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Emilia-Romagna, Fase 3 di ricerca e digitale per superare i danni del coronavirus

Dopo dieci anni di crescita, l’export del primo trimestre (-2,4%) mostra i danni della crisi sul tessuto economico. Imprenditori e manager a confronto il 23 luglio. Il Governatore Bonaccini presenta i piani d’investimento

di Lello Naso

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(AdobeStock)

Dopo dieci anni di crescita, l’export del primo trimestre (-2,4%) mostra i danni della crisi sul tessuto economico. Imprenditori e manager a confronto il 23 luglio. Il Governatore Bonaccini presenta i piani d’investimento


3' di lettura

Se si percorre la via Emilia, da Piacenza alle terre Malatestiane fino al confine con le Marche, si ha la percezione di come la pandemia abbia impattato l’economia della Regione. C’è una coincidenza tra le estremità della retta, Piacenza e Rimini, le più colpite dalla pandemia e con l’impatto maggiore sulle economie territoriali. Piacenza contigua a Codogno, primo focolaio del Paese, e Rimini (con la contigua Pesaro) una delle aree con la maggiore incidenza percentuale di contagiati sulla popolazione. E una delle più colpite: le spiagge che non registrano il pienone di ogni anno e diecimila stagionali - camerieri, bagnini, animatori… - rimasti tristemente senza lavoro.

Nel cuore della Regione, da Parma a Bologna, si sono concentrate le aree di resilienza della manifattura. Là dove, negli anni scorsi, la meccanica si era trasformata in meccatronica, la Motor Valley di Reggio, Modena e Bologna, si ragiona delle nuove traiettorie dello sviluppo. L’obiettivo, chiearo e comune, delle istituzioni, delle imprese, del mondo del lavoro, dei consorzi e delle cooperative è riprendere un tessuto che, in verità, dava i primi segnali di sfaldamento anche prima dello scoppio della pandemia.

Se è vero che gli indicatori degli ultimi cinque anni sono chiari, e l’Emilia Romagna è la regione italiana che cresce ai ritmi più elevati e migliora i parametri di produttività, investimenti ed esportazioni, è altrettanto vero che già a inizio anno, in era pre-Covid, i numeri hanno fatto suonare il primo campanello d’allarme: nel primo trimestre del 2020 l’export ha fatto segnare un preoccupante -2,4% (-12% in marzo), dopo dieci anni di crescita ininterrotta delle esportazioni (+23%, 66 miliardi) che hanno portato l’Emilia Romagna in cima alla classifica italiana dell’export pro-capite.

La pandemia ha aggiunto il resto e lascerà sul campo 37 miliardi di fatturato industriale, mercati e turisti paralizzati dall’incertezza (-43% le presenze stimate per il 2020) e una Cig che a maggio ha pareggiato quella dell’intero triennio 2017-2019.

Ripensare il futuro partendo dalle certezze è il mantra di politici, imprenditori, sindacalisti. E le certezze sono quelle di un modello che ha puntato su un mix tra industria, ricerca e digitalizzazione. L’industria meccanica diventata meccatronica, l’automotive spinto su livelli di eccellenza grazie al trio Ferrari-Lamborghini-Dallara e all’arrivo di Audi-Wolkswagen nell’azionariato di Ducati; la Food Valley di Parma, il biomedicale di Mirandola. I poli tecnologici e le Università diventati cardini di ricerca, le Academy aziendali centri di formazione diretta;il Cineca di Bologna cuore dell’innovazione digitale. L’obiettivo è il consolidamento della Data Valley, la sua connessione con i territori e la sua proiezione, attraverso le imprese, sui mercati globali.

Al webinar del Sole 24 Ore “L'Emilia-Romagna che riparte”, il 23 luglio dalle 9.30 (partecipazione gratuita previa registrazione), il presidente della Regione Stefano Bonaccini presenterà il suo piano di investimenti per 14 miliardi di euro in infrastrutture, il New Deal del Sapere e il nuovo Patto per il lavoro.

Ne discuterà con i rappresentanti dell’industria e della finanza: dai vicepresidenti di Confindustria, gli emiliani Maurizio Marchesini ed Emanuele Orsini, all’amministratore delegato di Technogym Nerio Alessandri, a Francescio Mutti, azionista dell’azienda di famiglia. Fino ai rappresentati di realtà che hanno generato il modello capitalista emiliano-romagnolo di questi ultimi anni: tra gli altri, il presidente di Coop Italia Marco Pedroni, il presidente di Confindustria ceramica Giovanni Savorani, la presidente del Consorzio Aceto balsamico di Modena Mariangela Grosoli.

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