ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCompagnie aeree

Emirates vede la ripresa: entro l’inverno voli al 70% della capacità pre Covid

Il prossimo passo saranno i voli Covid free per volare senza quarantena tra l’Italia e gli Emirati, come già avviene per i voli su New York

di Mara Monti

(REUTERS)

4' di lettura

Emirates è fiduciosa nella ripresa del traffico aereo ed entro la stagione invernale potrebbe arrivare ad offrire il 70% della capacità raggiunta prima della pandemia. «Molti paesi stanno riaprendo, compresa l’Italia, e questo ci rende fiduciosi sull’andamento del traffico che ci consentirà di arrivare ad offire fino al 70% della nostra capacità pre Covid entro la fine dell’anno - ha dichiarato Adnan Kazim, chief commercial officer di Emirates in questa intervista al Sole 24 Ore rilasciata nella sede della compagnia, a Dubai. - Tuttavia, come dimostra il caso dell’India, fare previsioni è difficile: la nostra speranza è di tornare ai livelli pre-Covid nel 2022».

In arrivo i voli covid free in Italia

Nei mesi difficili, Emirates ha potuto contare sulla decisione dell’Emirato di lasciare aperti i confini ai visitatori internazionali, sia business sia leisure, garantendo protocolli sanitari rigorosi. Prima compagnia ad introdurre i test Covid per volare in sicurezza, ai sui passeggeri ha garantito una copertura assicurativa e la possibilità di accedere al Travel pass della Iata che consente di scaricare i dati su vaccinazioni e test Covid. Il prossimo passo saranno i voli Covid free per volare senza quarantena tra l’Italia e gli Emirati, come già avviene per i voli su New York. In Europa resta vietato volare in Gran Bretagna essendo Dubai ancora nella «red list»: per chi arriva, quarantena obbligatoria in albergo. «Dubai è sempre stata aperta nel rispetto dei protocolli sanitari consentendoci di continuare a lavorare senza “uccidere” l’economia», ha aggiunto il Cco. Gli ultimi indici economici mostrano una netta ripresa del business, sostenuto anche dal turismo e dalla fiducia delle imprese che sperano nella fine della crisi Covid.

Loading...

Vaccini e restrizioni allentate

Ad alimentare la fiducia, il rigoroso piano vaccinale predisposto dalle autorità sanitarie, iniziato lo scorso settembre con il siero cinese Sinopharm a cui si sono aggiunti AstraZeneca, Pfizer e il russo Sputnik: oggi oltre l’80% della popolazione risulta vaccinata, seconda solo a Israele. Pur mantenendo l’obbligo della mascherina e del distanziamento, nei giorni scorsi Dubai ha annunciato l’allentamento delle ultime restrizioni per bar e ristoranti e via libera agli eventi, ma solo per chi può dimostrare di essere vaccinato.

La nuova premium economy

Ora si tratta di ripartire dopo un anno che ha visto il traffico di Emirates crollare del 70% nel 2020. Per l’emergenza è intervenuto il governo, che ha stanziato aiuti per 2 miliardi di dollari e avviato un piano di ristrutturazione per i 60mila dipendenti con licenziamenti e cassa integrazione. Nel prossimi giorni sono attesi i dati finanziari 2020: nel primo semestre la compagnia ha riportato un calo del fatturato del 75% a 3,7 miliardi di dollari, registrando la prima perdita in 30 anni a 3,4 miliardi di dollari. Risultati inevitabili di fronte al crollo dei passeggeri del 95% in piena pandemia.

La ridotta domanda del business travel ha spinto il vettore a rivedere la configurazione di alcuni aerei, introducendo per la prima volta la premium economy: «Oggi il traffico business è molto debole, le aziende preferiscono le attività in remoto. Tuttavia, assistiamo a un nuovo trend: si sceglie la business anche per turismo perché garantisce il distanziamento - spiega Adnan Kazim -. È solo una questione di tempo, il business travel tornerà. L’introduzione della quarta classe, la premium economy, su tre A380 era già in programma prima della pandemia. Non intendiamo modificare la configurazione degli aerei, la nostra filosofia non cambia, pensiamo di avere un prodotto che piace e confermiamo il nostro impegno verso l’A380». Per l’estate Emirates, che ha appena annunciato un accordo di code-sharing con FlyDubai su 168 destinazioni, conta di utilizzare l’A380 verso 18 destinazioni, erano 73 prima della pandemia.

Il gigante dei cieli - che prima della crisi atterrava anche in Italia, oggi sostituito dal Boeing 777 - può trasportare fino a 354 passeggeri: nella sua flotta di oltre 250 velivoli, Emirates ne conta 115; il resto è rappresentato da velivoli di media dimensione come i 153 Boeing 777 i cui ordini potrebbero essere rimodulati a favore del Boeing 787. «La combinazione delle diverse tipologie di velivoli ci consente di essere flessibili e di rispondere velocemente ai cambiamenti della domanda», spiega il manager.

Un aiuto arriva da Expo

L’apertura di Expo2020 a Dubai il prossimo ottobre, posticipato di un anno causa Covid, sarà un volano per la ripresa del traffico dal momento che si prevedono più di 20milioni di visite. «È un evento importante» spiega Flavio Ghiringhelli, country manager per l’Italia, il quale spera di riportare l’A380 in Italia al più presto: con 54 voli prima della pandemia, oggi i collegamenti sono 14 da Milano, Roma e Bologna e presto anche da Venezia. Dal primo giugno tornerà il volo su New York operato con il B777.

«Al momento il traffico è ancora etnico perché il turismo è limitato dagli obblighi di quarantena, ma con l’introduzione dei voli Covid free - che speriamo saranno approvati dal ministero della Salute al più presto - il traffico business e leisure potranno riprendere in sicurezza».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti