LA STRATEGIA DI BRUXELLES

Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, se scatta il rosso scuro, quarantena e tamponi per viaggiare nella Ue

Una nuova colorazione nella mappa del rischio che viene aggiornata ogni settimana dal Centro europeo per il controllo delle malattie. In tutta Europa, sarebbero tra i dieci e i venti i Paesi interessati

di An.C.

Covid, Ue: alcune zone d'Italia diventano "rosso scuro"

Una nuova colorazione nella mappa del rischio che viene aggiornata ogni settimana dal Centro europeo per il controllo delle malattie. In tutta Europa, sarebbero tra i dieci e i venti i Paesi interessati


3' di lettura

Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Veneto, insieme alla Provincia autonoma di Bolzano, sarebbero le tre regioni italiane a colorarsi di “rosso scuro” e a essere sottoposte all'obbligo di test e quarantena per poter viaggiare nell'Unione europea. È quanto emerge da una prima simulazione sugli ultimi dati raccolti dall'Ecdc (il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) in base ai quali è stata disegnata la nuova mappa del contagio in Europa. Ma i governatori interessati obiettano: «rosso scuro penalizza chi fa tamponi».

Obiettivo: garantire una stretta coordinata sui viaggi nell’Ue

Nel tentativo di arginare la diffusione sul continente delle varianti del virus sempre più aggressive, e una volta deciso di mettere in campo una strategia che evitasse la chiusura dei confini tra gli Stati membri (come invece è accaduto a marzo, in occasione delle prima ondata del Covid-19), Bruxelles punta su una nuova soluzione che, a suo avviso, potrebbe garantire una stretta coordinata sui viaggi.

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Arriva il rosso scuro nella mappa europea del rischio

Una soluzione che si sviluppa attraverso l’inserimento di un nuovo colore, il “rosso scuro”, nella mappa del rischio che viene aggiornata ogni settimana dal Centro europeo per il controllo delle malattie. La conseguenza di questa mossa è che le aree che nei prossimi giorni saranno etichettate a “rischio elevato” sono quelle dove il tasso di incidenza del Covid-19 è maggiore o uguale a 500 casi ogni 100mila abitanti nell'arco di 14 giorni.

Le conseguenze per chi si sposta

Per i cittadini, il cambio di colore significherà restrizioni agli spostamenti da e verso queste zone, con gli Stati che dovranno prevedere un test prima della partenza e una quarantena all'arrivo. La nuova gradazione di rosso, stando a una prima simulazione sugli ultimi dati raccolti dall'Ecdc, che risalgono al 17 gennaio, colpirebbe anche Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Veneto, insieme alla Provincia autonoma di Bolzano.

La protesta delle regioni

Il rischio è ancora tutto sulla carta ma le regioni sono subito insorte. A partire dal governatore altoatesino Arno Kompatscher, che giustifica l'alta incidenza settimanale di casi (per la Provincia autonoma al 17 gennaio erano 696 su 100mila abitanti) con l'elevato numero di test fatti, imputando a Bruxelles la mancata correlazione delle due varianti. Linea condivisa dai presidenti delle altre tre regioni. «Imporre ai cittadini delle nostre regioni l'obbligo di test e quarantena per poter viaggiare nell'Ue significherebbe penalizzare le amministrazioni che effettuano il maggior numero di tamponi e non, come sarebbe invece necessario, operare una valutazione su parametri epidemiologici oggettivi», hanno detto Stefano Bonaccini, Massimiliano Fedriga e Luca Zaia, confortati anche dagli ultimi dati che hanno registrato una sensibile riduzione dell'indice Rt nelle rispettive aree.

Bruxelles: evitare gli spostamenti non essenziali

Numeri a parte, e in attesa che gli ambasciatori Ue si confrontino mercoledì sulle proposte, Bruxelles ha ribadito l'intenzione di scoraggiare tutti i viaggi non essenziali all'interno dell'Unione «finché la situazione epidemiologica non sia migliorata considerevolmente». Anche al fine di «alleggerire il carico sui sistemi sanitari sopraffatti», ha detto il commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders.

Dal Portogallo ai Paesi scandinavi, chi potrebbe tingersi di rosso scuro

Una stretta che non fa distinzioni geografiche: in tutta Europa, sarebbero a oggi tra i dieci e i venti i Paesi a vedere parti delle loro cartine colorarsi di rosso scuro. Da ampie zone del Portogallo e della Spagna, passando per l'Italia, e arrivando fino a Francia, Germania e Paesi scandinavi. La Commissione ha incoraggiato gli Stati a «usare di più i test pre-partenza anche nelle aree arancioni, rosse o grigie». Chi rientra nel proprio Stato di residenza, in qualunque zona si trovi, «dovrebbe invece poter fare il test appena arrivato». Indicazioni che trovano anche alcune eccezioni a tutela dei transfrontalieri, che per lavoro o motivi di famiglia passano i confini molto spesso, e dei lavoratori del settore dei trasporti.

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