INFRASTRUTTURE IN BORSA

Enav, non c’è solo l’Italia: nel radar più ricavi esteri. La scommessa sul satellite

di Vittorio Carlini


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5' di lettura

Il core business di Enav resta, ovviamente, legato al mercato domestico. E, tuttavia, c’è anche la volontà d’incrementare i ricavi realizzati all’estero. Certo: la loro percentuale, sull’intero giro d’affari, è destinata a rimanere con un’incidenza a singola bassa cifra percentuale. Ciò detto però l’obiettivo, prendendo come base di riferimento il fatturato oltreconfine del 2015, è di raddoppiare il numero in oggetto. Vale a dire: raggiungere, in valore assoluto, circa 20 milioni nel medio periodo. Inoltre la valenza, soprattutto dal punto di vista strategico, non può essere trascurata: Enav guarda all’estero per ampliare il suo perimetro.

NOVE MESI DEL GRUPPO A CONFRONTO

Dati in milioni di euro

Già, guardare oltreconfine. Attraverso quali mosse? Per rispondere alla domanda è dapprima necessario ricordare l’oggetto sociale del gruppo. Orbene: la società svolge la quasi totalità dell’attività in un settore regolamentato e in regime di monopolio. In generale si tratta della gestione e controllo del traffico civile nello spazio aereo italiano. A ciò si aggiungono, poi, altri servizi per la navigazione: dalla cartografia aeronautica ai piani di volo fino al meteo.Le attività non regolate, dal canto loro, ricomprendono la consulenza aeronautica o le commesse per servizi sul mercato terzo (non regolamentato). Quest’ultimo comparto, per l’appunto, è quello coinvolto nella strategia sull’estero. Un progetto il quale è caratterizzato dal focus su tre aree geografiche: l’Africa (in particolare il Nord del Continente); gli Emirati Arabi e, poi, il Sud-Est asiatico. Su quest’ultimo fronte Enav è presente con una sua controllata (Enav Asia Pacific).

L’impegno, tra le altre cose, riguarda la consulenza per l’avvio del nuovo centro di controllo dello scalo di Kuala Lumpur (Malesya). L’attività in generale, da una parte, richiede un coinvolgimento di medio lungo periodo; e dall’altra, proprio per questo motivo, ha spinto alla creazione della controllata. La società, a ben vedere, costituisce una sorta di hub per l’area. Enav, infatti, guarda anche ai mercati vicini dove il traffico aereo è in aumento e le autorità locali hanno piani d’investimento nelle infrastrutture. Qualche esempio? Il Vietnam, le Filippine o Singapore. Un po’ diverso, invece, il discorso nel Medio Oriente. Negli Emirati Arabi Enav ha aperto una branch commerciale. L’obiettivo, anche qui, è la crescita. E però, allo stato attuale, non si vede la necessità di fare il “salto di qualità” attraverso la creazione di una controllata come nel Sud-Est asiatico. Infine il Continente Nero. In quest’area Enav è presente in diversi Paesi: dal Marocco fino al Kenya. Qua non è previsto alcun ufficio commerciale.

LA DINAMICA DEL MOL DEL GRUPPO

In milioni di euro

Ma non è solamente l’attività di servizi o consulenza. L’impegno al di fuori del business tradizionale, e della stessa Italia, riguarda anche i satelliti. Enav, infatti, in ottobre ha completato l’investimento (tramite la controllata Enav North Atlantic) di circa 61,5 milioni di dollari in Aireon. Un esborso che ha consentito di acquisire il 12,5% della società che ha l’obiettivo di mettere in orbita un servizio di sorveglianza satellitare globale. L’impegno finanziario, è chiaro, non è da poco. Tanto che, anche perchè fuori dal tradizionale perimetro del gruppo, può indursi il dubbio rispetto ai razionali dell’ investimento. La società, dal canto suo, si dice tranquilla e sottolinea al contrario la valenza dell’operazione. In primis sotto il profilo strategico-industriale. Da una parte infatti il satellite permette di coprire vaste aree terrestri (come l’oceano e i deserti) dove il radar non arriva. Il che, giocoforza, costituisce un appeal significativo al progetto. Dall’altra l’uso combinato delle due tecnologie consente, oltre all’acquisizione di importanti know how, di realizzare maggiori efficienze e riduzioni dei costi. Non solo. Enav ricorda infine la finalità finanziaria del programma. Entro il 2018 la costellazione dovrebbe essere completata. Ebbene: attualmente, è l’indicazione dell’azienda, già ci sono contatti avanzati con potenziali clienti interessati al servizio. Tanto che, dopo il 2020-2021, Enav indica che dovrebbe iniziare ad incassare i primi dividendi legati alla sua quota azionaria.

ONERI OPERATIVI A CONFRONTO

Dati in milioni di euro

ONERI OPERATIVI A CONFRONTO

Fin qui alcune indicazioni sulle strategie nei settori non regolati o nei sistemi satellitari. Ma quali le priorità rispetto al core business aziendale? La società sottolinea il continuo focus sulla ricerca di maggiori efficienze e riduzione dei costi. Proprio rispetto a quest’ultimo argomento gli oneri operativi sono passati da 454,086 milioni al 30/9/2016 ai 442,52 milioni dello scorso 30 settembre. Cioè: c’è stata una riduzione del 2,5%. L’andamento è l’effetto del processo di razionalizzazione del business portato avanti da Enav. Un programma composto da un mix di attività: dalla ri-negoziazione dei contratti di approvvigionamento all’internalizzazione della gestione del magazzino fino all’efficientamento di alcune infrastrutture civili. Uno sforzo che induce la società a prevedere, salvo eventi eccezionali, che la traiettoria di calo dei costi operativi è confermata sull’intero 2017.

I FLUSSI DI CASSA DELLA SOCIETÀ

Dati in milioni di euro

Al di là dei tagli dei costi, però, rileva la stessa maggiore efficienza. Una condizione che viene perseguita anche grazie agli investimenti sul fronte delle tecnologie. In generale i Capex stimati nel 2017 sono compresi tra 115 e 120 milioni. Di questi una parte rilevante è appannaggio, per l’appunto, dell’innovazione. Così può, tra le altre cose, ricordarsi il completamento (previsto nel 2019-2020) del nuovo processore per i dati di volo. Oppure il cosiddetto data link. Vale a dire: un sistema che consente al controllore di volo non solo di dialogare a voce con i piloti bensì di comunicare con quest’ultimi anche attraverso la trasmissione di dati. Insomma: un mix d’interventi che, da un lato, consentono alla società di continuare nella ricerca della maggiore efficienza e dei minori costi; e, dall’altro, le permettono (anche) di confermare per fine 2017 l’Ebitda margin intorno al 30%.

Ciò detto il risparmiatore volge lo sguardo verso lo stato patrimoniale. Ebbene qui, alla fine dei primi nove mesi del 2017, il rosso della Posizione finanziaria netta (Pfn) è salito rispetto al 31 dicembre del 2016. Una dinamica che preoccupa? Enav risponde negativamente. In primis, è l’indicazione, il rapporto tra debito netto ed Ebitda è di 0,6. Un valore basso, addirittura inferiore all’unità. Cioè, ricordano gli esperti, il livello soglia che indica come la società sia in grado di fare fronte agli impegni debitori solamente con il proprio reddito operativo lordo. Inoltre, ricorda sempre Enav, c’è il dividendo staccato a maggio. Senza dimenticare, poi, la stagionalità dell’attività: l’incremento del traffico, e quindi del business, tipico del periodo estivo impatta sulla Pfn. Con il che il confronto con il dato di fine 2016 è poco significativo. Anche perchè, aggiunge la società, la Pfn al 31/12/2016 è stata positivamente influenzata da eventi non ricorrenti quali, ad esempio, l’anticipazione di incassi sui redditi Iva. In conclusione, dice Enav, l’andamento della Pfn non desta alcuna preoccupazione.

Analogamente all’incremento dei crediti commerciali legato, in parte, alle vicende di Alitalia. Qui, si legge nella relazione sui dati dei primi nove mesi, l’aumento della voce contabile è riconducibile per circa 17 milioni al mancato incasso dei crediti vantati verso la compagnia area. La quale però, ricorda dapprima Enav, paga regolarmente ogni mese quanto dovuto per l’attività di rotta e quella di terminale. Ciò detto la somma in oggetto, peraltro già segnalata nella semestrale, riguarda somme congelate e riconducibili a marzo ed aprile scorsi. Vale a dire, spiega Enav, i due mesi antecedenti all’avvio della procedura concorsuale di Alitalia. In tal senso Enav, rispetto al tema in oggetto, da un lato si dice fiduciosa che la posizione verrà risolta positivamente; e, dall’altro, non vede un particolare rischio di credito rispetto ad Alitalia

A fronte di un simile contesto, e ricordando che le stime sul traffico aereo globale sono in rialzo, quali allora le prospettive sull’intero 2017? Il gruppo, che nei primi nove mesi del 2017 ha visto sia i ricavi che la redditività aumentare, conferma il fatturato netto in aumento a bassa singola cifra percentuale. L’Ebitda margin, dal canto suo, dovrebbe per l’appunto assestarsi intorno al 30%.

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