L’INIZIATIVA 

Enel e Intesa San Paolo promuovono il Manifesto per l’alleanza su economia circolare

di Redazione online

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4' di lettura

Rafforzare l’impegno per un continuo miglioramento delle aziende italiane sul fronte dell’innovazione, della competitività e delle prestazioni ambientali, promuovendo l’economia circolare: è l’obiettivo che ha portato Enel e Intesa Sanpaolo a farsi promotori del Manifesto per l’economia circolare.

Il Manifesto, firmato questa mattina nel corso di un convegno a Confindustria da Enel e Intesa Sanpaolo, assieme a Novamont, Costa Crociere, Gruppo Salvatore Ferragamo, Bulgari, Fater e Eataly, coinvolge, come capofila per ciascun settore, un’azienda protagonista del Made in Italy a livello internazionale e già fortemente impegnata sul tema.

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L’Economia circolare, è stato sottolineato, punta alla trasformazione dei processi e al re-design dei prodotti e dei servizi, favorendo il superamento delle tradizionali divisioni tra diversi settori industriali e una maggiore sinergia tra le aziende. L’innovazione e la sostenibilità diventano così parte integrante del business e scelta strategica di competitività, anche nell’ottica della lotta ai cambiamenti climatici.

Presentato Documento di posizionamento strategico nazionale
Durante il convegno, è stato presentato il Documento di posizionamento strategico nazionale del ministero dell’Ambiente e del ministero dello Sviluppo economico. Il documento, intitolato “Verso un Modello di Economia Circolare per l’Italia”, si inserisce nella Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, contribuendo in particolare alla definizione degli obiettivi sull’uso efficiente delle risorse e dei modelli di produzione e consumo sostenibile. Al convegno ha partecipato anche il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che ha commentato l’impugnazione da parte della Regione Puglia del decreto del Governo sul piano ambientale per l’Ilva. «Sono stupito dalla posizione della Regione» e «chi fa queste cose se ne assume la responsabilità. Io ho davvero la coscienza a posto», ha detto.

Galletti: l’ambiente diventa fattore di competitività nell’economia
«L'ambiente diventa fattore di competitività per il settore economico del Paese. Questo è ciò su cui dobbiamo puntare per il futuro. L'economia della quarta rivoluzione industriale sarà competitiva sull'ambiente e chi non saprà cogliere questa opportunità sarà fuori dal mercato», ha sottolineato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti intervenendo al convegno in Confindustria.

Bonafè (Pd): fondamentale indirizzare il nostro sistema industriale verso le sfide del nuovo modello di crescita
«L'Europa è particolarmente scarsa di materie prime, ma carica di ingegno e di vere e proprie scuole di eccellenza nell’innovazione», ha sottolineato Simona Bonafè, europarlamentare del Pd e relatrice del pacchetto legislativo sull'economia circolare in sede Ue, nel corso della presentazione del manifesto per la nascita di un’Alleanza di alcune grandi aziende, oggi in Confindustria. «Ecco perché - osserva Bonafè - in un momento storico nel quale il paradigma economico si sposta sempre di più su concetti come sostenibilità e riciclo, il varo di un documento del genere diventa fondamentale e strategico per indirizzare il nostro sistema industriale verso le sfide di questo nuovo modello di crescita».

Grieco (Enel): economia circolare driver strategico
Al convegno sull’economia circolare è intervenuto il presidente di Enel Patrizia Grieco. «L’economia circolare, abilitata dall’innovazione tecnologica - ha sottolineato -, è un driver strategico in grado di favorire l’affermazione di nuovi modelli di business, più efficienti e sostenibili, nonché il superamento della tradizionale distinzione di fasi e ruoli tipici dell’economia lineare: un processo - ha aggiunto Grieco - che coinvolge numerosi attori, in modo trasversale lungo l’intera catena del valore. In questo contesto, le grandi imprese possono svolgere un ruolo fondamentale, anche come volano per favorire la transizione circolare delle proprie filiere». Quindi l’impegno di Enel: «Cosa c’è di più circolare delle rinnovabili? E noi aggiungiamo oltre 2 gigawatt di rinnovabili ogni anno e la Sen dà una spinta sulle rinnovabili, forse meno aggressiva di quella che avremmo voluto,ma riconosce il futuro delle rinnovabili. Poi - ha aggiuto il presidente di Enel - c’è il progetto Futur -e, stiamo dismettendo 23 impianti non più attivi per rimetterli nell’economia circolare disegnando per loro un futuro diverso. Continuiamo su questo percorso».

Micillo (Intesa San Paolo): economia circolare è sfida e opportunità di crescita
«La Circular economy rappresenta per Intesa Sanpaolo una sfida e un'opportunità capace di creare nuovo valore e crescita. Circular economy significa estensione della vita utile dei beni, rigenerazione degli stessi, nuove piattaforme di condivisione, prodotto come servizio, filiera circolare e molto altro», ha detto Mauro Micillo, responsabile della Divisione Corporate & Investment Banking di Intesa San Paolo nel suo intervento al convegno sull’economia circolare. «Sono concetti nuovi per chi fa banca che ci impongono di capire chi sarà, in futuro, vincitore e chi no. Una grande opportunità per capire quali saranno le aziende campioni di domani. Il modello circolare rappresenta un elemento di rottura positivo, capace di creare nuovo valore e crescita. Per questa ragione già dal 2015 siamo diventati l'unico partner globale nei servizi finanziari della Fondazione Ellen MacArthur, la più grande istituzione privata al mondo impegnata in questo ambito. Vediamo nella Circular Economy una sfida innovativa e strategica che porterà importanti benefici a livello globale».

Teodorani Fabbri (Fater): integrazione fra innovazione e sostenibilità ambientale
«L'integrazione di innovazione e sostenibilità ambientale nel modello di business aziendale trova nell'economia circolare la sua migliore rappresentazione e soprattutto è possibile», ha sottolineato Giovanni Teodorani Fabbri, general manager della Business unit dedicata a Riciclo di Prodotti Assorbenti per la persona della Fater. «Un esempio è l'impianto che recentemente abbiamo inaugurato a Treviso, il primo al mondo su scala industriale in grado di riciclare il 100% dei prodotti assorbenti usati (pannolini per bambini, per l'incontinenza e assorbenti igienici) trasformandoli in materie prime secondarie che possono essere riutilizzate e dunque rimesse sul mercato». I vantaggi ambientali ed economici dell'impianto, che può processare fino a 10mila tonnellate di prodotti usati l'anno, sono evidenti: innanzitutto l'eliminazione dei prodotti assorbenti da discariche e inceneritori evitando emissioni equivalenti a quelle assorbite ogni anno da oltre 30 mila alberi». Un sistema industriale, ha spiegato, che se esteso in tutta la Penisola «consentirebbe di ridurre le emissioni climalteranti prodotte ogni anno da oltre 100mila automobili. E poi il riciclo in materie prime di elevata qualità che saranno utilizzabili in molteplici nuove produzioni. Da 1 tonnellata di rifiuti raccolti in maniera differenziata infatti sarà possibile ricavare fino a 150kg di cellulosa, 75kg di plastica e 75kg di polimero super assorbente, che potranno essere impiegati in nuovi processi produttivi».

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