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Emirates abolisce il test anti Covid per i passeggeri

Era stato provato su voli per la Tunisia e per l’India. Tutti i passeggeri erano risultati negativi. Ora per Dubai Health Authority il test è poco attendibile

di Mara Monti

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(EPA)

Era stato provato su voli per la Tunisia e per l’India. Tutti i passeggeri erano risultati negativi. Ora per Dubai Health Authority il test è poco attendibile


2' di lettura

E’ stata la prima compagnia al mondo ad introdurre il test sierologico Covid-19 per i passeggeri in partenza dall’aeroporto di Dubai e la prima a ritirarlo. Il vettore ha deciso di sospendere questa misura di controllo anti coronavirus dopo che Dubai Health Authority (DHA) ha valutato il test rapido del sangue poco attendibile e non verrà più utilizzato fino a quando non saranno adottati protocolli riconosciuti a livello mondiale, secondo la DHA.

Emirates aveva utilizzato per la prima volta il test sierologico per individuare eventuali casi di passeggeri asintomaci lo scorso 15 aprile sul volo da Dubai per Tunisi e un secondo test a maggio sui voli di rimpatrio dall’India. In tutti questi casi i passeggeri erano risultati negativi. Il test adottato da Emirates, secondo recenti studi, ha una validità del 30% dei casi mentre inizialmente si pensava che coprisse l’80% dei casi.

Nel frattempo la compagnia che ha annunciato la ripresa dei voli di linea dal 21 maggio, verso Milano ed altre 8 destinazioni, ha confermato le misure già adottate dallo scorso aprile: i passeggeri e l’equipaggio continueranno a essere sottoposti a screening della temperatura prima dell’imbarco. Mascherine e guanti rimangono obbligatori in aeroporto sia per i passeggeri sia per i dipendenti.

Le compagnie aeree e le autorità aeroportuali stanno studiando le misure appropriate per riprendere i voli in sicurezza nonostante la pandemia non sia stata ancora debellata. Sulla scia di Dubai anche l’aeroporto di Vienna dallo scorso 3 maggio ha messo a disposizione il test PRC anti coronavirus al costo di 190 euro accessibile direttamente in aeroporto nel giro di tre-sei ore. Il test è disponibile soltanto per i residenti che rientrano in Austria i quali potranno evitare la quarantena. Per tutti gli altri sarà necessario esibire un certificato medico in cui si attesti di avere effettuato il test Covid19 negli ultimi quattro giorni, in caso contrario c’è l’obbligo della quarantena di due settimane.

Altri aeroporti stanno seguendo l’esempio dell’Austria: in Serbia i residenti in arrivo all’aeroporto di Belgrado saranno sottoposti al test Covid-19. In Turchia il ministro della Salute ha annunciato che è in preparazione un piano per effettuare test di massa sul Covid-19 ai viaggiatori in arrivo dall'estero ai valichi di frontiera terrestri e aeroportuali.

Aggiornato con i casi di Serbia e Turchia

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