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Emilia lungo la Via Francigena e l'antica Via degli Abati rigorosamente da fare a piedi

I vari percorsi che si possono fare sono da vivere lentamente, riscoprendo luoghi ricchi di storia e interessanti da un punto di vista enogastronomico

di Gianni Rusconi

Castello di Torrechiara (Foto: Tiziana Azzolini)

3' di lettura

L’Emila dei cammini storici è una terra da vivere lentamente, in modo slow, da respirare nel profondo sulle tracce dei passi fatti da migliaia di pellegrini nel corso dei secoli. Pur nel mezzo della stagione delle nebbie e delle piogge, gli appassionati del genere si lasciano alle spalle la frenesia della città per gustare il connubio fra storia e natura, cultura ed enogastronomia. Gli itinerari possibili? Dalla celebre Via Francigena, all'antica Via degli Abati, dalla naturalistica Via di Linari alla storica Via Matildica del Volto Santo.

Via Francigena, cuore degli Appennini di Parma e Piacenza

È uno dei percorsi più amati dai viaggiatori a piedi, di ogni età e provenienza. Una parte degli oltre mille chilometri che segnano il tratto italiano della Via Francigena tra il Passo del Gran San Bernardo e Roma attraversa il cuore degli Appennini nelle province di Piacenza e Parma. Il cammino inizia con il Guado di Sigerico e regala la vista sul Po per un breve tragitto fino alle porte di Piacenza, dove si incrociano Piazzale delle Crociate e la splendida Piazza Cavalli prima di sbucare sulla Via Emilia. Risalendo il torrente Nure, l'itinerario diventa un tutt'uno nei boschi e nelle campagne che accompagnano il viaggiatore fino al Castello di Paderna e a seguire l'Abbazia Cistercense di Chiaravalle della Colomba. Da lì si prosegue verso Sud per arrivare al Duomo di Fidenza, tappa obbligatoria per i pellegrini che si dirigevano a Roma e oggi per i camminatori in cerca di ristoro a base di anolini. Ripresa la marcia, si giunge a Cabriolo e la sua pieve, e poi ai resti della rocca di Noceto, Felegara e Fornovo, dove la direzione da seguire è indicata dalla statua del pellegrino incastonata sulla facciata della Chiesa di Santa Maria. Bardone, Cassio, con la sua caratteristica via lastricata in pietra, e quindi Berceto sono le tre località da toccare prima di lasciare la parte emiliana della Via Francigena. Senza dimenticare di assaggiare i piatti a base del fungo porcino di Berceto.

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Sapori Dop lungo la Via degli Abati

La chiamano anche la Francigena di montagna ed è un antico itinerario alto-medievale seguito dai monaci del monastero di San Colombano di Bobbio per arrivare nell'Urbe attraversando parte dell'Appennino tosco-emiliano nelle province di Piacenza, Parma e Massa Carrara. La Via degli Abati si snoda lungo 190 km tra mulattiere, carrarecce e sentieri che solo in piccoli tratti lasciano il posto a strade asfaltate. Un tracciato impegnativo, insomma, ma che regala grandi suggestioni a partire dalla prima tappa, Bobbio, già nominata fra i Borghi più Belli d'Italia. Il Ponte del Diavolo sul fiume Trebbia e l'Abbazia di San Colombano, uno dei più importanti centri monastici europei, sono le attrazioni da non perdere fra un assaggio e l'altro dell'enogastronomia locale, con i taglieri dei salumi Dop e i vini rossi e bianchi dei Colli Piacentini (Barbera e Croatina, Malvasia di Candia Aromatica e Ortrugo).

Monastero di San Colombano Bobbio - Via degli Abati

L'atmosfera del feudo di Matilde di Canossa

Camminare in Emilia può essere anche un'occasione per giocare con la storia medievale e rivivere l'atmosfera della vita di un tempo: la Via Matildica del Volto Santo è una rete di sentieri che si dirama fra antiche vie medievali e religiose che portano alla base dei castelli della Gran Contessa, in quello che era l'antico feudo di Matilde di Canossa. Scegliendo questo itinerario si ha l'opportunità di passeggiare fra vecchi manieri che svettano sull'Appennino reggiano e dimore leggendarie come il Castello di Bianello, casa della madre di Matilde, la principessa di stirpe reale Beatrice di Lorena, e luogo in cui la figlia fu incoronata vice-regina d'Italia dall'imperatore Enrico V. E a proposito di vecchie e maestose costruzioni, lungo questo percorso non deve mancare una visita ai ruderi di Canossa e ai castelli di Rossena e di Sarzano mentre la Riserva MaB Unesco dell'Appennino Tosco Emiliano e le antiche acetaie dove scoprire la lavorazione dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop sono interessanti divagazioni di un cammino che si spinge fino all'Ospitale di San Pellegrino in Alpe, con affaccio sulla Garfagnana.

Moragnano Tappa Linari (Foto: Assapora Appennino)

La biosfera patrimonio Unesco della Via di Linari

È nata come antica deviazione della Via Francigena e prende il nome dell'omonima Abbazia posta sul crinale di confine tra l'Emilia e la Toscana. Un tempo percorso di passaggio commerciale e di pellegrinaggio alternativo per raggiungere Roma e Lucca, oggi la Via di Linari è un cammino che miscela natura (la Riserva della Biosfera Unesco), arte ed enogastronomia. Si parte da Fidenza, le tappe principali sono Parma, Torrechiara, Tizzano Val Parma, Ranzano, Palanzano, Rigoso e San Bartolomeo e valicando il Passo del Lagastrello si scollina in Toscana. Assolutamente raccomandata è una tappa fra Langhirano, terra del Prosciutto di Parma, e il Castello di Torrechiara, regno della storia d'amore tra Pier Maria Rossi il Magnifico, storico condottiero italiano del Quattrocento e conte di San Secondo, e la nobile Bianca Pellegrini d'Arluno.

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