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Emirates per il 32esimo anno in utile

Per il ceo di Qatar Airways il traffico aereo non tornerà ai livelli pre-crisi prima del 2023. Gran Bretagna mette in quarantena i passeggeri in arrivo dall’estero. In Borsa scivolone dei titoli delle compagnie

di Mara Monti

(REUTERS)

3' di lettura

«Almeno altri 18 mesi prima che la domanda di viaggi torni a una parvenza di normalità» secondo Emirates. «Non prima del 2023 a meno di un miracolo» secondo Qatar Airlines. Nessun segnale di ottimismo dalle compagnie mediorientali che come gli altri vettori stanno soffrendo per le restrizioni ai voli a cui si è aggiunta la chiusura degli aeroporti inglesi con la richiesta di quarantena per chi arriva dall’estero.

Emirates 32esimo anno di profitti

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Per Emirates il 2019 è stato il 32esimo anno consecutivo di profitti benché in calo insieme al fatturato a causa della pandemia di Covid-19 scoppiata nell’ultimo trimestre. Il gruppo Emirates che ha pubblicato i dati annuali ha registrato un utile di 1,7 miliardi di Dirham (456 milioni di dollari) in calo del 28% rispetto al 2018 mentre il fatturato ha raggiunto 104 miliardi di Dirham (28,3 miliardi di dollari), con un decremento del 5 per cento. La compagnia la prima a testare il tampone anti Covid-19 per i suoi passeggeri, ha adottato a bordo misure di distanziamento sociale lasciando libero un posto tra i passeggeri e introducendo obbligando dell’uso delle mascherine e dei guanti a bordo dei suoi aerei. Il fondo sovrano dell’Emirato che controlla la compagnia aerea ha messo a disposizione 13 miliardi di dollari a sostegno del settore aeronautico .

Qatar pronta ad aumentare i voli entro giugno

Previsioni fosche per il ceo di Qatar Airways Akbar al-Baker secondo il quale soltanto un miracolo potrà fare tornare il trasporto aereo ai livelli pre-crisi . Il numero uno della compagnia basata a Doha non ha escluso di lasciare a terra fino al 25% degli aeromobili per diventare un vettore più «snello» quando la crisi sarà superata. Finora Qatar Airways è stata una delle poche compagnie aeree a mantenere quasi completo il suo network durante la crisi, con il 75% della sua flotta ancora operativa. Questo in netto contrasto rispetto ad alcuni vettori che hanno messo a terra il 90% dei loro aerei. Al-Baker ha spiegato che ciò è dipeso dall’aumento delle operazioni di cargo e dai voli di rimpatrio. Il vettore che al momento ha attive 30 destinazioni non esclude di rafforzare il suo operativo entro la fine di giugno portando ad 80 i collegamenti del network.

Gran Bretagna, in quarantena i passeggeri in arrivo dall’estero

A mettere sotto pressione ulteriormente il settore aeronautico è stata la decisione della Gran Bretagna di chiedere a chiunque arrivi dall’estero due settimane di isolamento a partire dalla fine di maggio per evitare la diffusione del virus. Dalla restrizione sono esclusi i passeggeri in arrivo dalla Francia e dall’Irlanda, ma altri paesi potrebbero essere esentati. Le compagnie aeree esposte sugli aeroporti londinesi, tra i più importanti scali in Europa per il turismo e il business, hanno subìto pesanti perdite in Borsa: IAG è arretrata del 3,7%, easyjet - 8,8% e Ryanair - 5 per cento. La decisione del governo di Boris Johnson mette in forse i piani di rilancio delle compagnie: Ryanair ha pianificato di tornare a volare con il 50% del suo operativo entro luglio e settembre e British Airways con il 45% nei mesi estivi.

La Iata l’associazione internazionale delle compagnie aeree ha chiesto che le misure di restrizione vengano coordinate a livello europeo. La Commissione europea dovrebbe riunirsi mercoledì 13 maggio per formulare raccomandazioni specifiche ai governi dei paesi dell’Unione.

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