ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl piano di Starace

Enel annuncia 21 miliardi di cessioni. Fuori da Romania, Perù e Argentina nel 2023

La politica dei dividendi continua a immaginare la distribuzione di una cedola crescente dagli 0,4 euro del 2022

di Laura Serafini

(ANSA)

3' di lettura

Enel prepara una cura da cavallo e si prepara a uscire da 5 mercati esteri con un piano di dismissioni da 21 miliardi da realizzare entro il 2023, anno in cui peraltro scade il mandato della gestione guidata da Francesco Starace. Il piano industriale al 2025 prevede che le cessioni abbiano l'effetto di ridurre l'indebitamento netto di circa 20 miliardi rispetto ai 69 miliardi raggiunti a fine settembre 2022, con una contrazione che il prossimo anno sarà complessivamente di 12 miliardi per attestarsi a circa 52 miliardi nel 2023 (con una previsione di chiudere il 2022 tra 58 e 62 miliardi).

Il gruppo cede Romania, Perù, Argentina

I mercati dai quali il gruppo elettrico prepara l'uscita sono Romania, Perù, Argentina, mentre progetti di cessione a partner sono previsti in Grecia e in Australia. In Brasile verranno cedute le reti di distribuzione di Ceara, nel nord del paese, per concentrare le attività nei grandi conglomerati urbani (SanPaolo e Rio). Oggetto di dismissioni saranno anche portafogli del gas in Spagna e Cile. Il comunicato del gruppo annuncia anche la cristallizzazione degli asset negli Stati Uniti e in EnelXWay, la società delle infrastrutture di ricarica (non è ben chiaro cosa si intende fare: se cedere in tutto o solo in parte quote di capitale, come peraltro già annunciato). I paesi considerati core business e sui quali saranno concentrati i 37 miliardi di investimenti previsti nel piano sono Italia, Spagna, Stati Uniti, Brasile, Cile e Colombia. Il 40 per cento degli investimenti, pari a 15 miliardi, sarà concentrato nelle reti in Europa.

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Cedola minima garantita da 0,43 euro

La cura da cavallo annunciata è destinata ad avere un impatto positivo di circa 2,8 miliardi sull'Ebitda ordinario del gruppo e 900 milioni di euro sull'utile ordinario nel 2024. I nuovi obiettivi del piano industriale stabiliscono che l'Ebitda raggiunga un valore tra 22,2 e 22,8 miliardi nel 2025 rispetto agli oltre 19 miliardi previsti a fine 2022. L'utile netto è destinato a superare 7 miliardi rispetto ai 5-5,3 miliardi attesi a fine anno. La politica dei dividendi continua a immaginare la distribuzione di una cedola crescente: rispetto a 0,4 euro del 2022, il dividendo nel periodo 2023-25 è previsto a 0,43 euro, soglia considerata come «un minimo sostenibile». Entro il 2025, il gruppo prevede di aggiungere circa 21 gigawatt di capacità rinnovabile installata, di cui circa 19 gigawatt nei paesi del core business.

L'ad Starace: ci concentriamo nelle aree che creano valore

«Nei prossimi tre anni ci concentreremo su modelli di business integrati, know-how digitale nonché business e aree geografiche che possano aggiungere valore nonostante le complessità dell'attuale scenario, attraverso una struttura più snella e indicatori finanziari più solidi – ha commentato l'ad di Enel, Francesco Starace -.Ciò aumenterà la nostra resilienza di fronte a potenziali future persistenti turbolenze, oltre a posizionare la nostra creazione di valore in un percorso di ulteriore crescita, a vantaggio di tutti gli stakeholder e accelerando l’indipendenza energetica nei paesi core. La sostenibilità, pienamente integrata nelle nostre decisioni, continua a collocarsi alla base della nostra strategia, facendo anche leva sull’accelerazione dell’elettrificazione in tutte le economie. Questi risultati potranno essere raggiunti grazie alla grande competenza e motivazione dei colleghi del Gruppo Enel e all'assetto organizzativo basato sulle piattaforme digitali che abbiamo adottato».

Nel 2025 1,4 milioni di colonnine di ricarica

Il piano prevede che i punti di ricarica per veicoli elettrici salgano da 0,5 milioni attesi nel 2022 a 1,4 milioni nel 2025. I sistemi di accumulo dovrebbero crescere da da 99 megawatt stimati nel 2022 a 352 megawatt circa nel 2025. I sistemi di demand response, quelli che consentono la flessibilità per la riduzione dei consumi nelle fasi di picco della domanda, dovrebbero passare da circa 8,4 gigawatt stimati nel 2022 a 12,4 gigawatt nel 2025.

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