Fondi europei

Emilia Romagna, 750 milioni di investimenti generati dal Fondo europeo di sviluppo regionale

di Chiara Bussi


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2' di lettura

Che cos’hanno in comune il progetto Crystal messo in campo da Bierrebi Italia per ottimizzare le fasi del taglio dei tessuti e il nuovo trattamento chimico applicato alle protesi realizzato da Nanosurfaces Industries?

Sono due dei 2.909 progetti presentati da imprese emiliano-romagnole e cofinanziati con il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) 2014-2020. Gli investimenti passano anche in buona parte da qui, lungo la rotta Bruxelles-Bologna che finanzia iniziative di ricerca e innovazione, attuazione dell’agenda digitale, misure per competitività, low carbon economy, risorse artistiche, culturali e ambientali. Su una dotazione complessiva di 481,8 milioni per i sette anni di programmazione l’Emilia-Romagna, secondo l’ultima fotografia del Comitato di sorveglianza della settimana scorsa, ha già quasi fatto l’en plein, con risorse stanziate per procedure avviate per 480 milioni.

L’assegno staccato consentirà di generare investimenti per 749,5 milioni contribuendo allo sviluppo e alla maggiore attrattività della Regione, tra i primi della classe nella spesa del tesoretto cofinanziato insieme alla Ue. Già al 31 dicembre 2018 era stata certificata alla Commissione Ue una spesa pari a 135,8 milioni che aveva consentito alla Regione di centrare e superare i target di metà periodo, insieme a Liguria e Valle d’Aosta. Frutto di un monitoraggio continuo, spiegano gli addetti ai lavori, e di azioni integrate tra i vari fondi - Fesr, Fondo sociale europeo (Fse) e Fondo europeo di sviluppo agricolo (Feasr) per alcuni settori strategici, come l’agroalimentare.

E finanziato in parte con i fondi Fesr in fase di avvio sarà anche il data center del Centro meteo europeo: con la Brexit deve traslocare da Reading nel Regno Unito e Bologna si è aggiudicata la sede che sorgerà nell’area del Tecnopolo nell’ex Manifattura Tabacchi.

Procede spedita anche la spesa della dote del Fondo sociale europeo (Fse). Su un tesoretto di 786,2 milioni, le risorse impegnate hanno superato finora 662,8 milioni (pari all’84,3%) ed è stata certificata alla Commissione Ue una spesa di quasi 338,9 milioni raggiungendo in anticipo il target fissato per fine anno. Il focus è sul capitale umano per offrire soprattutto ai giovani conoscenze e competenze spendibili sul territorio. Dall’inizio della programmazione sono state inserite in percorsi formativi quasi 430mila persone (oltre la metà donne) con oltre 3.800 progetti approvati. Tra questi le misure per rafforzare istruzione e formazione professionale per contrastare la dispersione scolastica, i corsi post diploma della Rete Politecnica e i percorsi ad alta specializzazione per giovani laureati, oltre a dottorati e assegni di ricerca e competenze per l’industria 4.0.

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