i flussi di swg

Elezioni, Emiliano e De Luca rubano voti a M5S e Centrodestra. Toti pesca fra astensione e Cinque stelle

I governatori hanno drenato voti da tutti i partiti, non solo da quelli della propria coalizione. E hanno convinto molti astenuti delle Europee 2019. In Puglia forte emorragia del Movimento: solo il 29% ha confermato il voto

di Mariolina Sesto

Puglia, Emiliano: Primavera continua, vinto con gioco di squadra

I governatori hanno drenato voti da tutti i partiti, non solo da quelli della propria coalizione. E hanno convinto molti astenuti delle Europee 2019. In Puglia forte emorragia del Movimento: solo il 29% ha confermato il voto


2' di lettura

Parecchie sorprese nei flussi elettorali elaborati da Swg all’indomani del voto per le regionali. Sorprende infatti che il governatore pugliese Michele Emiliano abbia attinto anche alle riserve elettorali del centrodestra. O che lo “sceriffo” Vincenzo De Luca in Campania abbia sottratto voti ai Cinque stelle. O ancora che una buona parte dei voti arrivati a Giovanni Toti in Liguria siano stati strappati all’astensione ma anche a Pd e M5s, quindi fuori dal centrodestra.

De Luca incassa un’elevata quota di consenso da M5s e astensione

Come si scompone quel 69,4% che ha incoronato Vincenzo De Luca governatore della Campania per il secondo mandato? Ben il 45% dei voti raccolti proviene da elettori che alle elezioni precedenti (le Europee 2019) si erano astenuti, il 24% da elettori di centrosinistra. E, sorpresa, il 18% dell’elettorato di De Luca proviene dal Movimento Cinque stelle. Infine, l’11% aveva votato alle Europee 2019 per il centrodestra. Se restringiamo lo sguardo alla sola lista De Luca, allora si amplia il bacino di voti proveniente dal centrodestra: ben il 25% aveva votato in precedenza per il centrodestra e il 22% per il M5s. Solo il 16% proviene invece dal centrosinistra.

Un terzo dei voti di Toti proviene da fuori del centrodestra
La peculiarità del voto a Giovanni Toti, governatore della Liguria per altri cinque anni sembra essere quella di aver convinto moltissimi elettori che lo scorso anno si erano rifugiati nell’astensione. Del 56,1% che lo ha incoronato presidente, il 67% è stato espresso da elettori di centrodestra. Ma un terzo dei voti proviene da persone che non si riconoscono né nella Lega, né in Fi, né in Fdi e neppure nella lista di Cambiamo!, il partito del governatore. Ben il 23% di coloro che hanno votato Toti, infatti, alla scorsa tornata elettorale non erano andati a votare; il 5% aveva votato M5S e il 4% il centrosinistra. Restringendo lo sguardo alla sola lista Toti, la quota di elettori M5s sale al 6% e la quota di ex fan del centrosinistra arriva al 9 per cento.

Il consenso di Emiliano va oltre i confini del centrosinistra

Composito anche l’elettorato che ha votato per Emiliano: il 40% è stato sottratto all’astensione; il 36% aveva votato per partiti del centrosinistra; l’11% era stato elettore del Movimento cinque stelle e il 10% proviene dal centrodestra.Qui è impressionante l’emorragia di voti dei pentastellati: solo il 29% dell’elettorato delle Europee ha confermato il suo voto al Movimento. Il resto si è disperso tra astensione (ben il 49%) e liste di centrosinistra (il 17%).

Zaia raccoglie tutti i voti del centrodestra e una quota di astenuti

La caratteristica del voto per Zaia in Veneto è che il governatore leghista riesce a catalizzare tutti - ma veramente tutti - i voti di centrodestra e a sommare una buona quota di ex astenuti: il 21 per cento. Pochi gli innesti da altri partiti: solo il 2% da M5S e il 4% di ex elettori di centrosinistra. Restringendo il campo alla sola lista Zaia, la quota di elettori di centrosinistra sale al 6% e di M5S al 3%.

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