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Emilia-Romagna a caccia di talenti con una legge ad hoc

Licenziato un progetto di legge per attrarre e trattenere competenze, offrendo scuole in lingua, welfare e voucher

di Ilaria Vesentini

(Agf)

3' di lettura

Era stata annunciata prima dell'estate e ora la legge-bandiera dell'Emilia-Romagna per l'attrazione dei talenti è (quasi) pronta per passare all'esame dell'assemblea. «È un provvedimento unico nel panorama nazionale che ha l'obiettivo di attrarre, far restare e valorizzare persone, in particolare giovani, con elevata specializzazione, puntando anche sul rientro dall'estero di cervelli in fuga: questa regione ha bisogno di talenti per crescere ed è in grado di offrire, soprattutto a ragazzi e ragazze, un sistema che investe e valorizza le loro capacità e attitudini», sottolinea il governatore Stefano Bonaccini, ufficializzando il progetto di legge “Attrazione, permanenza e valorizzazione dei talenti a elevata specializzazione in Emilia-Romagna”. Licenziato in sede politica nell'ultima Giunta, il testo è stato trasmesso ora al Consiglio delle autonomie locali e ai firmatari del Patto per il Lavoro e per il clima (forze imprenditoriali, sindacali, sociali e accademiche della via Emilia), prima del via libera definitivo nella seduta della prossima settimana per poi passare all'esame delle commissioni assembleari e all'approvazione definitiva in Aula, attesa per gennaio 2023.

Attrarre e trattenere i talenti di ogni età.

«È un provvedimento identitario, così come lo è stata la legge 14 nel 2014 per l'attrazione di investimenti, che in cinque anni ha portato sul territorio 76 progetti industriali, 340 milioni di euro di investimenti e 3mila nuovi posti di lavoro - sottolinea l'assessore allo Sviluppo economico e lavoro, Vincenzo Colla – ed è la prima legge del genere in Italia per attrarre e trattenere i talenti, sia nel pubblico che nel privato, senza paletti di età. Siamo una regione a demografia piatta e non possiamo permetterci di far partire i nostri giovani usciti dal percorso formativo e abbiamo bisogno di attrarne di nuovi e richiamare competenze per sostenere lo sviluppo». Il testo di legge prevede un impegno condiviso di istituzioni pubbliche ed enti locali, università e centri di ricerca, imprese, professioni e organizzazioni sindacali, fondazioni e camere di commercio, per promuove l'apertura internazionale dei territori ed erogare un'offerta di servizi di livello europeo e internazionale.

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Un mix di strumenti e incentivi vecchi e nuovi

Le leve di attrattività andranno dalle agevolazioni alle imprese che assumono giovani fuggiti all'estero interessati a lavorare o a fare ricerca in Emilia-Romagna ai percorsi formativi personalizzati e di alta specializzazione fino a pacchetti di servizi di welfare (nidi, scuole, alloggi, soluzioni per conciliare tempi di vita e di lavoro) per i giovani e le loro famiglie. «La legge è un insieme di strumenti in parte già esistenti e in parte nuovi: tra quelli esistenti – precisa l'assessore regionale all'Università, Paola Salomoni - ci sono le borse di studio universitario, che lo scorso anno valevano 100 milioni di euro. Abbiamo quasi 170mila iscritti agli atenei dell'Emilia-Romagna, il 51% dei quali da fuori regione. Vogliamo garantire a tutti le stesse opportunità, non solo di studio ma di lavoro, al di là di condizione economiche e provenienza». In pista ci sono anche i 13 milioni di euro stanziati nel bilancio 2023 per finanziare la Lr 14/14 sull'attrazione degli investimenti (complementare rispetto al nuovo testo per richiamare personale), che da sempre prevede quote obbligatorie di assunzioni in impresa. Tra gli strumenti nuovi, invece, ci sono nidi e scuole internazionali, in modo tale che chi arriva dall’estero con la famiglia possa far continuare gli studi in lingua ai propri figli, ma anche voucher per accompagnare chi arriva in regione e incentivi alle imprese che assumono (un primo stanziamento di 2 milioni è già stato stanziato nel bilancio regionale a partire dall’esercizio 2023), anche per creare foresterie. La legge sarà sostenuta anche attraverso i Fondi europei, in particolare per formazione, occupazione e residenzialità.

Imprese in prima fila

Il testo prevede il coinvolgimento diretto delle imprese e del sistema produttivo emiliano- romagnolo. A tal fine sarà elaborato un “Manifesto permanente” che coinvolgerà aziende e filiere e la Regione si farà carico di potenziare i sistemi informativi e digitali per favorire l'incontro di offerta e domanda di talenti e l'anticipazione dei fabbisogni di competenze, nonché la partecipazione a programmi europei per la mobilità professionale e imprenditoriale.«La competitività di un territorio si gioca sulla qualità del capitale umano, l'ingrediente decisivo per costruire una regione coesa, dinamica e innovativa. L'Emilia-Romagna – conclude il presidente Bonaccini - offre già una buona qualità di vita ed esprime eccellenze uniche al mondo. Ora scommettiamo sull'attrazione, il trattenimento e la valorizzazione dei talenti per supportare i nostri settori di punta, dalla data valley ai distretti manifatturieri ai settori creativi. Questa legge è una sfida bella e complessa, vedremo come andrà, siamo pronti a migliorarla e ci auguriamo sia di spunto anche per il Governo nazionale».

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