intelligenza artificiale

Emilia e Quebec stringono i fili Dell'alleanza transatlantica sull'AI

Chiusa la tre giorni del Business Forum Italia-Canada sull'intelligenza artificiale applicata a sanità, industria e mobilità per ripartire dopo il Covid

di Ilaria Vesentini

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(Science Photo Library / AGF)

Chiusa la tre giorni del Business Forum Italia-Canada sull'intelligenza artificiale applicata a sanità, industria e mobilità per ripartire dopo il Covid


4' di lettura

Da un lato l'Emilia-Romagna, con la Data Valley a Bologna e l'AI Academy a Modena; dall'altro il Quebec, con l'ecosistema dell'Intelligenza artificiale (Mila) a Montreal e competenze hi-tech nell'aerospace, bioscience e It. Sono i due pioli cui è legato il filo rosso che Italia e Canada stanno tessendo, sotto la regia camerale, per consolidare collaborazioni industriali e scientifiche transatlantiche e potenziare industria, mobilità, sanità in logica sostenibile. Big data e AI-Artificial intelligence sono infatti gli strumenti principi per costruire una nuova normalità post-Covid, scelti come tema chiave di confronto per il secondo Business Forum Italia-Canada che si è appena concluso (tre giorni tutti in modalità digitale) mettendo faccia a faccia istituzioni, imprese, università e centri ricerca dei due fronti.

L'obiettivo del Forum - promosso e sostenuto dalla Camera di commercio italiana in Canada con il supporto di numerosi stakeholder di Lombardia ed Emilia - è facilitare l'accesso al mercato canadese per imprese e start up nostrane e attivare network, collaborazioni e scambi sia tra accademici e ricercatori sia tra imprenditori. «L'intelligenza artificiale ha il potenziale per rivoluzionare le nostre economie e consentire progressi straordinari verso nuove forme di sviluppo sostenibile – rimarca Alexandra Bugailiskis, ambasciatrice del Canada in Italia -. Con oltre 800 aziende impegnate nella creazione di nuovi modelli di IA e un ecosistema tecnologico ricco di talenti digitali, il Canada è tra i Paesi fondatori della Global Partnership on Artificial Intelligence».In prima fila, tra gli ambiti di applicazione di big data e AI nell'era Covid, c'è la sanità, per prevenire attraverso gli algoritmi focolai e contagi, per monitorare la salute di ogni cittadino, per condividere dati sulle strutture sanitarie. Dati e soluzioni umanoidi applicati all'industria 4.0 significano automazione, sicurezza, manutenzione predittiva. Nella logistica e nella mobilità significano gestione efficiente e sostenibile dei flussi di merci e persone per accelerare la distribuzione di servizi essenziali e per monitorare gli spostamenti.

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Secondo una ricerca di Idc (International Data Corporation) dello scorso marzo, gli investimenti in intelligenza artificiale per il 2020 oscillano attorno ai 50 miliardi di dollari nel mondo, con un tasso di crescita medio anno superiore al 20% e potrebbero creare, da qui al 2024, oltre 60 milioni di nuovi posti di lavoro. In Italia il mercato legato all'AI vale già 200 milioni di euro e Modena si sta ritagliando un ruolo strategico in questo campo: l'Unimore (l'Università di Modena e Reggio Emilia) ha avviato l'anno scorso uno dei più importanti Centri di ricerca internazionali in visione, deep learning e intelligenza artificiale, l'AI (Artificial Intelligence) Academy presso il Tecnopolo di Modena. «L'IA è stata definita la quarta rivoluzione industriale – sottolinea Rita Cucchiara di UniMore, tra i massimi esperti italiani di intelligenza artificiale e direttore del laboratorio nazionale CINI-AIIS (Artificial Intelligence and Intelligent Systems) – e l'Emilia Romagna ha competenze uniche sull'IA applicata alla produzione industriale non solo manifatturiera. Il Québec ha invece modelli originali di collaborazione università/impresa e di valorizzazione dei risultati della ricerca. C'è la necessità di confrontarsi direttamente, per costruire partnership e progetti comuni ».

La via Emilia lancia una task force trasversale per l'AIProprio per sviluppare le frontiere applicative dell'AI l'Emilia-Romagna ha appena istituito, con una delibera dell'ultima seduta di Giunta, uno specifico gruppo di lavoro – chiamato “Intelligenza Artificiale Emilia-Romagna” – che riunisce esperti di tutte le università della via Emilia per valutare il potenziale che già esiste sul territorio e studiare alleanze interne e collaborazioni interregionali. «L'Intelligenza artificiale - commenta Paola Salomoni, assessore regionale a Scuola, Università, Ricerca e Agenda digitale - è una realtà fortemente presente nel nostro territorio: basti pensare che in Emilia-Romagna, tra il 2007 e il 2018, è stato depositato il 12,9% di tutti i brevetti italiani relativi a questo ambito. Una quota che pone la nostra regione ai vertici a livello nazionale, assieme alla Lombardia. La costituzione di un gruppo specifico di lavoro con i referenti degli atenei regionali vuole rafforzare ulteriormente il nostro impegno in questo campo. Così come è strategico confrontarsi e dialogare con le eccellenze presenti negli altri Paesi per rafforzare la nostra capacità di essere rappresentanti del settore a livello nazionale».

L’Emilia-Romagna sta lavorando con il Quebec già da inizio 2019 allo sviluppo congiunto di nuove tecnologie “intelligenti” che garantiscano ricadute sui settori produttivi. «Loro hanno a Montreal il Mila (AI Institute) che fa ricerca sull'apprendimento automatico, la più grande piattaforma a livello mondiale. Noi abbiamo a Bologna un polo tecnologico che concentra oltre il 70% della capacità di calcolo del Paese con due tra i più potenti supercomputer al mondo. Un hub dei big data a servizio di tutto il bacino Mediterraneo su cui sono già stati investiti 300 milioni di euro di risorse pubbliche», sottolinea Patrizio Bianchi, economista, ex assessore regionale alla Ricerca e oggi direttore scientifico della Fondazione internazionale Big Data basata a Bologna, in chiusura della tre giorni del Business Forum Italia-Canada. I server dell'AI Academy di Modena specializzati nel processare calcoli neurali sono collegati direttamente, attraverso il Cineca, ai supercalcolatori del Tecnopolo Bolognese: «Vogliamo che il Quebec diventi un partner della Data Valley emiliana e che questa alleanza sia l'asse portante della collaborazione transatlantica», è l'auspicio di Bianchi.

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