto con la figlia sulle spalle. «Ad altri milioni di italiani è stato sottratto questo diritto». Poi, una battuta: «Preferisco la mucca alle sardine: più produttiva, generosa disposta a ascoltare».

Regionali in Calabria, come si vota e gli errori da evitare

Il destino del governo appeso all’esito delle urne
Una violazione che ha provocato subito la reazione del centrosinistra e infiammato la vigilia elettorale. Salvini sa che la vittoria in Emilia rappresenterebbe un pesante affondo contro l’esecutivo anche se tutti dall’altra parte continuano, almeno a parole, a rassicurare rispetto a una eventuale débâcle. Vero è che il leader della Lega ha puntato tutto su questo voto girando in lungo e largo la Regione e oscurando di fatto la sua candidata. Il Pd, dal canto suo, è consapevole che l’Emilia rappresenta l’ultimo baluardo e che, se la Lega dovesse sfondare, lo scossone al già precario equilibrio dell’esecutivo sarebbe inevitabile.

Il peso dell’astensione in Calabria
In Calabria, invece, la contesa è tra Pippo Callipo per il centrosinistra, l’azzurra Jole Santelli per il centrodestra e Francesco Aiello per il M5S. Un voto su cui pesa, come nelle passate tornate elettorali, l’astensionismo in particolare per quanto riguarda la partecipazione giovanile. Nel 2014, quando le consultazioni si tennero a novembre a causa dello scioglimento anticipato della legislatura, l’affluenza fece registrare un 44,10% di astensione tra gli aventi diritto (ma anche in Emilia Romagna la percentuale di astensione si era attestata su livelli significativi: aveva votato allora solo il 37,7% degli aventi diritto).

SPECIALE ELEZIONI / TUTTI I RISULTATI IN CALABRIA

Elezioni regionali in Calabria: chi sono i candidati

Missione difficile per il candidato dem Callipo
Difficile, dunque, fare previsioni. Santelli punta a diventare la prima presidente donna calabrese potendo contare, oltre che sull’appoggio del suo partito, sulla spinta di Fratelli d’Italia, Lega e Udc e poi della lista “Santelli presidente”. Dall’altra parte, l’imprenditore Pippo Callipo ha l’arduo compito di far dimenticare ai calabresi il triste epilogo del mandato del governatore uscente, il dem Mario Oliverio, escluso dalla corsa dopo un estenuante braccio di ferro con il Pd.

Per approfondire:
Dopo Di Maio, il Pd spera nel voto disgiunto degli M5s in Emilia Romagna
Bonaccini o Borgonzoni? Le variabili che decideranno il voto in Emilia-Romagna
Regionali, non solo Emilia e Calabria: nel 2020 al voto anche Campania, Puglia, Liguria, Veneto, Marche e Toscana

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti