Collaborazioni

Emilio Pucci e Supreme lanciano una minicollezione di streetwear

Quattordici pezzi ispirati a due delle storiche stampe della maison fiorentina - Saranno in vendita a partire dal 10 giugno online e nei monomarca fisici

di Redazione Moda

2' di lettura

Negli ultimi anni il marchio americano Supreme (nato in realtà nel 1994) è diventato un fenomeno. Non solo perché ogni nuovo lancio di prodotti (tutti del segmento streetwear ispirato al mondo dello skateboard) andava esaurito in poche ore, ma per le strategie di marketing e comunicazione. Passaparola online, ca va sans dire, ma forse ancora più importante, collezioni con pezzi in numero limitato, in vendita solo per un breve periodo e tante capsule con marchi del lusso, da Louis Vuitton a Rimowa, passando, in Italia, per Stone Island. Nel monomarca di New York (inaugurato nel 1995, ma rimasto per molti anni una destinazione per pochi amanti dello skateboard) a ogni nuovo “drop” da qualche anno si formavano code già dalla sera prima dell’arrivo in negozio dei prodotti.

L’acquisizione da parte di Vf per oltre 2 miliardi

Un successo che nell’autunno scorso ha portato all’acquisizione di Supreme da parte di Vf, il più importante gruppo americano per sportswear e casualwear, con in portafoglio decine di marchi, tra i quali The North Face, Vans, Napapijri, Timberland, Eastpak. Un’operazione da 2,1 miliardi di dollari e il gruppo Vf (quotato a New York) ha dichiarato di aspettarsi che Supreme contribuisca, nell’anno fiscale 2021-2022, a far crescere il fatturato di 500 milioni di dollari e far aumentare dello 0,2% di utile per azione.

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L’annuncio di Emilio Pucci

L’acquisizione da parte di Vf non ferma la strategia della collaborazioni: la più recente è quella appena annunciata da Emilio Pucci, maison nata a Firenze nel 1947 e oggi parte di Lvmh, il più grande gruppo del lusso al mondo. Per la primavera 2021Emilio Pucci, famoso in particolare per le sue stampe, ha stretto una partnership con Supreme, realizzando una collezione composta da 14 pezzi (nelle foto in alto, tre esempi) caratterizzati da due sue stampe d’archivio, Tulipani (1965) e Fantasia (1970). La collezione comprende una giacca smoking in seta, completi sportivi in nylon resistenti all’acqua, camicie e T-shirt con logo stampato e ricamato, una felpa con cappuccio e pantalone abbinato, maglia e pantaloncini da calcio e una serie di accessori che completano il look: occhiali da sole, cappellino,cintura e un accendino Zippo. La collezione Supreme/Emilio Pucci sarà disponibile dal 10 giugno nei negozi Supreme (quello di Milano, il primo in Italia, ha aperto in aprile in corso Garibaldi), su supremenewyork.com e dall’11 giugno, su emiliopucci.com.

La strana storia di Supreme

Supreme non è un marchio “nuovo” né una start up: nacque nell’aprile del 1994 a New York dall’idea di James Jebbia e si presentò al mercato come marchio di abbigliamento per skater. La storia del brand è strettamente legata al suo primo negozio, che si trova ancora oggi in Lafayette Street a Soho, nella parte sud di Manhattan, vicino al Greenwich Village. Già un anno dopo l’apertura, Vogue America consacrò il marchio paragonandolo a Chanel e spiegando che erano entrambi un marchio di culto. Da allora Supreme è spesso chiamato “lo Chanel dello streetwear”. I monomarca Supreme si trovano a Parigi, Londra, Tokyo, Nagoya, Osaka e Fukoka, tutti con un design simile all’originale store di New York. Lo scorso anno è stato aperto il secondo store a New York, nel quartiere di Brooklyn e, come abbiamo detto, a poco più di un mese fa risale l’inaugurazione dello spazio di Milano.

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