il monitoraggio

Enea: «L’appeal del Superbonus si limita (per ora) a villette e piccole unità»

Secondo un monitoraggio dell’Ente per l’Energia, in poco più di 20 giorni sono stati poco meno di 200 gli interventi presentati e autorizzati con un’ammissione a detrazione di circa 15 milioni e una spesa media sui 100mila euro associabile a riqualificazioni di case uni/bifamiliari o palazzi con poche unità

di Maria Chiara Voci

default onloading pic

Secondo un monitoraggio dell’Ente per l’Energia, in poco più di 20 giorni sono stati poco meno di 200 gli interventi presentati e autorizzati con un’ammissione a detrazione di circa 15 milioni e una spesa media sui 100mila euro associabile a riqualificazioni di case uni/bifamiliari o palazzi con poche unità


4' di lettura

Il monitoraggio dell’Enea, avviato di pari passo con l’entrata in esercizio della piattaforma per l’invio delle richieste di accesso al superbonus edilizio del 110%, segnala che in poco più di 20 giorni sono stati 193 gli interventi presentati e autorizzati con un’ammissione a detrazione di circa 14,7 milioni e con crediti fino a 16,2 milioni. Ciò significa – facendo due calcoli – che la spesa media delle operazioni di aggira sui 100mila euro: importi associabili a riqualificazioni energetiche e/o sismiche di case uni o bifamiliari o palazzi con un numero limitato di unità.

Il senso della misura varata dal Governo, tuttavia, è quello di favorire innanzitutto il recupero dei condomini: palazzi con decine o centinaia di unità, costruiti negli anni ’70-’80, il cui restyling davvero può fare la differenza nella riduzione dell’impatto ambientale e della CO2 nei nostri centri abitati.

Loading...

Da Torino a Milano alla Toscana siamo agli albori di alcuni (ma ancora pochi nel numero) grandi interventi: quali sono i problemi e le opportunità che nel concreto devono essere affrontati dai pool di progettazione? Lo abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti.Sotto la Mole è arrivata al via libera dell'assemblea (ed è ora nella fase della progettazione esecutiva) una maxi-operazione per il recupero con efficientamento energetico di un condominio di 300 alloggi in corso Monte Cucco. L'operazione - che ha preso il nome di “Teodosia110%” - vede in prima linea un team di progettisti, guidato da BOX Architetti e Onleco, con Proeco ed Eraldo Martinetto (l'autore del progetto originario), insieme all'impresa Secap. Per raggiungere il salto di classe chiesto dal superbonus, i lavori riguarderanno la realizzazione di un cappotto, l'isolamento dei pilotis e delle coperture, la sostituzione degli infissi e l'installazione di un impianto sia fotovoltaico che solare termico per l'acqua calda sanitaria. «Una volta che il cantiere sarà terminato - spiega Lorenzo Balsamelli di Onleco - il complesso sarà in classe A1 dalla D attuale e i consumi saranno più che dimezzati. Sotto l'aspetto dell'impatto sulla produzione di CO2, se pensiamo che a Torino ci sono circa 115mila alberi, sarà come aver piantato 14mila nuovi alberi. Significa che sette o otto operazioni di questo genere sono in grado di incidere su una città così come potrebbe fare il raddoppio delle superfici destinate a verde». Se i benefici appaiono evidenti, non si può dire lo stesso per il percorso (a ostacoli) che si trovano ad affrontare i progettisti. «Intanto perché occorre riuscire ad arrivare alla delibera di assemblea, con il problema Covid. Noi le riunioni siamo arrivate a farle all'interno di un cinema - prosegue Balsamelli -. Poi perché occorre confrontarsi con le tante incongruità del DM del 26 giugno del 2015 sui requisiti minimi, che presenta ostacoli per le opere di coibentazione, o con le difformità interne dell'edificio che possono incidere sulle parti comuni così come sulla possibilità di intervenire sul singolo appartamento. Infine, le stesse banche non sono ad oggi ancora così preparate ad affrontare il tema superbonus». Soprattutto quando - come nel caso di Torino - per il pagamento si è scelto di procedere con lo sconto diretto in fattura.Altra tipologia di azioni, ma problemi analoghi anche a Milano. Dove lo studio di architettura arch+d3 dell'Architetto Sangiorgi sta collaborando con la società di ingegneria SRC Ingegneria di Piacenza. In itinere ci sono diverse operazioni: un intervento a QT8, il quartiere dell'ottava Triennale in periferia a Milano su una palazzina di 16 unità in cui si è partiti con la fase di diagnosi; un condominio in piazza Cinque Giornate, in pieno centro, in cui si è lavorato molto sulla possibilità di coibentazione delle facciate interne, del tetto e delle terrazze per conseguire il salto di due classi, perché la facciata su strada presenta apparati decorativi-ornamentali che importanti e che quindi possono essere ristrutturati solo usando il bonus facciate; un intervento in San Donato. «La nostra decisione di agire come professionisti demandando a un secondo momento la scelta dell'impresa - spiega Claudio Sangiorgi - è proprio rivolta a spingere perché la committenza non finisca con il perdere la tutela insita nel rapporto di terzietà del professionista rispetto a chi esegue i lavori». Se il superbonus rappresenta un'opportunità, tanti sono gli ostacoli da superare. «Di certo la strada per arrivare all'approvazione dell'assemblea è il primo punto - prosegue Sangiorgi -. Inoltre, nel complesso, resta il fatto che occorre non dimenticarsi che esistono anche altri bonus, come quello facciate. Un aiuto che, nel caso di un altro intervento, condotto in zona fiera, ci ha permesso ad esempio di utilizzare per la facciata resine particolari per l'impermeabilizzazione e la finitura dei balconi, innalzando la qualità dell'intervento grazie alla tecnologia». Se le difficoltà nell'uso del super bonus permangono nei grandi centri urbani, lo stesso accade anche in città minori. «Al momento, a nostra conoscenza, sono partiti solo quei lavori che già erano in corso e che sono riusciti a modificare il progetto per rientrare nel superbonus - racconta Paola Triaca, dello studio Tec Engineering di Lecco -. Certo affrontare un'assemblea, soprattutto in contesti di provincia, dove le proprietà sono piccole non è semplice. In più, il super bonus mette in pista lavori ingenti coinvolgendo soggetti che non avrebbero le possibilità economiche per sottoscrivere contratti così onerosi. Di certo, il rischio nell'assunzione delle responsabilità c'è, sia da parte di chi progetta che della committenza».


Brand connect

Loading...

Newsletter RealEstate+

La newsletter premium dedicata al mondo del mercato immobiliare con inchieste esclusive, notizie, analisi ed approfondimenti

Abbonati