Energia

En Ergon porta biometano estratto dai rifiuti organici per riscaldare 3mila case

Operativo a fine anno l'impianto ha richiesto un investimento da 30 milioni. L'amministratore Riderelli Belli: «Iter di realizzazione lungo e complesso»

di Michele Romano

A Ostra (Ancona). L'impianto di biometano da 30 milioni

3' di lettura

Quando andrà a regime, entro la fine di quest’anno, sarà in grado di trasformare oltre 32,5 mila tonnellate annue di rifiuti organici in 3 milioni di metricubi di biometano da immettere nelle reti Snam per riscaldare e fornire energia a 3.000 abitazioni, praticamente l'intera cittadina di ad Ostra, in provincia di Ancona. Quello di En Ergon, società del Gruppo Astea, è un progetto ambizioso che ha richiesto un investimento da 30 milioni di euro, di cui 6 a titolo di equity e 24 mediante il ricorso a finanziamenti di un pool di banche, con Intesa Sanpaolo in qualità di sustainability coordinator.

La realizzazione dell'impianto è ormai completa all'80%: sono in fase di conclusione le lavorazioni edili, che stanno procedendo parallelamente al montaggio delle opere elettromeccaniche: i lavori si concluderanno entro maggio e i collaudi (hot and cold commissioning) saranno perfezionati entro metà anno; a seguire si procederà alla ricezione dei conferimenti e, contemporaneamente, all'avvio produzione biometano.

Loading...

In Italia sono pochissimi gli impianti realizzati o in costruzione in grado di ricevere e trattare le frazioni di rifiuti organici. Il primo nelle Marche è quello di En Ergon a Ostra e contribuirà in maniera decisiva al trattamento della forsu locale (l'umido proveniente dalla raccolta differenziata), considerando che soltanto nella provincia di Ancona la frazione dei rifiuti organici ammonta a circa 50 mila tonnellate annue, attualmente smaltite fuori regione, tra Emilia-Romagna e Veneto, con importanti costi di trasporto su gomma e un impatto ambientale stimato in 622 tonnellate di anidride carbonica, che grazie al nuovo impianto si ridurranno a 74 considerando soprattutto il risparmio sui vettori; senza contare che l’impianto sarà in grado di produrre anche compost misto per usi zootecnici e florovivaistici.

«L'iter per la realizzazione dell'impianto è stato lungo e complesso», spiega Massimiliano Riderelli Belli, amministratore di En Ergon e direttore generale di Astea. I primi documenti relativi alle richieste di autorizzazione per la sua realizzazione risalgono al 2009 e solo 10 anni dopo è stato perfezionato l'iter: nel mezzo ci sono state le variazioni del progetto, passato dall’iniziale impianto di trattamento forsu per la produzione di energia elettrica da biogas a uno per la produzione e immissione diretta in rete di biometano. Senza contare «le avversità iniziali del territorio», venute gradualmente meno una volta comprese l'importanza dell'investimento, la sostenibilità del progetto e il valore aggiunto creato a beneficio dell’ambiente e dell'economia locale. «Siamo nella norma» si rammarica Riderelli Belli, che aggiunge: «I tempi sono troppo lunghi rispetto a una transizione ecologica che non può aspettare».

Il Gruppo Astea (quartier generale a Osimo, fatturato di oltre i 44 milioni nel 2021 e circa 250 addetti) si occupa di distribuzione gas, produzione e distribuzione di energia elettrica e di calore per teleriscaldamento, illuminazione pubblica, nonché di gestione dei servizi ambientali e trattamento dei rifiuti urbani, con un bacino di clienti pubblici (i comuni di Osimo e Numana) e privati. I tempi lunghi della burocrazia, anche nei percorsi di transizione energetica green e sostenibilità, non spaventano la multiutility, che sono al centro del piano industriale «già quando non erano temi di interesse»: dalle centrali idroelettriche, che producono energia dai corsi d’acqua, alla centrale di cogenerazione, che alimenta in forma centralizzata la rete di teleriscaldamento di Osimo; dall’impianto di selezione rifiuti, al centro del riuso alle casette dell’acqua, che consente di ridurre sensibilmente sia la quantità di rifiuti prodotti sia la quantità di rifiuti non riciclabili e destinati a smaltimento in discarica.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti