Sport

Emirati Arabi, tra Formula 1 e nuoto Abu Dhabi capitale dello sport mondiale

Oggi nell’emirato si corre la tappa fina del Circus con la sfida tra Hamilton e Verstappen. Da giovedì al via le gare iridate in vasca corta

di Mario Nicoliello

 Il circuito Yas Marina dal 2014 ospita la gara finale della stagione di F 1

3' di lettura

Dalla Formula 1 al nuoto lo sport internazionale è di casa sull’atollo di Yas, l’isola artificiale più chic di Abu Dhabi.

Qui dove una volta scorrevano le acque del Golfo Persico adesso, dopo un investimento da 40 miliardi di dollari effettuato dall’Aldar Properties, campeggiano hotel di lusso, impianti multifunzionali e una marea di parchi tematici: da quello acquatico a quello cinematografico di Warner Bros fino al Ferrari World, una meraviglia per gli appassionati del Cavallino Rampante.

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Formula 1 e nuoto

Oggi le Rosse di Maranello assisteranno da comprimarie al duello tra Lewis Hamilton e Max Verstappen per il trono iridato della Formula 1, ma da giovedì l’Italia sportiva potrebbe fare la voce grossa qualche centinaia di metri più a sud rispetto al circuito di Yas Marina, all’interno della Etihad Arena. Il palazzetto finora dedicato a concerti e incontri di arti marziali sarà il teatro per sei giorni della quindicesima edizione dei Mondiali in vasca corta di nuoto. Siccome a quelle latitudini sono abituati a fare le cose in grande, accanto alla rassegna natatoria gli emiratini allestiranno in parallelo un grande Festival acquatico comprendente anche competizioni di tuffi tradizionali, tuffi dalle grandi altezze e nuoto in acque libere. Circostanza resa possibile dal clima mite di Abu Dhabi, dove in questi giorni la temperatura varia dai 18 a 27 gradi. Condizioni ideali per nuotare sia al coperto sia all’aperto, sebbene le cose migliori si vedranno sotto il tetto di un’arena da 18mila spettatori, costruita in tempi di Covid e inaugurata lo scorso gennaio, i cui naming rights sono stati acquistati dalla compagnia aerea locale. A installare la piscina provvisoria è stata la Myrtha Pools di Castiglione delle Stiviere. L’azienda italiana ha realizzato nel Golfo la vasca principale (25 metri di lunghezza, 26 di larghezza e due di profondità) e quella di riscaldamento, che dal 16 al 21 dicembre saranno usate dai 1500 nuotatori e addetti ai lavori provenienti da 175 Paesi.

Il Mondiale di Abu Dhabi avrà un montepremi complessivo di 2,8 milioni di dollari, il più alto di sempre per una rassegna iridata in corta. Per ciascun record del mondo verrà assegnato un bonus supplementare di 50mila dollari.

Conti in tasca alla Fina

Spulciando i bilanci della Fina – la Federazione mondiale del nuoto con sede a Losanna e presieduta da giugno dal kuwaitiano Husain Al-Musallam – emerge come il giro d’affari dell’ultima rassegna iridata in vasca corta – quella di Hangzhou 2018 – sia stato di quasi 15 milioni di franchi svizzeri, suddiviso in tre voci principali. I diritti televisivi e gli sponsor hanno portato in dote 10 milioni di franchi, i fornitori di prodotti 2,8 milioni, mentre 1,9 milioni sono stati versati dalla città organizzatrice. Sul fronte dei costi la voce più cospicua è stata quella relativa ai premi destinati agli atleti (2,2 milioni di franchi), seguita dalle spese di marketing (1,6 milioni), dalla produzione tv (1,6 milioni), dalle spese di trasferta (1,4 milioni) e dai contributi alle Federazioni (1,1 milioni). Anche per la rassegna di Abu Dhabi la Fina replicherà lo stesso meccanismo, garantendo alle singole Federazioni nazionali un contributo di 1,12 milioni di franchi svizzeri.

Gli organizzatori locali possono gestire in proprio due leve di fatturato: biglietteria e sponsor nazionali. In merito ai tagliandi, i prezzi sono popolari: il pacchetto comprendente tutte e dodici le sessioni di gara varia dai 150 ai 500 dirham, ossia dai 36 ai 120 euro, mentre per la singola sessione i prezzi vanno 2 e 9 euro, per le batterie da 16 ai 18 euro, per le finali.

Gli sponsor in campo

Sul fronte delle sponsorizzazioni, i partner ufficiali della Fina sono Hisamitsu, Myrtha Pools, Nikon, Nongfu Spring, Omega, Yakult e Salonpas. A questi gli organizzatori hanno aggiunto sette partnership locali che arricchiscono il paniere degli sponsor.

Ad Abu Dhabi c'è tanta voglia di sport e il sogno, non tanto nascosto, è quello di candidarsi per i Giochi olimpici, insieme o contro Dubai e salvo il problema del clima.

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