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Enel, 29 miliardi per la rivoluzione elettrica

Oltre 4 miliardi di dividendi nel 2022. L’ad Starace : «Più investimenti per accelerare la decarbonizzazione. Piano solido: aumentiamo target su utili e dividendi». In aumento anche il debito verso quota 48 miliardi

di Laura Serafini

3' di lettura

Per raggiungere più velocemente i target di decarbonizzazione, nel prossimo triennio il gruppo Enel metterà il turbo agli investimenti, ma al tempo stesso farà correre anche i profitti e dunque i dividendi distribuiti agli azionisti. La società elettrica metterà sul piatto 28,7 miliardi di euro nei tre anni (+11%), con l'obiettivo di raggiungere 6,1 miliardi di profitti nel 2022 (contro 4,8 miliardi attesi per fine anno, in aumento del 27%).

Il monte dividendi è destinato a salire da 3,3 miliardi prospettati per l'esercizio 2019 a 4,04 miliardi promessi per il 2022 (e quest'ultima sarà solo una cedola minima garantita). Di questi, poco meno di un miliardo (contro 780 milioni per il 2019) finirà nelle casse del ministero per l'Economia. Viene confermata la dividend policy, che prevede la distribuzione della cifra più alta tra soglia minima garantita (0,35 centesimi nel 2020, 0,37 nel 2021 e 0,4 nel 2022) e il 70% dell'utile ordinario. Sono questi i numeri presentati nell'aggiornamento del piano industriale Enel per il triennio 2020-2022.

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Debito in salita verso 48 miliardi
Nel periodo aumenterà anche l'indebitamento, che tornerà verso i livelli record raggiunti da Enel nel 2007 per l'acquisto della spagnola Endesa (allora però l'Ebitda era pari a 10 miliardi). Il debito netto aumenterà di 1,4 miliardi nel periodo per sostenere gli investimenti: è previsto salire a 47,3 miliardi nel 2022 contro 45,9 miliardi di fine 2019 (con il target di fine anno rivisto in aumento in occasione dell'approvazione dei conti dei 9 mesi). L'aumento dell'esposizione finanziaria sarà però sostenuta dalla crescita dell'Ebitda, che è previsto superare i 20 miliardi per fine 2022 rispetto a 17,8 miliardi attesi per fine anno (+13,8%). Il rapporto tra debito finanziario netto e Ebitda migliorerà da 2,6 volte del 2019 a 2,3 volte del 2022 (tornando ai livelli del 2018).

Chiudono le grandi centrali, crescono le energie rinnovabili
Un ammontare pari a 14,4 miliardi sarà utilizzato per la decarbonizzazione. Alla sostituzione di impianti di generazione convenzionale per una capacità di 5,4 gigawatt con energia rinnovabile (in Italia è prevista la chiusura di 4 centrali a carbone nei prossimi tre-quattro anni) in Italia, Spagna e Cile saranno destinati 5,6 miliardi. In Brasile e Usa saranno realizzati impianti per 4,7 miliardi a sostegno di accordi di fornitura con clienti commercial e industriale. Altri 1,2 miliardi saranno destinati a nuovi mercati o di recente ingresso.

L'aumento della capacità istallata sarà di 14,1 gigawatt entro il 2022 (con una media di 4,7 gigawatt all'anno contro i 3 nel 2019), per un totale di capacità a livello globale di 60 gigawatt. Al miglioramento di efficienza per infrastrutture e reti saranno destinati 11,8 miliardi, mentre la società di servizi innovativi EnelX investirà 1,1 miliardi anche per lo sviluppo di piattaforme, per la gestione delle mobilità elettrica e dei sistemi di demand response. I punti di ricarica a livello globale saliranno dagli 82 mila attuali a 736 mila. Il 95% degli investimenti del triennio sono inclusi tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Onu (SDG), tra decarbonizzazione, digitalizzazione e elettrificazione.

Starace: più investimenti per gli obiettivi SDG dell'Onu
«Il nostro nuovo piano prevede maggiori investimenti rispetto a quello precedente, finalizzati direttamente al perseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Il 2019 ha segnato un punto di svolta per le dinamiche di trasformazione del settore energetico a livello globale e ci aspettiamo un'accelerazione dei trend di decarbonizzazione ed elettrificazione nei prossimi anni», ha commentato l'ad, Francesco Starace. «Enel intende accelerare la decarbonizzazione del proprio mix di generazione, attraverso significativi investimenti nella crescita delle rinnovabili, riducendo progressivamente la generazione da fonti termoelettriche. La solidità di questo piano strategico e la significativa visibilità sui risultati ci consentono di confermare il target di utile netto ordinario di gruppo per il 2020 e di aumentare quello del 2021 rispetto al piano precedente. Confermiamo la nostra politica triennale sul dividendo minimo per azione, rivedendone al rialzo i target del 2020 e 2021 rispetto al piano dell'anno scorso e fissando un nuovo dividendo minimo per azione in aumento a 40 centesimi di euro per il 2022».

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