ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùTest ride - Zero Motorcycles Sr

Emozioni da vera sportiva per la moto a ioni di litio

di Gianluigi Guiotto

Alternativa credibile. Look e prestazioni della naked elettrica Zero Sr sono convincenti e l'autonomia pur migliorabile è adatta alle esigenze

3' di lettura

Il marchio californiano Zero Motorcyclese, specializzato in moto elettriche, ha rinnovato nel 2022 la Sr, naked dall’aspetto grintoso e sportivo; l’abbiamo provata per capire se può davvero rappresentare un’alternativa alle moto con motore termico

L’ultima nata in casa Zero Motorcycles, la Sr model year 2022 appunto, è una naked che riprende linee e scelte progettuali oggi molto in voga tra le cosiddette naked vitaminizzate: sella sdoppiata tra pilota e passeggero, portatarga fissato al robusto forcellone, telaio a traliccio, forcella Showa a steli rovesciati, luci e indicatori di direzione a led e strumentazione racchiusa in uno schermo Tft collegabile allo smartphone.

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Con la batteria da 14.4+ kWh di serie l’autonomia dichiarata è di 251 km nel ciclo urbano che scendono a 124 km in autostrada a una velocità di 113 km/h. Attraverso il sito del Cypher Store, però, è possibile (pagando) sbloccare la maggiore capacità dell’accumulatore sino a raggiungere i 17,3 kWh per ottenere più autonomia (rispettivamente, 301 km e 150 km) e incrementare le potenzialità del motore Zf 75-10 che, di serie, eroga 75 cv e 166 Nm, per una velocità massima di 167 km/h: con l’upgrade i numeri salgono a 110 cv, 190 Nm e 200 km/h.

Abbiamo provato la Sr per una paio di settimane per capire se è davvero in grado di conquistare i motociclisti. Per ricaricare la batteria da una presa domestica (il cavo entra nel vano del finto serbatoio) occorrono 7-8 ore, una notte in garage, al termine della quale il display ci dice che potremo fare 194 km.

Quattro sono le mappe disponibili con diversi valori di velocità massima, potenza, coppia massima, rigenerazione folle e rigenerazione frenata: Rain, Eco, Standard e Sport, più Canyon che può essere settata a piacimento tramite la app. Partiamo con la Standard per avere un approccio soft con la nuova guida: offre il 50% della potenza e il 43% di coppia massima, e solo il 50% della rigenerazione in frenata. La posizione di guida è comoda, con la schiena abbastanza eretta, ma con le ginocchia un po’ piegate. In questo modo la Sr è una normale moto automatica e assomiglia a una tradizionale moto con motore termico. Lasciamo allora ogni indugio e passiamo al riding mode “Canyon”, mettendo tutti i parametri al 100%. E qui la Sr ci sorprende: bastano pochi chilometri per capire che apre un panorama decisamente nuovo per i motociclisti. La Sr è infatti una moto incredibile: appena si apre il gas si è spinti in avanti da una forza eccezionale che spinge tantissimo e senza mai calare. Al semaforo, in città, nessun mezzo riesce a stare al passo della Sr; alla partenza dal casello, poi, si toccano i 130 km/h in una manciata di secondi. Quello che ci ha colpito è la frenata rigenerativa che, di fatto, limita tantissimo l’uso dei freni (bene, perché il posteriore ha poco mordente). Ci sono poi i vantaggi offerti in generale dall’elettrico: silenziosità, nessun calore dal motore, nessuna vibrazione e tanta agilità grazie al baricentro basso dovuto al posizionamento del pacco batterie. Tra i difetti della Sr segnaliamo il ridotto angolo di sterzo, lo scarso mordente del freno posteriore, e, sì, l’autonomia, principale limite alla diffusione delle moto elettriche (oltre al prezzo elevato: quasi 20mila euro).

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