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Enel corre spinta dalla presentazione della controllata Gridspertise

Il colosso elettrico lancia una società attiva nella consulenza e vendita di servizi per la digitalizzazione delle reti ad altri distributori in Italia e a livello globale

di Eleonora Micheli

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) Enel sotto i riflettori a Piazza Affari, nell’attesa della presentazione in calendario oggi sulla società attiva nella consulenza e nei servizi. I titoli vantano una delle performance migliori del Ftse Mib. Dallo scorso aprile, però, le quotazioni di Enel hanno imboccato la strada del ribasso e soprattutto da inizio settembre hanno ampliato le perdite, accusando in una ventina di sedute un calo attorno al 15%.
Il Sole 24 Ore scrive che il gruppo sta creando una nuova società per crescere nella consulenza e vendita di servizi per la digitalizzazione delle reti ad altri distributori in Italia e a livello globale, anche nei paesi nei quali non è presente. L’iniziativa, che verrà presentata oggi in un evento digitale, passa attraverso lo spin off delle attività che vanno dalla vendita dei nuovi contatori digitali, ai servizi per la gestione intelligente delle reti anche a livello decentralizzato per consentire un’ottimizzazione dei flussi di energia sino alla digitalizzazione delle operazioni in campo. La nuova società, che si chiama Gridspertise, è già stata costituita e punta a raggiungere ricavi per più di 1,5 miliardi annui al 2030 e una quota di mercato di almeno il 10% a livello mondiale in un settore che oggi vale 13 miliardi (un altro importante operatore oltre Enel oggi è la Svizzera Landis and Gyr), ma è in forte crescita ed è destinato a raggiungere i 20 miliardi entro il 2030. Al momento Gridspertise conta un centinaio di dipendenti, ma è previsto un piano di assunzioni a livello globale visto che la nuova realtà sarà disposta su quattro poli di sviluppo in Italia, Spagna, Stati Uniti e India.Il prossimo step, riporta sempre Il Sole 24 Ore, potrebbe essere l’apertura del capitale, per una quota di minoranza, a un fondo di investimento o infrastrutturale in linea con il modello di stewardship annunciato nel piano industriale del novembre scorso. Forse già dal 2022.

Intanto sono arrivate buone notizie anche dalla Spagna, essendo stati fatti chiarimenti relativamente al così detto ‘claw back’, una misura che non sarà applicata indistintamente a tutti gli impianti di generazione per l’ammontare di energia prodotta indipendentemente dal contratto di vendita. «Si tratta di una notizia che riduce la portata degli impatti negativi, limitandola effettivamente agli impianti che percepiscono un maggior rendimento», hanno sottolineato gli analisti di Equita, pur precisando che la portata della misura è comunque negativa per Enel il cui rendimento complessivo non è generato solo dai singoli impianti, ma dal portafoglio complessivo degli impianti. Secondo la sim gli impatti si aggireranno attorno a 500 milioni tra il quarto trimestre 2021 e i primi mesi del 2022. Equita, ad ogni modo, continua a raccomandare un ‘Buy’ sulle azioni di Enel, indicando un target di prezzo a 9 euro.

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